Appendice 24 - Una traccia della Torre

 

Sè visto come si sia riusciti, tramite [311 – Panza ieri e oggi, 1990], a localizzare quella che don Pietro Monti [56] ha chiamato Torre alla discesa di Succhivo, fino a giungere a chiederne alla reception dell’albergo Bellavista, che sorge là ove era la torre.
Buoni propositi a parte, da quel lontano 28/04/05  le ricerche non avevano avuto altro seguito.
Si era appurato però che i  D'Abundo,che gestiscono il locale, lo hanno costruito sui ruderi della torre, e tutto si era fermato a questa notizia.
Più di tre anni dopo, il 31/05/08, si era realizzata un’altra speranza, quella di giungere alla sommità dell’isolotto di S. Angelo, a toccare con mano i ruderi della torre regia, accompagnatovi dal gentilissimo signor Francesco Iacono e dalla fidanzata, signorina Rosa.
Col signor Iacono si era parlato a lungo di torri, e non solo: trovandoci vicini a Panza, il discorso era caduto sulle sue torri,  ed anche su quella di Succhivo, frazione ove lo Iacono risiede.
La faccio breve, il gentilissimo geometra aveva eseguito un rilievo dell’albergo, ed era sicuro che uno dei locali poteva essere avvicinato alla sospirata struttura, per geometria, e perché sotto di esso vi è ancora una grande cisterna: mi promise copia del rilievo.
Da allora erano passati cinque mesi, ma oltre le fotografie della Torre di S. Angelo da lui eseguite  nel maggio 2008, non avevo ricevuto altro; ho profittato di una ripresa dei contatti con lo studio dell’ing. Vito Sacchetti, per ricordargli la cosa: la piantina, a suo dire, me l’aveva già inviata, senza però che io la ricevessi; mi promise di reiterare l’invio.
È stato così che il 18 ottobre 2008, via E-MAIL, ho ricevuto le piante del pianterreno, primo e secondo piano dell’albergo, con l’indicazione  di sua mano del locale di cui detto.

Una insperata pianta
Si è ricordato come si sia giunti a disporre della pianta dei tre piani del complesso Hotel Bellavista, alla discesa di Succhivo, e questa Addendaè dedicata al suo studio.
I documenti grafici di cui si dispone sono
- satellitari da Google Earth  [47];
- aerofotogrammetrie dell’Isola [42], AFG:  f­ _ 31;
- mappe catastali dell’Isola [43]; Forio,Foglio 42 (D70204200);
- pianta dei tre piani dell’ Hotel Bellavista [473].

Dal complesso di questi documenti si rilevano i seguenti elementi:
Via Provinciale Panza-Succhivo, 50 - 80075 Forio (NA).
Coordinate geografiche: lat. 40° 42’27.08” N, long. 13° 52’50.52” E
Catastale: Forio  Foglio  42, varie particelle.
Altezza: 129 m s.l.m. c.
Dimensioni in pianta torre: 5,40 x 5,0 m;
spessore dei muri: 0,75 m circa;
copertura primo livello a volta;
datazione: sconosciuta.

Alcune riflessioni
Se si leggono le piante dell’albergo e si rilegge il brano di [56] che ha portato ad indagare su ciò che potrebbe sopravvivere della vecchia torre, sembra di poter concludere che, cisterna a parte, il solo pianterreno e qualcosa del primo ne possano conservare memoria.
A conforto di ciò si rilegga il brano stesso:

[56] pag. 664…665:.. ..Sul lato opposto, fuori del casale, dove inizia la panoramica che scende a Succhivo, stava piazzata un'altra torre….. Attualmente il rudere è stato trasformato in una nuova abitazione, con un bar a piano terra…

attorno al rudere del primo piano si sarebbe sviluppato il complesso: prima il bar, posto a piano terra, lato strada, ove verosimilmente oggi è la reception dell’albergo; poi il resto.
Una piccola torre, quasi quadrata, senza scarpa, su una balza del terreno – l’aspetto dei luoghi, tenuto conto che la strada che correva nella zona non è l’attuale provinciale, ma la vicinale Succhivo, che corre superiormente, e che permette di addentrarsi nel territorio chiamato Pezzapiana, in un paesaggio notevolmente diverso dall’attuale- , che poneva con i suoi 130 m di elevazione, l’edificio ad un considerevole livello, permettendogli di sorvegliare la zona che dall’isolotto di S. Angelo giunge a Casapolito ed al centro del paese, con la chiesa di S. Leonardo e la vicina torre: una posizione di tutto riguardo.
Le funzioni dovevano essere limitate a questo aspetto di collegamento e vigilanza, ed essenzialmente di rifugio, anche se l’edificio era di modeste dimensioni.
La sola geometria può indirizzare ad un’ubicazione temporale, ponendola alla seconda generazione, nel novero delle case-torri, e probabilmente nel 16° - 17° secolo.

Conclusioni
Le conclusioni sono quelle tratte nelle riflessioni del paragrafo precedente: si trattava di un piccolo edificio in buona posizione e livello, a pianta rettangolare, probabilmente su due livelli fuori terreno, dotato di cisterna.

Forio, 2 novembe 2008.

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