Appendice 28 - La Torre vecchia


Premessa

Torre vecchiaÈ noto che i toponimi sono chiave importante, in genere, per una ricerca sul territorio: quello di Torre Vecchia a Panza, è stato più volte segnalato come obbiettivo da perseguire.
Nel cercare tracce significative di edifici del Dispositivo sinistrati nei terremoti del 1881 e 1883 [131], [281], si è rinvenuta un indicazione sulla quale ci si era proposto di riflettere: quanto è stato possibile ottenere è oggetto di questi appunti.
Come è inoltre noto, un'ottima descrizione di territori e percorsi dell'Isola d'Ischia è disponibile nella Guida del Cervera [57], che di seguito si è utilizzata per migliorare la conoscenza del territorio di Panza, come integrazione alle esplorazioni dirette compiutevi, anche con la cortese e fattiva collaborazione dell'avvocato Polito.

Una scheda e un interrogativo
Si ricordi che in Appendice T, 2.2.1., sotto il titolo Casa Mattera/Torre Vecchia si annotava quanto segue, con riserva di approfondimento. Si trattava di una delle SCHEDE compilate per la segnalazione di danni subiti e richiesta di contributi finanziari, all'indomani del sisma del 28 luglio 1883, dalla quale si riporta quanto segue:

Scheda 696: Abitazione a Casa Mattera
Antonio Di Maio fu Giovanni, di 66 anni, denuncia in data 15 ottobre 1883 danni alla sua abitazione, con cellaio e palmenti a pianterreno, e 4 vani e cucina al primo piano, dichiarandone 4 rovinati e 1 pericolante; il tutto n° di mappa 473.
Il motivo per il quale si è annotato quanto sopra deriva dal fatto che questa abitazione si trovava a Casa Mattera detto Torre Vecchia, ed è la prima volta che si è trovato una indicazione del genere, cosa che merita un approfondimento.
Si è approfittato di quanto detto per compiere una nuova lettura del territorio di Panza, nella speranza di contribuire a chiarirsi le idee.

Un confronto fra carte: ROT - Cervera
Come è noto, la celebre Guida del Cervera è corredata da una carta che contiene una buona descrizione dei percorsi viari, accompagnata da nomi e toponimi: pertanto, un dettaglio di essa è stato utilizzato per un confronto con la celebre carta  del ROT [223], per una introduzione ad una rilettura del territorio sulla base di [57].
Questo confronto è presentato in fig. 1, che presenta una personale aggiunta per la la cieca  Via Casa Battaglia [57] p. 258, che non vi è rappresentata, e che si mostra per una proposta non ancora completamente esplorata (v. Appendice 108).

Seguendo il Cervera per le vie di Panza
Del territorio di Panza una descrizione puntuale si rinviene nella citata nota Guida [57]; in particolare, di Casa Mattera, e del territorio del paese che si trova a settentrione della Piazza, si parla nelle pagine da 258 a 263; si tenga presente che l'A. percorre il territorio da settentrione procedendo verso meridione, ossia provenendo da Forio.

[57] p. 258:… Via Casa Mattera che, dopo poco, si bivia: a destra, continua con lo stesso nome e che tratteremo dopo il ramo sinistro:
Via Cava Battaglino su cui si vede la Torre Rotonda di  Battaglino. Essa, lasciato un ronco a destra, si bivia:
 si preferisca il ramo destro.
Via Fontana da una sorgente che scorre lungo di essa.  Da Via Fontana è bene prendere il primo secondario sulla destra (che)…, esce ancora su Via Casa Migliaccio.
Continuiamo ora Via Casa Mattera, lasciando Via Battaglino. Essa, la vecchia strada per Panza, che ci lascia ammirare una «madonnella» su un arco, la piazzetta antica con un'edicola a tempietto, esce dal piccolo abitato e si trova presso un pozzo.
Qui dirama.
Via Casa Migliaccio che, lasciati la cieca Via Casa  D'Abundo e quel secondario che mena in Via Fontana  sale presso una torre quadrata nella località detta Casa  Migliaccio, dove si allaccia alla provinciale

[57] p. 258 - 60:… Ritorniamo sulla provinciale. A destra la cieca
  Via Casa Battaglia di fronte a una « madonnella » e a una  torre quadrata, indi                  
  Via Pietra, già nota.
Lasciato il gruppetto di case lungo la provinciale, si ha di fronte un arco con « madonnella » a fianco al quale parte
  Via Casa Fiorentino nella quale si ammiri la bellissima architettura della Casa del Cefarotto.
Superata la curva, a destra,
  Via Campotese. Una via dai molti sentieri tutti per i campi, per cui noi additiamo solo di percorrere la nostra fino alla svolta dalla quale si può ammirare la bellissima piana di Campotese (= campo del Marchese, riserva di  fagiani e lepri dei Reali Aragonesi). La svolta si trova subito superata che sia la cieca Via Forca sulla sinistra.
Intanto sulla provinciale le abitazioni di Panza. A sinistra:
  Via Casa Fiorentino di Sopra, via Mozza, poi botteghe, il Rione Zerbi e i suoi vicoletti, i Tabacchi, un Salone, i Telefoni, Coloniali quindi la strada angustamente esce nella Piazza di Panza presso la chiesa di S. Leonardo. La piazza è lastricata, rettangolare, aperta a destra, affacciante su Casa Polito e recinta al lato opposto da un caseggiato ricco di architettura paesana….

[57] p. 263:… Via Casa Mattera, da noi già precedentemente illustrata, parte dalla piazza presso la Congrega, a fianco alla quale la breve Via Pozzo.

Questo è tutto quello che si trova su Casa Mattera, per la via di questo nome, mentre di Torre Vecchia il Cervera tace, mentre propone quella di Casa Battaglia.
Se dalle parole si passa alle immagini, la cosa, a livello di immediatezza, migliora decisamente.
Nella figura 1, oltre a seguire, i percorsi additati in [57] nella carta acclusa, indicati con frecce, vi è lo stesso particolare ricavato dalla carta  del ROT [223] utilizzando quella allegata a [131], nella quale è ben evidente il distinto toponimo Torre Vecchia, in una zona cerchiata per migliore evidenza.

Lettura di un rilievo aerofotogrammetrico
Dopo l'indagine sulla zona, effettuata confrontando la carta del ROT su rilevi del 1817-19 [223] e [131], e quella allegata a [57], del 1959, e dopo aver percorso le vie come l'Autore le descrive, si è individuato l'intero complesso viario della zona, presentandolo in fig. 2, sulla base di un rilievo aerofotogrammetrico (Foglio G, scala 1: 5000) allegato a [151]: la lettura comparata delle due figure 1 e 2, permette di avanzare l'ipotesi che Torre Vecchia sia toponimo di porzione del territorio di Panza in cui vi è la cosiddetta Casa del Cefarotto, comunemente indicata come una Torre, e che in [189], Scheda che le dedica il Catalogo della S., è posta sotto l'etichetta di Casa Torre; la Torre di Casa Battaglia è più a settentrione, e non dovrebbe comunque trattarsi di questa: inoltre, essendo  quadrata, non è fra le più antiche del paese, quelle cioè a sezione retta circolare, della quale unica esponente sembra essere la Torre di Battaglino, onde non pare si possa fregiare dell'aggettivo vecchia, inteso come base di una stratificazione temporale.
Via Casa Mattera è più ad oriente, anche se non lontana: ne risulta che l'accostare il toponimo Casa Mattera a Torre Vecchia non sembra molto appropriato; si tratta forse di un tentativo del signor Antonio Di Maio di precisare meglio la posizione della sua casa danneggiata, anche se ne ha, ed è cosa non frequente, indicato anche la posizione catastale.
Si rilevi ancora che Casa Migliaccio e la Cava di Battaglino, ciascuna con una Torre ancora individuabile, (per le quali si sono predisposte le Appendici 25 e 26, non ancora redatte), sono vie che percorrono una comune porzione di territorio, onde, tenuto presente che anche l'insediamento della Preta e la Casa del Cefarotto sono nelle immediate vicinanze, se ne può dedurre che questa zona era quella settentrionale apprestata a difesa nel Villaggio di Panza; la Piazza con le due Torri che le attribuisce il Mirabella (Appendici  23 e 107), chiude a meridione la zona, con ad occidente la vecchia provinciale ed ad oriente via Casa Mattera, che si aprono alle due estremità della Piazza: la prima, passa davanti alla Chiesa di S. Leonardo ed alla Torre omonima, e la seconda, accanto all'altro edificio religioso, la Congrega dell'Annunziata.
Contrariamente a quanto si afferma in [56] p. 661, che indica intorno alla chiesa di S. Leonardo il nucleo originario del paese, si ritiene che questo paese si sviluppò più a settentrione, nella zona ora considerata, in quanto questa è la più densa di toponimi legati ad insediamenti familiari, - le varie Casa Battaglia, C. Caruso, C. Mattera, C. Migliaccio, C. Fiorentino, Casa d'o' Barrettiere -, sia per la presenza di notevoli insediamenti rupestri – La Preta, la casa del Cefarotto, – sia di  4  Torri  di cui si trovino indicazioni – Torre di Casa Battaglia, Torre Migliaccio, Torre di Battaglino, Torre Vecchia, comprendenti inoltre la sola rotonda del paese.

La zona ed il terremoto del 28 luglio 1883
La figura 3 serve da guida nel seguire Johnston-Lavis mentre percorre il territorio di Panza provenendo da Forio: i numeri segnati sulla carta del ROT che serve allo scopo al sismologo, sono 50-53 ([131] pp. 58-59).

[131] p. 58- 59:…50…..the most important point in this locality is a side entrance from the branch lane that leads from Panza road to Matera…(così scrive J. L.:sempre Matera  in luogo di Mattera)
….At Torre Vecchia, the masonry  was of such villainous type that I could only make out uncertain azimuth…

[131] p. 59:…51. At Panza, the Chiesa della Congrega affords evidence of a wave- path from 23° N. of E. and a low angle of emergence.
     52. The parish church is cross-fractured at right angles to its axis, which is 15° N. of E., and a window filled in by masonry was pushed out from behind; a fracture along one of the aisles would however indicate a much more northerly path, and it would not be exceeding reasonable bounds to give an azimuth from 2S° N. of E. as in the preceding observation.
     It is only the oldest and most  rotten  walls of this  village  that have suffered destruction, and the damage was such that little could be learned as to direction of wave-paths etc.
     53. Just before the commencement of the branch road to Matera, a house indicates an azimuth from 25° N. of E. and a doubtful angle of emergence of 34°.

Si tratta di brani che si erano già citati in passato: qui il ripeterne parte è necessario per mettere in evidenza che il sismologo percorse la zona di presente interesse, distinguendo, come è corretto, Mattera da Torre Vecchia, e se non fa menzione dei manufatti di presente interesse ciò è probabilmente dovuto al fatto che essi, per tipo e luogo dove sono stati edificati, - dei gran massi per La Preta, come mostra anche il nome, e per la Casa del Cefarotto – non si prestavano per le sue osservazioni.
E' appena il caso di ricordare che le uniche Torri da lui citate per l'intera Isola sono la Mezzatorre e quella della Masseria della Torre, mentre la Torricella viene ritenuta parte di un vecchio mulino.
In [119], per quanto concerne l'intero paese, si ripercorre la descrizione di J. L., con qualche integrazione specie sull'intensità locale del sisma.

[119] p. 92:…. Più a sud nei pressi della località Battaglia o case Battaglia è segnalata Villa Pezzillo… in località Calitto (VIII grado)…. Non si hanno informazioni sui danni all'edificio in quanto non fu visitato all'interno.
… A Torre Vecchia (Fiorentino)  (VIII grado) poco a nord di Panza, dove le costruzioni sono molto povere, caratterizzate da  molte lesioni con distribuzione caotica, non sembra ci siano stati crolli totali.

Così, salvo le indicazioni sull'intensità del sisma, dedotte però dalle osservazioni di Johnston-Lavis, non si hanno altri elementi aggiuntivi, salvo il porre Torre Vecchia  nella zona Fiorentino.

La particella 473
Mentre il breve esame precedente consente di percorrere ordinatamente buona parte del territorio della vecchia Panza, resta sempre l'interrogativo del perché il signor Antonio Di Maio fu Giovanni, di 66 anni, nel denunciare, in data 15 ottobre 1883, danni alla sua abitazione, con cellaio e palmenti a pianterreno, e 4 vani e cucina al primo piano, dichiarandone 4 rovinati e 1 pericolante - il tutto in n° di mappa 473 – ne indichi l'ubicazione come Casa Mattera detto Torre Vecchia.
Ad ogni buon conto, la figura 4 mostra la posizione della particella 473, che, lontana da via Casa Mattera è compresa fra La Preta e la Casa del Cefarotto, con quest'ultima candidata a fregiarsi del nome di Torre Vecchia.

Un’ipotesi su un decentramento difensivo
È nota la proposta delle origini di Forio nella zona di Citara, con la sua chiesa di S. Vito [56] p. 653, col successivo trasferimento alla Rocca, nella zona dell'odierna S. Vito: cioè da una zona aperta, col facile approdo dell'ampio arenile di Citara, si esegue uno spostamento verso settentrione, in una zona relativamente elevata, dove la natura del suolo con numerosi rilievi, si prestava ad una migliore difesa, con quello della Rocca sulla via da cui si arriva provenendo da quella spiaggia, diretti a settentrione.
L'altro rilievo, confinante con questo, è quello del Cierco, che si ritiene luogo di insediamento o contemporaneo a quello di S. Vito,o immediatamente successivo.
L'altra via di allontanamento da quella divenuta pericolosa, è verso meridione, dirigendosi verso i rilievi collinari di Cetrunia, Costa, Pomicione  ( v. [5]* p. 378).
Si osservi a questo proposito la fig. 5, che presenta il territorio di Panza come venne rilevato dagli uomini del ROT sotto la guida del Visconti nel 1817-19, nella quale sono evidenziati tre nuclei abitativi:

1: questa zona come già detto è la più densa di toponimi legati ad insediamenti familiari, - le varie Casa Battaglia, C. Caruso, C. Mattera, C. Migliaccio, C. Fiorentino, Casa d'o' Carrettiere -, e  presenta notevoli insedianti rupestri – La Preta e la Casa del Cefarotto – sia ben  4  Torri  di cui si trovino indicazioni – Torre di Casa Battaglia, Torre Migliaccio, Torre di Battaglino, Torre Vecchia, comprendenti la sola rotonda del paese;

2: intorno alla conca di Casa Polito  o Polita, provenendo da settentrione, si sbocca, attraverso la via principale, occidentale – sul percorso della SS 270 – al suo margine settentrionale, lungo il quale si svilupperà il successivo nucleo abitativo, destinato a divenire il principale, intorno alla Piazza alle cui estremità, quella ora descritta, ed all'altra cui porta Via Casa Mattera, si eleveranno la Cappella di S. Leonardo ([56] p. 653) e quella della Congrega della SS. Annunciata. Si noti che la Torre  nota  di questo nucleo è a pianta rettangolare, o di seconda generazione: nulla può dirsi, allo  stato, della seconda che le attribuisce il Mirabella.

3: sul bordo meridionale di questa conca, si sviluppano gli insediamenti minori di Casa Polito e di Panzese: anche il primo di questi avrebbe avuto una Torre minore, di solo rifugio, quella di Zi' Palmuntè.
Si può ipotizzare che quando si estese l'abitato da settentrione – insediamento 1 – a quelli meridionali di 2 e 3, la zona fosse già attrezzata per la scoperta ed il collegamento, con il posto de La Guardiola, mentre verso settentrione, l'insediamento rupestre de La Preta è, come si è detto in Appendice F,  in vista diretta col paese di Forio.

Sulla via che da questi ultimi nuclei si dirige verso l'altro accesso da mare, via S. Angelo- Succhivo deve far riflettere la posizione della Torre alla discesa di Succhivo.
Difficile è cercare di sostenere cronologicamente questo percorso, a riguardo del quale si considerino le date indicate essenzialmente in [56] e [5]*:
- la chiesa di S. Vito a Citara, la Sancti Viti de Citara seu de casale Forii, sarebbe stata abbandonata verso il 1000 [56] p. 653;
- quella in Forio  sarebbe già diruta ed in pessime condizioni nel 1306, [56] p. 654;
- quella di S. Leonardo sostituirebbe una antica cappella del 1500, [56] nota 93 p. 662; le date che si forniscono in [5]* sono tutte uguali o superiori al 1737, quando vi fu il rifacimento dell'edificio religioso a spese dell'Università di Forio;
- la Congrega della SS. Annunziata venne fondata nel 1689, [56] nota 93 p. 662.
Si osservi che nel periodo che va dal 1000 al 1500, Forio si è già articolata e strutturata nei tre principali nuclei della Rocca, del Cierco, e Borgo Marinaro; relativamente lontana ed isolata la contrada di Monterone-Baiola. Nello stesso periodo, Panza, dai nuclei sparsi settentrionali delle varie Casa…, ha occupato anche i due  margini, settentrionale e meridionale, della conca di Casa Polito.
Qualche riflessione su una migliorata situazione difensiva  della zona settentrionale può forse suggerirla la data del 1595 scolpita su un cellaio dell'insediamento de La Preta (v. Appendice F).

Conclusioni
Il breve esame precedente consente, - anche se non in modo del tutto definitivo, oltre ad una soddisfacente lettura della parte settentrionale del territorio di Panza -, di formulare un'ipotesi attributiva del nome Torre Vecchia ad uno specifico manufatto, piuttosto che non riconoscervi un semplice toponimo.
Si è anche mostrata una panoramica del posizionamento sul territorio di Panza della quasi totalità dei manufatti locali del Dispositivo, con eccezione de La Guardiola, perché fuori quadro, e della cosiddetta Torre alla discesa di Succhivo, perché fra le varie proposte ubicative non se ne è ancora selezionata una con certezza.
Inoltre, alla Torre, cosiddetta quadrata, che in compagnia di una madonnella si vedrebbe, di fronte alla via cieca Casa Battaglia,  è stata assegnata l'Appendice 108, la cui stesura necessita comunque di una ispezione diretta in quella zona.
Tutta la zona a settentrione della congiungente La Preta – Casa del Cefarotto, è da esplorare più attentamente, percorsa la Via Pietra e proseguendo per Via Costa, e visitando la via Casa Battaglia nella speranza che 46 anni dopo la pubblicazione della Guida  del Cervera, si possa individuare ancora qualcosa: qualora ciò riuscisse, le Torri di Panza, includendovi anche la Casa del Cefarotto, sarebbero state in numero di 8 - 9, considerando anche la Casa sospetta a via Marisdeo.

Napoli, 12 marzo 2005.

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