Appendice 29 - La Guardiola di Panza


Premessa

Le Guardiola sono elementi di collegamento fra punti primari, secondari, di un dispositivo protettivo di zone predisposte a  difesa: esse possono anche individuarsi come torri del terzo ordine, qualora abbiano questa tipologia.
In questa chiave di lettura, si vedono manufatti del tipo posti in zone che avendo la visione diretta dei loro obbiettivi, ne permettono l’indiretta per ciò che si trova in zone d’ombra del dispositivo.
Le postazioni del genere individuate con relativa certezza nel Dispositivo difensivo dell’Isola d’Ischia sono in numero di 6-7:
- 4 sono quelle che sono state nominativamente legate ai punti cardinali con le distintive nordoccidentale, nordorientale, sudorientale, sudoccidentale, cui corrispondono le più evidenti Guardiola di Zale (Appendice 19), Guardiola del Perrone (Appendice 52), Guardiola del Testaccio (Appendice 78), Guardiola di Panza (Appendice  29);
- a queste, tutte sopravvissute nei toponimi, tranne quella del Perrone, si aggiungono:
- una non meglio individuata [51] (Appendice 41);
- una Torre guardiola nel territorio di Lacco [51] p. 168 (Appendice 45);
- ciò che ha motivato il toponimo ancora presente in quello di Ischia [43] (Appendice 113).
In questa appendice si mostrano i risultati di tutte le ricerche eseguite sinora sulla Guardiola di Panza, le cui tracce sono state inutilmente cercate sulle colline di questo paese, anche con l’ausilio di una guida locale, sin dal 13 settembre 2001 (v. Appendice A di questa).

Un esame della zona
Nonostante qualche indicazione cartografica, alcune descrizioni letterarie (V. al termine l’Appendice A), uno dei celebrati Schema del Cervera  [57] p. 261, non è facile individuare ciò che realmente si intende indicare in questi documenti come la Guardiola  di Panza: come risulterà chiaro dall’esame che qui si illustra, è bene premettere che la Cima e la Guardiola di Panza sono luoghi distinti, col primo più settentrionale ed elevato.
La quota della Cima generalmente indicata in 195 m, scende a 193,6 m in [42] e sale a 196,9  m in [24], mantenendosi comunque interna alla isosista di 190 m; ad oriente e meridione di questa, la zona è meno tormentata ed il suo punto sommitale è a quota di 149,92 m, accanto alla Via vicinale del Rosso.
Questa lettura è confortata anche dalla carta del ROT: resta da interrogarsi sul perché non si sia selezionata, per realizzare questo punto di collegamento, la posizione più elevata di 45 m circa, dalla quale posso personalmente testimoniare che la visuale su tutto il versante meridionale dell’isola, fino a Testaccio ed oltre, è completamente sgombra e veramente superba.
Nell’intento di esplorare la visibilità della sommità dell’Epomeo da quella zona si era anche disegnata la fig. 8 della Nota 8, che mostra il taglio dell’intero monte lungo la direttrice Cima - S. Nicola, e non Guardiola – S. Nicola, non essendo con precisione nota la posizione del posto di scoperta. Anche l’esplorazione diretta cui si è già fatto cenno, è stata compiuta, per indicazione della mia guida,  sul fianco settentrionale del rilievo maggiore, quello della Cima.
L’avv. Polito, nel brano riportato nell’Appendice A di questa, a p. 36 di [170] parla di Cima di Panza o Guardiola, mostrando che le due colline non vengono oggi spesso comunemente distinte fra loro: io, a meno di indicazioni certe, diverse da quelle indicate in questa Appendice 29, mi riferisco a rilievi separati:
- la Cima a quota 195 -196,9 m, in posizione 40°42’07,51” N,  13°52’10,41” E, circa;
- la Guardiola a quota di 149,92 m in posizione 40°42’07,67”N, 13°52’19,00”E, circa.
Su queste basi, oltre alla figura 1, la successiva mostra la zona in varie raffigurazioni cartografiche e satellitari, come proposta per un prosieguo delle ricerche.
Resta sempre da riflettere come questa separazione, con le rispettive quote, si concili con quanto ne dice il Cervera:

[57] p. 260: ….Dalla piazza partono le seguenti strade:
Via S. Gennaro, presso la chiesa di S. Leonardo, dallo schema XII, che, dopo due traversette per la seguente Via Casa Polito, si congiunge con questa. Dal tronco in comune si
distacca a sinistra un sentiero — Via del Rosso — fiancheggiato da agavi, il quale sale sulla Guardiola.
La via invece prosegue. Un cancelletto dà vita a un sentiero in fondo al quale la chiesetta di S. Gennaro, già conventino degli agostiniani:  un altare, un quadro di S. Sebastiano. Un ramo va al cimitero, a fianco al quale inizia un sentiero che dopo poco o sale sulla Guardiola per i campi o scende verso la Cima, quest'ultimo non consigliato.
Dopo il Cimitero la via prosegue, manda un sentiero in basso alla zona Nischio, più oltre si distacca a sinistra il sentiero del
  Cammarillo che, rasentando il bosco, esce in una delle traverse di Campotese,
indi la strada continua, si divide: verso l'alto costeggia il bosco e termina, sebbene privati sentieri la completino.
Verso il basso invece con un sentiero da trovarselo, si può
giungere sulle chianare di Spadera e alla Grotta di Mavone.

infatti vi si legge – segmento evidenziato in azzurro - che si sale andando alla Guardiola, ed invece si scende andando alla Cima: una possibile spiegazione, da verificare sul posto , è che al bivio del sentiero, il ramo che va alla Guardiola inizi in salita, mente quello che mena alla Cima inizi in discesa per poi proseguire in salita.

Conclusioni
In attesa di tornare sulle colline che poco lontane dal cimitero di Panza e dalla chiesetta di S. Gennaro, con la fida Olympus, per meglio mettere a fuoco le idee, con un riscontro diretto e migliorato, si conclude con la proposta di rilettura di alcuni brani tratti da alcune Note precedenti questa 16a.

Napoli, 30 marzo 2006.

Selezione di brani relativi alla Guardiola di Panza.

 [53] pag. 26: … (si annovera fra le cupole di origine vulcanica quella)  della Guardiola di Panza
[53] pag.45:… Citiamo… qualche altra cupola di ristagno degna di nota…come quelle …di S.Angelo e del Monte di Vico.. e quelle trachitiche del Monte di Vezzi, della Punta di S.Pancrazio… della Guardiola di Panza

In [51] si citano solo due Guardiola: quelle detta di Panza e quella detta del Testaccio, ossia quelle che abbiamo individuato come la sudoccidentale e sudorientale.

Dice l’avv. Agostino Polito nel libro che ha dedicato al suo paese:
[170]: p. 33:

Cima o Guardiola
Si erge a picco sul promontorio che sovrasta il Mare Nero sicché affacciandovi verso il mare, lo scorgete nero e pauroso per la sua profondità.
Tutt’intorno una fitta vegetazione di lecci ed eriche. Potete raggiungere la sommità del colle passando accanto alla chiesetta di San Gennaro. Giuntovi, vi trovate presi a guardare una vallata intersecata da decine di viuzze che spezzano 1’uniformità della vegetazione e dei boschi di Campotese. Viuzze che si incrociano e si dilungano, tra vigneti e boschi, tra vallate e poggi.
Potete sedere tra pochi ruderi non identificati, forse una torre di guardia.

p. 36 - Arida e brulla località del villaggio di Panza del Comune di Forio e la Scannella che, da Punta Imperatore e Punta Pomicione, si estende verso Sud-Est fino a Capo Negro. Proprio dove è collocato il Faro, posto a strapiombo sul mare, trova inizio la Scannella formata da una costa frastagliata e sinuosa con le insenature dello Schiavo, delle Catenelle, dell’Arco di Spadera, con 1’ansa breve del Nischio, sormontata dalla Cima di Panza o Guardiola.

p.41 -  La Pelara
E’ una minuscola baia, anzi un anfratto, che si trova tra la collina della Guardiola e quella del monte di Panza. Navigando attorno all’isola d’Ischia, non la si nota affatto; perché lo sguardo viene attratto dall’incantevole paesaggio di Sant’Angelo, con la sua torre.

L’Avv. Agostino Polito, concorda sul fatto che i luoghi sono stati oggetto di molti interventi, anche di edilizia, e che vecchi sentieri, tenuti pervi dall’attività venatoria, un tempo molto più esercitata che non oggi, sono praticamente scomparsi o impraticabili: se della Guardiola sudoccidentale, quella di Panza, rimanga ancora qualcosa, e dove esattamente fosse, non sembra  oggi possibile accertare in loco; allo stato, la Guida del Cervera -quella del 1959 -, con ciò che se ne è già riportato, rimane la sola fonte attendibile, sia per descrizione dei luoghi, sia per il tentativo di una precisa indicazione topografica, in una con la ricordata carta del ROT.

In rete si trova qualche notizia sulla Guardiola di Panza:
http://www.campaniafelix.it/ischia/passeggiate.htm

5) Da Forio a La Guardiola m 194, min. 15. Dalla piazza della Chiesa di S. Leonardo si sale per Via S. Gennaro alla Chiesa di S. Gennaro si segue la strada per il Cimitero; sulla destra di questo, dopo 200 m, si volta a sin. raggiungendo La Guardiola m 194.

Si chiude questa raccolta di brani sul manufatto in oggetto, riportando qualcuno di quelli appuntati in passato:

….. In posizione intermedia fra la Punta S. Angelo e l’Imperatore, si trova la sola Guardiola di Panza: dai 195 m della Cima lo sguardo arriva fino al Testaccio, con la sua Torre e la chiesa di S. Giorgio chiaramente distinguibili.
A meridione, invece, il terreno va continuamente salendo, ma mano che si procede da Forio verso l’abitato di Panza, che è su quote intorno ai 150 m, con visuale diretta sulla zona di S. Angelo e la sua Torre (104 m), e con La Cima (195 m), che copre il settore meridionale, dalla quale lo sguardo giunge agevolmente sino alla Torre del Testaccio.
Questa zona, con le sue Torri, che vi svolgevano funzioni multiple, di scoperta vicina, ricovero, ed interdizione, e la sua Guardiola per quei manufatti di questo nome qui considerati, forse non ha richiesto un posto, attrezzato permanentemente, sui 234 m della cima dell’Imperatore: il faro, si noti, è a quota decisamente inferiore, 150 m.

Addenda di immagini
Il giorno  31 marzo 2006, dopo aver aggiornato la documentazione fotografica delle torri di Battaglino e di Casa Migliaccio,  mi sono recato anche a S. Gennaro, riscontrando rispetti ai miei ricordi una notevole modifica dei luoghi, con percorsi viari privati che non consentono, da questo lato, di migliorare la conoscenza della zona: comunque si raccolgono le immagini della chiesetta e del vicino conventino, per documentarne lo stato e l’aspetto odierno.
Per ora, è tutto.

Napoli, 17 maggio 2006.

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