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Dispositivo
   Prefazione 1
   Prefazione 2

Bibliografia generale
  Parte prima     (1-100)
  Parte seconda (101-200)
  Parte terza      (201-300)
  Parte quarta    (301-400)
  Parte quinta    (401-501)

Premessa
Barano / Serrara
Casamicciola
Forio
Ischia
Lacco Ameno
Varie / Conclusioni


Prefazione (2)

(segue) È necessario spendere qualche parola per introdurre alla parte specifica di questa Not, senza peraltro farne una diversa premessa: senza dunque ripetere quanto ormai acquisito e consolidato nella fase preliminare delle ultime Note precedenti, si raccolgono qui ulteriori elementi circa la struttura e geometria delle Torri dell’Isola d’Ischia, riprendendo un discorso, appena abbozzato, e lasciato in attesa di tempi migliori, per un suo più esteso e meditato svolgimento.
Lo sprone a questo ulteriore elemento di acquisizione, in forma più stabile e meglio strutturata, è stato anche il ripetuto rinvenimento in rete di materiale ben organizzato e documentato, nella forma tipica di quello strumento, specie per quanto concerne le coste della Sardegna.
Nello svolgere dunque questo lavoro, si è colta l’occasione per tentare un più organico assetto dell’intera presentazione del Dispositivo.
Logicamente, come sempre, le Note già in previsione, sia pur momentaneamente annullate, restano sempre in pectore, anche se potrebbero in futuro essere sostituite da diverse raccolte di appunti che si rendessero necessarie, specie alla luce di nuovi, auspicati, contributi conoscitivi¹.

Occorre inoltre sottolineare che, data la mole del materiale da rielaborare secondo le direttive prefissateci, questa parte introduttiva sarà solo un’estremamente sintetica presentazione del lavoro e della sua organizzazione, mentre a Sezioni e Paragrafi separati, con una loro numerazione di pagine e figure, indipendente da quanto fatto in questa parte iniziale, è affidato il compito della esposizione vera e propria del materiale raccolto.
Qualche ripetizione, e forse anche qualche discordanza, si spera più apparente che sostanziale, potrà però verificarsi.
Date le modalità dell’esposizione, con ipotesi spesso formulate in itinere, alcune conclusioni potranno essere smentite dal successivo approfondimento del lavoro: si raccomanda pertanto una notevole pazienza, e l’evitare frettolosi addebbiti all’estensore di questa Nota, come spero si sia fatto per le precedenti.
Nell’esposizione di quanto raccolto, ma sarebbe meglio dire nell’esplorazione diretta ed indiretta del territorio, si é proceduto per aree geografiche ritenute di caratteristiche omogenee, anche se qualche più provveduto conoscitore dell’Isola potrà motivatamente trovare qualcosa da ridire.
In questa suddivisione territoriale, oltre ai grandi centri abitati di Forio, con Panza, Lacco, Casamicciola, Ischia, si sono aggregati in due grossi raggruppamenti gli insediamenti che da Campagnano giungono sino a Barano comprendendovi i piccoli nuclei abitativi di Matarace, Terranera, e quello piú importante di Testaccio, per poi concludere con quello centro-sudoccidentale, con Fontana, Serrara, Maronti, Succhivo e S. Angelo.
In questo lavoro, quanto di specifico, é presentato nelle Appendici, divise a loro volta in due categorie:
- la prima, comprende quelle  dedicate ad un singolo manufatto, che si distinguono per il numerale loro attribuito. Spesso accade però che a manufatti vicini per territorio ed inquadramento, risultino attribuiti numerali assai lontani fra loro: ciò è dovuto al continuo approfondimento e miglioramento delle conoscenze, che introducono nuovi soggetti, inizialmente non previsti. Le Appendici di questo tipo  attualmente previste sono 103, ovviamente non tutte ancora redatte;
- distinte invece da una Lettera, sono quelle tematiche, cioè Appendici relative ad una classe di soggetti, o ad una categoria di problemi. Anche se in qualche caso sembra evidenziarsi una qualche contradddizione in questa suddivisione, una più accurata lettura potrà, spero, dare ragione del distinguo. Le Appendici tematiche, attualmente in gran parte ultimate, sono 15, distinte dalle lettere A....Q; le ulteriori X e X1 raccolgono la Bibliografia generale, e l’elenco di alcuni notevoli Siti consultati in rete.

Nella presentazione dei singoli manufatti, in generale, e ove possibile, si è privilegiata la Scheda utilizzata dalla Cianciulli per la S.², ed anche in [15] e nella Nota 2, con qualche modifica, dettata dalle circostanze: il ricorso a questo strumento è stato possibile, sia per la sua ricordata utilizzazione in [15], sia per la consultazione diretta dei documenti  [106]...[117], [120]...[123], [127], [151], [176], [178], [186]...[190], [194], effettuata presso gli Archivi della S..
Attualmente la S., per il Catalogo, si avvale di una nuova forma di acquisizione, basata su un recente diverso articolato: scheda certamente più adeguata ai nuovi metodi, ma di meno gradevole lettura, e soprattutto spersonalizzando il contributo dell’estensore, sottoponendolo, secondo me, ad una minore sollecitazione investigativa³.
Il materiale iconografico è in gran parte quello già disponibile, integrato, specie per le piante degli edifici, da quello proveniente dalla schede dei documenti citati, nonchè da quant’altro resosi disponibile dalla consultazione del nuovo materiale esaminato e/o acquisito:  aerofotogrammetrie e fotografie aeree sono risultati documenti particolarmente preziosi per la lettura del difficile territorio isolano, specie per quanto riguarda l’abitato di Forio (4). A questo riguardo, anche se contiene qualche inesattezza, notevole risulta anche la Carta topografica di Forio, scala al 2 000, data in [128].
Quando possibile, e necessario, sono stati personalmente eseguiti degli schizzi, con l’intento di dare di ciascun edificio una sommaria idea dell’aspetto originario, quando possibile, o in mancanza almeno dell’attuale; le quote in altezza sono quasi sempre stimate, quando, come generalmente accade, non sono note, in quanto le Schede della S. riportano degli edifici solo sintetiche piante (5).
Preziosi, per un tentativo di analisi dello stato originale dei vari manufatti sono i disegni del Mattej (1847) utilizzati in [15]; le letture di [174] e [215], ed un noto quadro di J. Philip Hackert [142], [143], [144], [149], che tanto mi ha fatto tribolare per la sua interpretazione e collocazione (6).
Per una eventuale integrazione del materiale documentario dovuto alla mano dell’artista formiano, una futura visita alla Biblioteca Vallicelliana in Roma, che ne custodisce l’archivio, da tempo in programma, è sempre auspicabile e da tenere ben presente.
Nonostante l’impegno, ripetizioni, sovrapposizioni, potranno risultare presenti, specie nei casi di più nominativi di uno stesso manufatto, ovviamente quando non sia riuscito il distinguo, sia per carenza di approfondimento, sia per mancanza di precisi riscontri.

HOUSTON 13 giugno 2002
HOUSTON, SPRING, 18 novembre 2003

1.E’ anche possibile che una volta ultimata questa Nota 16, una sua rielaborazione possa costituire il documento finale della mia ricerca, sempre che mi resti il tempo sufficiente per ultimarla, e che, in sede di bilanci, si ritenga che ne valga la pena.
2. Con questa notazione si intende indicare, come già detto, la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici della Campania.
3. La ricerca di un documento codificato, di impiego generale, è presentata in alcuni lavori di specialisti, ma la illustrazione e l’analisi di questo settore esula, purtroppo, sia dalla natura di questa mia, sia dalla specificità degli scopi che persegue, ed è comunque attualmente al di fuori delle mie possibilità.
4. Occorre però sottolineare che le Schede, salvo le più recenti, redatte secondo un diverso indirizzo, meno diretto, cui questi documenti fanno da supporto, sono datate in genere 1979, e talvolta contengono aggiornamenti al 1988, onde i cambiamenti del tessuto urbano degli ultimi 14–23 anni, non vi possono figurare: un aggiornamento è quindi cosa auspicabile e da perseguire, per quanto possibile.
5. Nell’Archivio documenti, sezioni e prospetti sono stati rinvenuti solo per quegli edifici per i quali si propone un restauro e/o una ristrutturazione. Un esempio è quello relativo al restauro del Torrione, dal quale sembrano provenire i disegni riportati in [15].
6. Come sempre, prezioso il conforto operativo e l’assistenza datami dal Prof. Raffaele Castagna, Direttore de La Rassegna d’Ischia.
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