Appendice Q - Masserie fortificate

 

Premessa

La cosa più difficile è, quasi sempre,  la definizione inequivocabile dell’oggetto in esame: nello specifico, ciò vale per il distinguere con esattezza fra Torri, e tutto ciò che di fortificato, - con o senza un vero e proprio manufatto di quel genere -, esiste nel territorio isolano.
Una differenza che spesso viene proposta come rilevante ai fini di una classificazione, è quella che distingue fra ciò che è frutto di iniziativa pubblica e ciò che è privato, con accento riduttivo sulla seconda categoria: nel territorio dell’Isola d’Ischia esistono chiari esempi del contrario, anzi, i massimi rappresentanti della categoria Torri, superstiti, sono proprio stati edificati a cura dei privati, come il Torrione di Forio e la Torre di S. Anna nel territorio di Ischia: ciò, anche se i privati  di Forio erano quelli che costituivano la corrispondente Università.
Un’altra differenziazione è proposta traendola dalla provenienza della minaccia, distinguendo fra difesa delle coste e difesa del territorio: individuando come causale per la seconda il banditismo.
Le distintive principali, per i manufatti del tipo in esame, che più frequentemente si incontrano, sono, in un elenco che è certo incompleto:

Casa seguita dal nome del casato – Casale - Casa-Forte - Casa-TorreCastello - Edificio agricolo fortificato - Edificio religioso fortificatoGuardiola - Masseria fortificataPalazzo fortificato - Residenza castellataTorre - Torre–Casa - Torre guardiola.

Ciò non significa, come detto, che queste distintive siano le sole e chiaramente riscontrabili nell’uso locale, e nella conseguente toponomastica, con quest’ultima spesso fonte notevole di indagine.
La presente Appendice tematica contiene, più che uno studio preparatorio, solo degli Appunti per l’Appendice 86, dedicata ad uno dei pochi complessi abitativi che si incontra con lo specifico attributo di masseria fortificata, nell’Isola, come si evince dal  brano seguente:

[131] p. 104:… We must therefore choose plains of the loose alluvial- tufa, which we have in the following localities: near the Villa Maresca and the fumaroles of Monte Tabor (already partly occupied by the new huts), near the Masseria della Torre, on the right of the road up to the Parrochia, the district between Mezzavia, Mt. Marecocco, extending to S. Aniello, and Spadara….

anche se con riserva, che si discuterà in seguito,si è proposta per questa costruzione la Torre di Casa Cumana, spesso indicata anche come Torre del Perrone.
Tutta la zona indicata, - che va dal Tabor, ai confini orientali del territorio di Casamicciola, alla Spadara, nel territorio di Forio -, è illustrata nella fig. 1.
Il brano citato è contenuto negli AppuntiI per le Appendici 46, 47, 48 relativi al territorio di Casamicciola, che contengono molti elementi che si possono ritenere premessa e parte integrante della presente Appendice.
Si deve anche osservare che Johnston-Lavis, si dimostra ottimo conoscitore della toponomastica dell’Isola, ragione per la quale il brano citato è stato assunto come estremamente significativo, ed attendibile, per una indagine specifica.
Del resto, parlando del Mortito, vicino al Tabor, si era trovato anche il brano seguente:

[24]pag. 213, nota 12: … esso comprendeva…due parti principali, la Massaria e il Piano…Il Piano…meglio conosciuto come il Giardiniello, comprendeva tutta la zona, che dalla via vicinale sotto la montagna andava a terminare nel cavone al di là dal Toronciello. Proprio nel Toronciello v'erano i ruderi di una vecchia Torre e due strade, di cui una era riservata al servizio della creta in quella parte detta Forniello… - che forse, con tutte le riserve già più volte avanzate, potrebbe essere la stessa masseria su cennata.

Annotate tutte le incertezze precedenti, nel seguito, mettendo a raffronto le indicazioni di [131] nei due sismi del 1881 e 1883, si proporrà una interpretazione notevolmente differente.

Le masserie fortificate
Queste costruzioni sono ritenute tipiche di altri territori italiani, per lo più pianeggianti, dove l’isolamento dell’insediamento abitativo, imponeva misure difensive: ciò è dovuto anche al numero veramente notevole che se ne rinviene, specialmente in Puglia.
La cosa però si complica appena ci si domanda cosa si intenda per masseria, che sia fortificata o meno, e quanto l’aggettivo rurale, che spesso l’accompagna, sia realmente distintivo, specie in realtà economicamente molto depresse.
Per meglio comprendere la difficoltà di una indicazione non generica, si riporta da [16]  quanto alle voci Masseria, e poi al Manso cui ivi si rimanda:

MASSERIA s.f. Azienda agricola diretta da un massaro. Anticamente, tributo pagato dagli affittuari di un manso* al signore; anche l'amministrazione di un insieme di fondi (massa*) o delle pubbliche entrate da parte di un massaro. Per estens. Fattoria in senso generale.

MANSO s.m. (dal lat. mansus, part. pass. di  manere,  rimanere).  In  epoca  medievale divisione agraria le cui origini risalgono ad epoca romana (normalmente 12 iugeri), che costituiva un appezzamento di terreno dato in  affitto  a  una  famiglia  di  coloni,  detti  manenti (per l'obbligo che essi avevano di risiedere sul fondo) o anche massari o massai, dietro  pagamento  di  un  censo  per  lo  più consistente nella corresponsione di una parte dei  prodotti  e  nella  prestazione  di  servizi personali.

Come si vede, un orizzonte non proprio chiaro.
Fra l’altro, si noti che anche maniero è voce connessa allo stesso verbo latino, ed indica costruzione che si è evoluta in direzione diametralmente opposta alla masseria, divenendo sinonimo di castello o dimora castellata.
Per meglio lumeggiare quanto appare ancora troppo implicito, sia pure nella giusta luce dubitativa, si riportano dalla bibliografia consultata alcuni brani.
Fra le etichette che, nello specifico, appaiono più frequenti, vi è quella di Casa-Torre, tipologia difensiva che così si trova proposta per le motivazioni, e per la struttura.

[Rete]Nel periodo vicereale scoppiò un altro fenomeno che stavolta andò a gravare soprattutto sulle popolazioni del territorio interno: il banditismo. Diffuso in maniera minore già in epoca angioma, ebbe notevole sviluppo nel corso del XVI secolo e solo alla fine del secolo venne finalmente debellato. A seguito di questa situazione parecchi privati eressero torri all'interno dei loro casali e masserie per difendere meglio le loro abitazioni. Nacquero così le cosiddette "case-torri", edifici fortificati con la duplice funzione di difesa e di abitazione.  Tante sono le testimonianze ancora esistenti di questa tipologia architettonica, ma molte sono anche quelle scomparse ed il cui ricordo resta nei toponimi…..
La casa-torre sarebbe così un edificio fortificato con la duplice funzione di difesa e di abitazione.

[197] p. 14: … Altre,  numerose,  case-torri  furono  realizzate  nel XVI secolo ed agli inizi di quello seguente in varie località dell'ex regno napoletano, dovute tutte ad interventi privati che seguirono sempre, a nostro avviso, la duplice necessità di difesa dai corsari (se sulla costa) o da briganti (se nelle zone interne); le ritroviamo, con variazioni che le rendono più significative, ad Ortodonico…, nel Cilento, a Recale, in località Starza (alla periferia dell'abitato), in angolo ad un più recente corpo di fabbrica e con evidenti trasformazioni, ed a Forio d'Ischia, dove, tra le torri quadrate del luogo, va notata la Quattrocchi, trasformata nel Settecento ed affiancata da altre costruzioni nel nucleo del centro urbano, che, a giudicare da una antica stampa del Remond…, troverebbe rispondenza in una analoga costruzione realizzata nell'isola a Lacco Ameno.
Per le stesse ragioni che determinarono la costruzione delle numerose case-torri di Forio, nell’isola d'Ischia, vennero innalzate le analoghe case-torri di Massalubrense, nella penisola sorrentina, anche a causa del tragico evento del 13 giugno 1558, quando Pyaly Mustafà, al comando della flotta turca, devastò e depredò la penisola sorrentina portando via un gran numero di prigionieri come schiavi…; tra queste ricordiamo, per le analogie formali con quelle prese in esame, il Torrione (in località Villarca) eretto a protezione di una proprietà dei Gesuiti, la torre Turbolo (o torre  del  Monte)  ricostruita  e  snaturata  recentemente…, e le torri del Belvedere e Caracciolo….
Numerose case-torri furono anche costruite nel territorio flegreo; per molte di esse, distrutte nel corso degli anni, rimane il toponimo…, mentre altre mostrano l'influsso subìto nella loro realizzazione dai modelli sui quali ci siamo soffermati: Torre S. Domenico, presso Soccavo…

E’ brano che propone, a mio avviso, una classificazione troppo ampia, da un lato, e altrettanto riduttiva, dall’altro, ma da tenere comunque ben presente.

[199] p. 28:… Il tema degli edifici rurali fortificati (masserie, grange, casali.., fattorie, corti…), rientra nel quadro della  difesa  anticorsara  perché  verso  la  metà  del  500 è riscontrabile in  alcune zone d'Italia con evidenza inoppugnabile, la volontà comune, incoraggiata dallo stato,  di  intervenire  in  modo  omogeneo  e  razionale alla  difesa   delle   popolazioni   rurali   e  dei  prodotti agricoli  dagli  assalti  dei  corsari,  dei  pirati,  dei  banditi,  questi  ultimi  complici  e  ricettatori.
Uno studio del genere è ancora lungi dall'essere chiarito da indagini socio-economiche e da documentazione d’archivio sulle direttive centrali e periferiche e sui particolari interventi….

Una chiave di lettura questa che, nella vasta categoria degli Edifici Rurali Fortificati, propone sin dall’inizio un inquadramento unitario di molte etichette: masseria, grangia, casale, fattoria, corte, sia pure in quadro di iniziative, direttive, interventi, tutto da precisare.
Con riserva di approfondire l’argomento, e limitando per ora l’esame alle sole masserie, si riporta la proposta dell’A. di [199] di suddividere le masserie fortificate nelle categorie seguenti:

come si vede, un’articolazione veramente complessa, anche perché credo che la si dovrebbe ritenere lettura di un complesso abitativo in un tempo ben preciso, perché non è assolutamente detto che ciò che oggi si presenta come inquadrabile in una specifica presentazione, sia sempre stato in questa condizione.
La preoccupazione maggiore dell’A., sembra essere quella di mettere in evidenza, nell’edificio rurale, l’esistenza, o meno, di una torre.
Entrando nello specifico, una chiarificazione delle etichette è affidata più agli esempi che non ad una indipendente definizione della tipologia: pertanto le indicazioni seguenti sono frutto di una lettura personale, ed una integrazione delle informazioni ricevute.

a) Masserie compatte: si tratta di edifici complessi, di notevole altezza, mancanti di una corte interna, con poche aperture. la difesa è affidata a poche feritoie, ed alla solidità della struttura.

b) Masserie fortificate senza torre: sono edifici nei quali compaiono elementi difensivi tipici, come le caditoie, isolate, poste sulla verticale delle aperture, situate a livello superiore, ma con esclusione assoluta della presenza della torre, sostituita dal terrazzo più alto agli effetti dell’avvistamento e della segnalazione ([199] p. 32).

c) Masserie fortificate con torre:… contengono la torre, coeva, anteriore o posteriore alla masseria, ma racchiudono anche chiare strutture di difesa indipendenti da quelle della torre ([199] p. 33).

d) Masserie con torre:… sono difese dalla torre, ma pronte a sacrificare gli edifici agricoli a questa esterni, perché non possiedono altre possibilità di difesa, che rappresentano le predifese della torre ([199] p. 34).

e) Masserie torre:… costituite dalla sola torre di serie o anche da una modestissima costruzione rurale a forma di torre ([199] p. 34).

f) Masserie fortificate con castello - si dice semplicemente in [199] p. 35: Castello al posto della Torre. È evidente la costruzione sempre a difesa ma particolarmente qualificata alla residenza permanente o stagionale del proprietario di grandi proprietà terriere…Accesso al Castello dalla corte sulla quale prospettano tutti gli edifici rurali…

Salvo le masserie compatte e quelle con Castello, come si vede il discorso è incentrato sulla presenza o meno della Torre, che giunge ad essere anche il solo manufatto presente, pure se realizzazione molto più modesta rispetto ad edifici tipici del settore.
Le scale di accesso, se presenti, e prive di ponticello levatoio terminale, sono in genere assai ripide, e con la rampa terminale sotto il tiro da feritoie allo scopo predisposte.
Di tutte le tipologie indicate per una Masseria, quella sub C), per la distinzione temporale sulla presenza di una Torre, è senz’altro la meglio articolata, potendosi trovare sicuri esempi dei tre momenti che vedono la torre, coeva, anteriore o posteriore alla masseria.
Per esempio, in  [204], Casa Siano alla Pannella, nel territorio di Lacco alta,  viene descritta con tutti i caratteri della masseria, non fortificata però, con la Torre preesistente alla sua realizzazione, ed evolutasi a dimora estiva ed albergo per ospiti stranieri facoltosi.
Si deve inoltre riflettere sul fatto che, la scelta del luogo per un insediamento strettamente difensivo, o abitativo, che doveva difendersi, conduceva fatalmente a soluzioni omogenee.

Un pericolo
Da più parti si segnala il pericolo che lo studio approfondito di un particolare manufatto possa far perdere la visione di insieme: è proprio per evitare una successione di inquadrature separate, nella lettura delle differenti tipologie di manufatti difensivi, che si è sempre fatto riferimento ad un comune Dispositivo.
Questa visione unitaria, può essere stata considerata come eccessiva, per un insieme di comunità relativamente piccolo: invece, proprio la natura insulare, la situazione di frontiera marittima, la difficoltà di provvedere tempestivamente a movimenti di uomini dalla terra ferma all’isola, e di mantenerli in forma più o meno stabile in un territorio complesso, non completamente sufficiente sotto il profilo alimentare, hanno contribuito a strutturare, in modo integrato, quel complesso di opere ed attività comuni che si sono inquadrate sotto la voce già ricordata di Dispositivo, abbreviazione di Dispositivo difensivo.
I tentativi di proporre una visione diversa, in cui i manufatti fossero rigidamente separati per categorie, anche nella tendenza, purtroppo tanto da altri perseguita, di minimizzare per la frequenza di costruzioni intrinsecamente povere, un pensiero di ampio respiro, costituiscono un pericolo troppo grande per  non essere ancora una volta esplicitamente additato.
Il cercare quindi nel territorio isolano una lettura in cui l’edificio rurale, fortificato o no, sia assunto come direttrice interpretativa, deve essere inteso solo come chiave introduttiva all’esame di particolari realtà, in una istantanea complessiva, piuttosto che non in una consecutiva sequenza di fotogrammi che coprano molti secoli di storia.
La ricerca della masseria costituisce dunque quella di un momento, non tanto di vita prevalentemente rurale, ma di individuazione di manufatti strutturati in modo particolare, ma sempre in una realtà unitaria.
Nessun manufatto del genere, è di per sé autosufficiente, se non per brevi tempi, nella ricerca di una soluzione di sopravvivenza attiva di non lunga durata: nell’Isola, nessuno di essi appare particolarmente emergente per rilevanza strutturale del complesso.
Nel paragrafo successivo, pertanto, ciò che si dirà va visto in questa luce di lettura.

Uno sguardo al territorio
All’approfondimento cennato, che meglio sarebbe dire essere una discussione della proposta, si antepone uno sguardo al territorio dell’Isola, nel quale si incontrano ancor oggi presenti - nei toponimi e nomi di vie - molte Case, Castelli, torri, che possono, in qualche caso, essere visti nella luce della masseria fortificata.
Si deve evitare, come taluno propone, di generalizzare: la distinzione fra committenza pubblica e privata, non incide, nei nuclei densamente abitati, che sulla destinazione del manufatto, che è prettamente difensiva nel primo caso, e principalmente di rifugio, nel secondo.
Tornando al territorio dell’Isola, percorrendolo partendo dal Perrone, in senso antiorario, si incontrano manufatti che è utile sottoporre al vaglio delle proposte precedenti.
Il seguente è comunque un elenco che, sicuramente carente, deve servire ad un approfondimento della discussione in atto, sia pure a livello implicito.

Masseria della Torre: per ora ritenuta essere la Torre di Casa Cumana, a Casamicciola;
Toronciello e Torre di Francesco Gargiulo, a Casamicciola;
Casa Siano, con la sua Torre, alla Pannella, in Lacco alta;
Casa Monti  con la sua Torre, alla marina di Lacco;
Villa Arbusto, a Lacco;
Torre quadrata di Casa Lombardi, a Forio;
Villa Piromallo, alla periferia settentrionale di Panza;
Fra le case torri di Panza: La Preta e la Casa del cefarotto;
Torre di Zì Palmuntè, a Casa Polito;
Panzese, immediatamente ad occidente di Casa Polito;
Palazzetto Iacono, a Serrara;
Casa sospetta a Fontana;
Torri nel territorio di Barano, a Terranera, Matarace;
Torre del Fergola;
Palazzo  a Barano;
La Torre, sulle pendici meridionali dell’Epomeo;
Torre dei Pesce  a Testaccio;
La Torre o Le Torri di Campagnano;
Casa dei Balestrieri  a Cartaromana.
Villa Moschini.

... ed ai libri
Una rapida occhiata agli oramai tanti documenti consultati, porta a trovare qualche traccia interessante in [24], [51], [56], [124], [131], per indicarne alcuni. Si tratta, invero, di cenni molto brevi, che vanno comunque raccolti ed esaminati, per trarne gli elementi di riflessione possibili.

Vedi elenco e notizie

Si tratta di un elenco di 56 nominativi - salvo i doppi nomi - di edifici candidati al ruolo in esame, con certezza di incompletezza, nella consistenza numerica, e spesso carenza di specifiche informazioni.
Inoltre, alcuni di questi sono certamente diversa indicazione di uno stesso manufatto, per altri vi è la possibilità che ci si trovi in questa situazione.
Approfondiremo comunque  queste proposte, scaturite sia da un percorso ordinato del  territorio isolano, sia da un’integrazione frutto di un riscontro cartaceo, procedendo in ordine alfabetico. Questo approfondimento deve essere inteso come una prima raccolta di informazioni sulla singola indicazione, sia pur con la certezza che la gran parte  di queste sono relative a situazioni squisitamente rurali, senza alcuna forma evidente di carattere difensivo, forse nemmeno di quella di sottrazione di bersaglio [36], prevista in forma strutturata.
Vi è inoltre la possibilità che la parola Massaria o Masseria sia utilizzata per indicare solo un appezzamento di terreno, rilevante unicamente per estensione, spesso senza alcun manufatto abitativo per i manenti, tali solo nel possesso o nella gestione attiva dei terreni.

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