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Dispositivo
   Prefazione 1
   Prefazione 2

Bibliografia generale
  Parte prima     (1-100)
  Parte seconda (101-200)
  Parte terza      (201-300)
  Parte quarta    (301-400)
  Parte quinta    (401-501)

Premessa
Barano / Serrara
Casamicciola
Forio
Ischia
Lacco Ameno
Varie / Conclusioni

 


Varie e conclusioni

Senza alcuna presentazione specifica, si danno di seguito alcune indicazioni su taluni notevoli edifici e toponimi, con quella delle Appendici loro dedicate: in esse sarà data  giustificazione della loro selezione fra i tanti manufatti che comunque si pongono all’attenzione specifica.
8.1. Le Sentinelle (Appendice 79).
8.2. Hotel Savoia (Appendice 80).

La Chiesetta di S. Nicola (Appendice 81).

Caselle, Guardie

Sullo specifico argomento (1)devono segnalarsi [5], [12], [124], e i lavori citati nell’Appendice P, cui seguirà la più specifica Appendice O, che la precedeva nel piano di lavoro: si tratta di argomento di particolare interesse, cui fa purtroppo riscontro una ancora scarsa attenzione, resa ancor più drammatica dalla natura stessa dei manufatti, sopravvissuti quasi esclusivamente in qualche toponimo e in qualche documento contabile, tanto giustamente caro a qualche autore.
Fra i riferimenti citati, ancora una volta si pone in evidenza il contributo di [124], mentre in [12], sia pur per isole diverse dalla nostra, si forniscono elementi relativi alla loro costruzione.

Conclusioni

Eccoci, come il solito, a cercare di trarre delle conclusioni, almeno locali: credo che sia risultato evidente che questa Nota si presenti, piuttosto che come un’opera compiuta, come un vero e proprio piano di lavoro, articolato sulla base del materiale in gran parte raccolto a fronte delle precedenti quindici.
Accettata questa premessa, è evidente che alcune delle parti già  ultimate possano non essere corrispondenti al più articolato quadro che questa seconda edizione della Nota 16 presenta rispetto alla prima.
Occorre inoltre considerare esplicitamente che il lavoro di stesura del complesso di Appendici previste – che è la parte essenziale della presentazione dei risultati di questa ricerca - è ben lontano dal completamento, sia pure in un prima stesura: indagini ed esplorazione del territorio vanno di fatti avanti molto lentamente.
Al fine di valutare, sia pur solo numericamente, la situazione, si osservi che, alla data del 10 dicembre 2003:
- solo 25  delle 103 Appendici previste sono ultimate, ed altre 10 sono ancora in fase di preparazione, anche se per molte altre di esse il materiale acquisito è già sufficiente per una prima elaborazione;
- diversa è la situazione delle Appendici tematiche, per la loro stessa natura, e perchè molte di esse sono state redatte sotto lo stimolo di una particolare immediata esigenza, e non di un programma di lavoro, con 9 su 15 ultimate, e 4 in preparazione; numerose sono pure le Addenda e le ulteriori Appendici che talune di esse presentano.
Come si vede, il lavoro è ben lungi dall’essere vicino alla sua conclusione, e pertanto ogni reale conclusione è altrettanto lontana.
Se si vuole risalire nel tempo, fissando una data di partenza certa, e non lontanissima, p.es. quella del 28 luglio 1883, occorre almeno verificare ciò che si accertò in sede di documentazione dei danni e delle richieste di risarcimento avanzate per il rovinoso evento di quel giorno: ciò per sgombrare la mente dal pensiero, meglio dire riserva, che alcuni manufatti fossero ancora ben individuabili a quei tempi.
 Poichè  a quella data molti degli edifici e delle opere erano certamente già in rovina, o addirittura allo stato di rudere, e poichè i lavori per la realizzazione della SS 270 sicuramente incisero profondamente sulla parte perimetrale del territorio isolano, più densa di opere difensive, anche questo elemento aggrava la già non positiva situazione.
Non è possibile inoltre, come potrebbe forse pensarsi, che la Storia del d’Ascia [5] consenta di fissare nel 1867 un riferimento temporale certo, di validità generale per l’esame presente, dato il modesto spazio che in quel lavoro è dato ai singoli elementi del Dispositivo.
L’opera del Pasanisi [17] non consente altresì, per i noti motivi, un progresso conoscitivo migliore, anche se abbraccia un arco di tempo maggiore.
Sono queste difficoltà che mi hanno indotto a cercare di fissare in un documento, sia pure lacunoso, ciò che oggi è ancora sicuramente rintracciabile e visibile, non con i soli occhi della mente, nella realtà isolana, anche nel non immotivato timore che qualche manufatto scompaia definitivamente, o che se ne stravolga ancor più l’aspetto, come purtroppo si è già verificato nel breve corso degli anni che vedono questo mio tentativo in atto.
Ciò che manca potrà, forse, essere aggiunto da altri, più dotato o meglio orientato, ma questo contributo dovrebbe restare almeno come una base di partenza certa per futuri approfondimenti, correzioni, precisazioni.
Su tutte queste difficoltà emerge ancora predominante la disponibilità di tempo; inoltre, la mia età, non più verdissima, rende via via più difficile una approfondita ed oculata  esplorazione del tormentato territorio dell’Isola, che è strumento indispensabile per la verifica sul posto di talune forme di inquadramento che tanto aiutano nel rendere più sistematico il lavoro di ricerca, e che devono consentire una documentazione sicura della presenza di ogni singolo manufatto oggetto della presente attenzione.
Il contributo di qualche orientato isolano, studioso o meno, come si è fortunatamente già verificato, potrà sicuramente giovare.

SPRING (HOUSTON) TX (USA), 10 dicembre 2003.

1. Garitte, Galitte, sono altri riferimenti trovati, per questi ricoveri più o meno stabili e/o stagionali.
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