Home

Dispositivo
   Prefazione 1
   Prefazione 2

Bibliografia generale
  Parte prima     (1-100)
  Parte seconda (101-200)
  Parte terza      (201-300)
  Parte quarta    (301-400)
  Parte quinta    (401-501)

Premessa
Barano / Serrara
Casamicciola
Forio
Ischia
Lacco Ameno
Varie / Conclusioni

 


Prefazione

Sia ben chiaro, la mia è una ricerca a carattere molto particolare, più una raccolta di appunti che non un lavoro compiuto, quindi senza la pretesa di essere un riscontro puntuale e costante per un vero studioso.
Nata da un interrogativo improvviso, guardando la Torre di Nacera alle Pigne, nei pressi del rione Monterone in Forio, mentre ero nello studio dell’ingegner Sacchetti, questa ricerca sulle Torri, prima della sola Forio, poi di tutta l’isola di Ischia,  è in sostanza una raccolta di impressioni, di immagini, di documenti, che a più orientato e preparato studioso potrebbero, forse, servire da spunto per un tentativo di ordinare la vasta materia che da loro, le torri, e per loro, si apre alla mente di chi se ne interessi.
Ho sempre creduto fermamente e ciecamente a tutto ció che mi ha detto il Padre (1), e proprio dall’incerto ricordo sul numero delle Torri foriane, da lui comunicatomi in un qualche imprecisato soliloquio (2), trasse origine il mio lavoro. Ho scoperto a distanza di anni, che il livello generale di conoscenza di certi problemi isolani è oggi molto migliorato rispetto al passato, anche per merito di notevoli figure di studiosi e di appassionati dell’Isola.
Va inoltre considerato, a mio tutto svantaggio, che sono partito da un livello generale di conoscenze migliore e maggiormente strutturato.
Ho già detto spesso, non solo in quel che seguirà sul presente argomento, ma in ogni ramo della mia vita produttiva (3), che la parte migliore di ogni nostro viaggio terreno inizia quando gli occhi della mente si aprono.
Ho frequentato l’isola d’Ischia, con qualche interruzione dovuta agli avvenimenti della seconda guerra mondiale, a partire dal 1939, e  poi, senza soluzione di continuità, dal 1946: quasi sessanta dei miei 69 anni di vita! Eppure, se si fa eccezione per il Torrione, che è impossibile non vedere, la categoria delle torri isolane è stata completamente fuori del mio orizzonte visivo, fisico e mentale, fino al 2000.
Il mio viaggio, iniziato dalla lettura di qualche carta turistica, meglio orientata di altre, è proseguito con la rilettura del libro del d’Ascia (4) e, di lì, è andata avanti sulla base di letture tematiche, frutto più della mia ormai attivata attenzione, che non di un sistematico lavoro di ricerca.
In questo succedersi di sprazzi informativi, accompagnati dalle prime ricerche dirette sul territorio isolano, un altro passo notevole è dovuto al bel libro della Sardella e suoi collaboratori [15], ma quanto tempo doveva passare prima che io sentissi il bisogno di risalire le sue fonti informative!
Ho cercato sempre di evitare l’uso sistematico di  ricerche bibliotecarie, e di archivio, nella certezza della incapacità di valermi appieno di quei mezzi, e dalla consapevolezza dei margini ristretti di tempo che mi restano per questo impegnativo lavoro, sempre che resti vivo il desiderio di completarlo.
In tre anni ho solo potuto intravedere i confini dello spazio-tempo in cui muovermi,  tenuto anche  presente che i frequenti soggiorni nel sud degli Stati Uniti, hanno, sia pur nella loro notevole valenza, non solo affettiva, prodotto delle notevoli brecce nella continuità del lavoro. (5)
Prima di questa NOTA 16, come il suo numerale distintivo indica,  il lavoro di ricerca si era tradotto in 15 raccolte di appunti, anche se l’ultima di esse non è stata ancora perfezionata: di seguito il loro elenco.

1. "Le Torri di Forio (Un viaggio ad occhi aperti)", Napoli, dal 26/09/00….
2. "Le Torri di Forio e dell'isola d'Ischia (Seconda parte di "Un viaggio ad occhi aperti", con Appendice) ", Napoli, 6 Dicembre 2000.
3. "Le Torri di Forio e dell'isola d'Ischia (Seconda parte di "Un viaggio ad occhi aperti") - Appendice 2", Napoli, 11 Dicembre 2000.
4. "Le Torri di Forio e dell'isola d'Ischia (Seconda parte di "Un viaggio ad occhi aperti") - Appendice 3", Napoli, 16 Dicembre 2000.
5. "Le Torri di Forio e dell'isola d'Ischia (Seconda parte di "Un viaggio ad occhi aperti") - Carte di Ischia e non solo", Napoli, 9 gennaio 2001.
6. "Appunti per le Torri (Cercando e leggendo qua e là) ", Napoli, 15 gennaio 2001. (Ripreso e ultimato il 15 febbraio 2001).
7. "Le Torri di Forio e dell'isola d'Ischia -Carte di Ischia e non solo"- II parte, Napoli, 1 febbraio 2001.
8. "Le Guardiola" (Già Appendice ad Appunti per le Torri, séguito diCarte di Ischia e non solo) ", Napoli, 13 febbraio 2001.
9. "Le Guardiola - II parte", Napoli, 16 febbraio 2001.
10. "Il Dispositivo difensivo dell'isola d'Ischia - Torri, Guardiole, Batterie, Caselle, Rifugi ", Napoli, 10 Marzo 2001.
11. "Il Dispositivo difensivo dell'isola d'Ischia - - Ultimi passi, o quasi, prima di una verifica sul campo", Napoli, 16 Aprile 2001.
12. "Il Dispositivo difensivo dell'isola d'Ischia - - Ultimi passi?", Napoli, 3 Maggio 2001.
13. "Il Dispositivo difensivo dell'isola d'Ischia - – Forio, l'anno dopo", Forio - Napoli, Agosto - Novembre 2001.
14. "Il Dispositivo difensivo dell'isola d'Ischia - – Ancora su La Guardiola", Napoli, Novembre 2001.
15. "Il Dispositivo difensivo dell'isola d'Ischia - – Sempre su La Guardiola", Napoli ….2002. (non ancora ultimato).

Come si vede chiaramente da questo elenco, il lavoro finora compiuto è, nelle prime 9 Note, il racconto dei primi passi di questo Viaggio.
Solo nella 10a compare la distintiva unitaria di Dispositivo difensivo.
Le successive 11..13, sembrano voler concludere questa fase esplorativa, con gli ultimi passi compiuti ormai prevalentemente sul territorio, e non solo negli spazi angusti e tormentati della mente.
Le Note 14  e 15 sono state ancora una volta dedicate alla interessantissima zona de La Guardiola di Forio, a conclusione delle ripetute ispezioni compiutevi: l’ultima di esse è come detto ancora in attesa di completamento (novembre 2003).
Sulla base di queste raccolte di appunti, e del materiale complessivamente consultato e/o acquisito, si è intrapreso uno sforzo unitario, oggetto della presente Nota, riassuntivo e meglio ordinato.
Ho cercato di dare al mio lavoro alcune certezze, privilegiando nella documentazione esistente, quella visiva, contribuendovi direttamente per tutto quello che mi è stato possibile: nel complesso, fotografie,  anche aeree, disegni tecnici, documenti artistici, carte geografiche e mappe catastali, aerofotogrammetrie, sono alla base di questo sforzo di accertamento.
Questa forma di acquisizione si è valsa particolarmente, per lo specifico settore, nel periodo che precede la comparsa della fotografia, delle opere grafiche di Antonio Joli, J.  Ph. Hackert, Pasquale Mattej, Ernst Haeckel.
Accanto a questi, una folta schiera di artisti che, in qualche modo, si sono interessati al paesaggio ed ai manufatti edilizi, di qualsiasi genere, dell’Isola d’Ischia.
Di essi si parlerà diffusamente sia nel testo di questa Nota 16, sia nelle sue Appendici, ma sin d’ora è necessario sottolineare l’apporto notevolissimo del Mattej, che pur con la sua visione deformata del paesaggio (6), ha consentito di acquisire alcune fondamentali informazioni, sia su alcune Torri foriane, sia su altri edifici ormai scomparsi, mostrandoceli così com’erano nell’estate del 1847.
J. Ph. Hackert (1779), per parte sua, ci consente di osservare in un documento unico la quasi totalità delle torri di Forio,  il paese turrito per eccellenza, per la sua conformazione orografica, nel territorio isolano.
Per migliorare il livello dell’informazione specifica, è stato anche necessario frequentare qualche Ente: fra le biblioteche, la Nazionale di NAPOLI (BNN) e la sua Sezione Napoletana (Sez. Nap.); la Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria (SNSP) (7); la Biblioteca d’Arte Bruno Molajoli (BABM); oltre a queste, la Soprintendenza ai Beni Artistici e Culturali della Campania (S.), con le sue sezioni: Archivio Documenti, Catalogo (C.), Archivio fotografico. (8)
Confesso che non ho ancora avuto il coraggio di andare all’Archivio di Stato di Napoli (ASN), dove pure avrei tanto da cercare, anche con la speranza di trovarvi, nelle schede per il censimento dei danni, redatte all’immediato domani del terremoto del 1883,  documenti di ciò che poteva ancora esservi a quella  data, prima di accettare il fatto  che in quella disastrosa circostanza, ed in quella immediatamente precedente del 1881, si siano definitivamente perdute tracce di preziose testimonianze.
Anche i lavori per la realizzazione della SS 270, la statale che perimetra l’isola, sono sul banco dei possibili accusati di trasformazioni e distruzioni, cui attribuire forse la scomparsa di testimonianze importanti lungo il tracciato costiero, per forza di cose il maggiormente popolato di opere difensive del tipo indagato.
Per la marina di Lacco, le opere di Hackert, Haeckel, e del cappellano della squadra navale di Horace Nelson, Cooper Willuams, oltre ad uno schizzo del solito Mattej e a disegni di G. Gigante, sono le uniche testimonianze trovate. Poco anche sulla zona del Capitello e sulla Torricella.
Fergola e Carelli permettono di dare un’occhiata retroattiva sulle zone di Cartaromana, Testaccio – S. Angelo.

Man mano che approfondivo ed acquisivo la conoscenza dei manufatti ai quali ho dedicato la mia attenzione, ho realizzato che, per scelta o per natura stessa dei problemi difensivi isolani, essi facevano parte di un disegno di ampio respiro, pianificato o meno, in tutto o in parte, cui in mancanza di migliore etichetta ho attribuita, già dalla 10a delle Note precedenti, quella di Dispositivo, sottintendendo le ulteriori specificazioni, fra le quali la principale è ovviamente quella relativa all’aspetto difensivo.
Quest’etichetta allargata ha portato a specifiche riflessioni, cui hanno dato origine sia i lavori di alcuni studiosi, sia la risposta diretta di alcuni appassionati ed orientati studiosi isolani, e quella spontanea di sensibili e disponibili ischitani.
L’intero territorio dell’Isola si è così popolato di torri, case torri, rifugi, caselle, garitte, masserie fortificate o meno, con l’aggiunta della categoria delle cosiddette case di pietra, che ha oggi una, ben riconosciuta, particolarissima valenza: il tutto distribuito nell’arco di molti secoli.
Va subito detto, a questo riguardo, che il lavoro della coppia D’Arbitrio-Ziviello prosegue oggi – 2002-2003 - anche per conto della S., con il Catalogo che ha già acquisito 90 loro schede specifiche, ed altrettante ne attende (9).
A questi due appassionati ricercatori si deve inoltre la individuazione di alcune sistemazioni di segnalazione, che mi sembra siano sfuggite all’attenzione degli autori consultati sinora: i cosiddetti conetti di pietra, per i segnali di fuoco o di fumo, ubicati sui fianchi dell’Epomeo, in posizioni elevate, di diretta visione per le popolazioni costiere ed altre sistemazioni difensive isolane.
In questo lavoro di raccolta mi è stato di grandissimo, insostibile aiuto, il conforto ed il sostegno di numerosissime persone, che è difficile ricordare tutte, soprattutto dando il necessario e dovuto risalto alla specificità  del loro  contributo: ho cercato di ricordare questi benemeriti nelle parti dei miei appunti cui hanno dato particolare apporto e supporto.

1. Intendo mio Padre, nato a Forio, nell’ormai lontanissimo 7 novembre 1901. (V. La Rassegna d’Ischia, anno 2002, no2, pp. 47-48).
2. Era la forma di comunicazione verbale da lui preferita, che non vedeva l’altro se non in questa ed esclusiva posizione.
3. Sia nella posizione di professore universitario, nella Facoltà di Ingegneria dell’Ateneo Federico II di Napoli, sia, a capo del District de Naples, come operatore di un Registro internazionale di Classificazione.
4, I numeri in parentesi quadra si riferiscono alla numerazione adottata nella Bibliografia di queste Note: per il codice colore adottato per i riferimenti bibliografici, si rimanda alle specificazioni della Bibliografia generale.
5. Fra Louisiana e Texas, le tante navi museo, ed una notevolissima testimonianza della Civil War, hanno oltre tutto richiesto loro specifici spazi di ricerca ed elaborazione.
6. Questo pittore formiano ha avuto la tendenza a deformare gli edifici, ed in genere tutto il paesaggio, in senso verticale: le torri vi appaiono così notevolmente più snelle di quanto non siano.
7. Della quale sono anche divenuto socio.
8. Al materiale consultato presso questi Enti, e spesso disponibile in fotocopia, si aggiungono circa 120 fra libri e raccolte di riviste da me acquistati specificament
9. Ho già attinto a questo materiale per integrare quello disponibile per alcuni insediamenti di particolare rilievo nei territori di Panza e Lacco Ameno, oltre alla nota Pietra del Turco, in quello di Casamicciola.

SU