Appendice 23 - La Torre di San Leonardo

 

PREMESSA

La zona di Panza è, per me, ancora tutta da interpretare, e da approfondire, per quanto possibile: ciò verrà fatto dopo che le programmate nuove esplorazioni del suo territorio saranno eseguite, pur nell’incertezza dell’attuale situazione internazionale che condiziona direttamente i miei movimenti.
L’inizio delle ricerche specifiche nel notevole centro, ai margini del territorio di Forio, dalla parte sud occidentale, si colloca dopo la lettura di [56], [57], nel 2001: già nella copertina della Nota 12 – “Il Dispositivo Difensivo dell’isola d’Ischia - 12. Ultimi Passi?, Napoli, 3 maggio 2001”, la Torre oggetto di questa Appendice appariva in una fotografia con la seguente didascalia
Immagine della Torre della Piazza a Panza.
La fotografia è stata scattata il 5 aprile 2001, in occasione di un triplice festeggiamento un po’ avventuroso.
Nell’ottobre del 2002 è stata completata l’Appendice F di questa Nota 16, “Torri a Barano, Testaccio e Panza”, che raccoglieva nuovi contributi conoscitivi anche su Panza e sulla Torre della sua piazza, ivi illustrata anche in un quadro di Vincenzo Iacono, del 1954, riportato nella copertina di [170], quadro che Nicola Monti, giovane nipote dell’artista, mi mostrò, appeso alle pareti della casa dell’autore, non presente al momento della nostra incursione.
Da quella data, pochi progressi sono stati compiuti, ma è comunque opportuno raccogliere in questa Appendice tutto il materiale disponibile, pervenendo anche alla solita Scheda, redatta sulla consueta falsariga del modello usato dall’arch. Cianciulli per il C. della S.

Il Casale di PANZA
Andando indietro nel tempo, partendo dal 1629, poco si trova su questo Casale, individuandone alcuni elementi, più rilevanti, in [5]/[5]*, [185], [191], [203], e [227]. Molto di quanto si è sinora messo insieme proviene dall’Appendice 273, in attesa di completamento dal novembre del 2002.
Rileggiamo alcuni brani, che vanno dal 1757 al 1867.
[203] pp. 28-29, (1757):
Della Villa di Panza
Partendosi da Forio verso lebeccio, siccome a sinistra s'incontra il pendio del monte Epomeo, così a destra si scorge la spiaggia di Citara, indi il promontorio detto Lomperadore; appresso a questo per la via di mare si giunge alla marina di Soleceto chiamata, ove si scaturisce il Bagno di Soleceto: da cui volendosi all'alto salire, si arriva alla Villa di Panza, alla quale per la parte di terra volendosi da Forio incamminare, migliori, e più comodi sentieri trà fertili poderi, e bellissime possessioni vi s'incontrano.
E' una tal Villa situata sotto un ottimo Clima, ed in sito piano si porta. Avanti della sua piazza giace la Chiesa Madre, dedicata a S. Lionardo, ed una Congregazione de' laici sotto il titolo della SS. Nunciata: come pure un altro Tempiuccio al glorioso nostro protettore S. Gennaro consegrata. Le abitazioni sono per li rustici diporti molte comode; tanto più che nella Primavera, e nel mese di Settembre di quaglie, e tortorelle vi si fa una dilettevole e copiosa caccia. Per tale motivo fu un tempo la Villa di Panza di sollazzo al Ré Ferdinando: vedendosi fino ad oggi il luogo in cui quel Sovrano si metteva a sedere, chiamato dagli abitanti la Sedia del Ré. Dalla suddetta Villa salendo si arriva alli Casali di Serrano, e Fontana, con lasciare dalla parte di mare, il Giglio, ed altre possessioni di uve e fichi.

[185] (1795-96):
Vol. 2, p.117:…Ischia Città Regia, e Vescovile suffraganea di Napoli nella Provincia di Terra di Lavoro…
Questa stessa Città…comprende sotto la sua giurisdizione Vescovile nove luoghi, i quali sono: Casamiccio, 2. Lacco, 3. Forio, 4. Panza, 5. Serrara, 6. Fontana, 7. Moropano, 8. Barano, 9. Testaccio…


Vol. 3, p.37:…Panza Casale Regio d'Ischia nella Provincia di Terra di Lavoro, ed in Diocesi d'Ischia, il quale giace in un'ampia pianura, d'aria salubre, e nella distanza di undici miglia dalla Città d'Ischia. Sono da marcarsi in questo regio casale una Chiesa Parrocchiale sotto il titolo di San Leonardo di mediocre struttura; ed una Confraternita laicale con Chiesa propria sotto l'invocazione della Santissima Annunciata. Il suo territorio abbonda di frutti saporiti, di vini generosi, e di varie sorgenti d'acqua calda efficacissima a guarire la rogna. Il numero de' suoi abitanti ascende a settecento sessantasette sotto la cura spirituale di un Parroco.

[5]* (1867), p. 376:… Questo villaggio ha una amenissima piazza che guarda il mezzogiorno di fronte, a levante l'ultima corrente dell' Epomeo a varie tinte, ed a capricciosette colline, che si vanno a perdere sulle campagne meridionali—Due chiese sono posto ai due estremi della piazza, ed una modesta fila di case, la spalleggia a settentrione.
Fu rinomato questo casale al tempo dei re Aragonesi che quivi venivano ad approfittare del divertimento della caccia delle quaglie, delle tortorelle , nelle opportune stagioni.
Vi esisteva un sito riferito dal d'Aloysio in cui Ferrante si metteva a sedere per attendere 1'entrata della caccia— chiamasi dai panzesi la sedia del rè.
Soffrì anch' esso — questo villaggio—le persecuzioni dei tunisini , i rapimenti di Barbarossa , le persecuzioni dei turchi , e quindi ancora si osservano perciò gli avanzi ed i segni delle antiche torri di ricovero e di difesa.

Altre descrizioni, più o meno come quelle ora riportate possono essere trovate nella bibliografia consultata, ma poco o nulla aggiungono.
A parte la celebrazione dei luoghi per la loro amenità e prodotti della terra, i soli edifici citati quasi sempre sono la Chiesa parrocchiale, la Confraternita poco distante, la chiesetta di S. Gennaro, sull’erta che menava alla Guardiola.
Il cenno che il d’Ascia fa alle antiche torri di ricovero e di difesa, senza i contributi espliciti di [56] e [57], e recentemente dell’Avv. Polito, e della famiglia Iacono di Casa Polito, non avrebbero consentito altro progresso se non quello dell’acquisizione del fascicolo della S. [117], nel quale la Cianciulli dice soltanto che nel nucleo abitato furono costruite tre torri, compresa quella oggetto della presente Appendice.
Come d’uso, lo slargo davanti la chiesa parrocchiale, è indicato come piazza del paese, ragion per cui, spesso, la Torre che sorge lì presso è stata, da me, chiamata Torre della Piazza ed anche Torre Battaglia dal nome della famiglia del tabaccaio che attualmente vi abita.

Lo Deo
Occorre adesso, poiché si è cennato all’Appendice 27, ancora incompiuta, ricordare che in essa, dato il soggetto, si è molto parlato della derivazione del nome Palmuntè 4, sulla base delle preziose indicazioni dell’Avv. Polito, proponendovi anche la possibile coincidenza della Torre di Zi’ Palmuntè, [56] p. 664, con la Torre del Deo, [56] p. 625, anche se quest’ultima viene ivi enumerata con le Torri di Forio, in un elenco che non comprende quelle di Panza.
La continua ricerca di un miglioramento della disponibilità di materiale cartografico relativo all’Isola, mi ha però consentito di consultare direttamente due copie del Foglio 10 della carta del ROT [223], presso la biblioteca della SNSP: ebbene, particolare che sfugge nelle riproduzioni che ne avevo visto o che possiedo, fra la Torrella (la Torre di Battaglino) e il Calitto, sul cocuzzolo di un modesto rilievo, vi è un gruppetto di edifici evidenziato dal toponimo Lo Deo.
Nelle due moderne carte dell’IGM [43] e [42], tutti questi toponimi sono scomparsi, e, per una individuazione di quanto ora cennato, è meglio riferirsi a quello vicino, superstite, di Battaglia, scoprendo la collinetta ad oriente, con quota segnata di 129 m nella prima, e 127m nella seconda.
Nessun edificio vi è però rappresentato.

La torre fino al 1988
A meno di qualche fotografia di privati, o cartoline datate, di questo edificio, - stranamente trascurato nell’iconografia isolana, per altro così avara di immagini sul paese in cui sorge -, abbiamo poche immagini di questa Torre fino a questa data, e precisamente:
il quadro di Vincenzo Jacono del 1954 [170];
le fotografie e rilievi allegati a [127], così distribuiti:
Foto del 1982, numerate, come i rispettivi allegati, 1, 2, 3,5; un particolare del quadro, e queste fotografie, sono qui riprodotti nelle fig. 1, 2, 3, 4.6
Nelle fig. 5, 6 sono raffigurati particolari del rilievo areofotogrammetrico del 1968, e della mappa catastale di FORIO, foglio 42.
Foto del Prospetto sud-est, allegata alla revisione del 1988, riprodotta in fig. 7.

La Torre oggi (2001-2003)
Nonostante i miei Giri dell’Isola, da ragazzo, ed in bicicletta, che mi portavano a percorrere l’intera SS 270, se sceglievo il senso antiorario, affrontando quindi subito le salite che da Forio portano, dopo pochi chilometri, a Panza - la più faticosa inizialmente, ma complessivamente meno impegnativa- o optando per quello antiorario, quando lasciata alle spalle l’iniziale erta di Cavallara, erano quasi rose e fiori fino ad Ischia, e solo dopo i Pilastri, cominciavano i dolori, per culminare nelle erte di Fontana, con muri da piantarsi letteralmente sui pedali, a meno di non giungervi lanciati…

…. dicevo, nonostante queste imprese ciclistiche, ripetute più volte in ciascuna delle estati fra il 1949 ed il 1954 circa, che mi portavano puntualmente a transitare per la Piazza di Panza, mai, fino al 2001, avevo alzato intenzionalmente gli occhi verso l’edificio oggetto della presente Appendice.
Nelle incursioni mirate, compiute a partire da quell’anno, ho ottenuto le immagini che già in passato hanno documentato l’attuale aspetto della Torre, che pochi in verità riescono oggi a distinguere come tale, visto che la scarpa, solo testimone dell’antica geometria dell’edificio, è di modesta pendenza.
Si tratta delle fotografie di cui alle Note 12 - 15 (la presente è la 16a), e precisamente:
in Nota 12, 3/05/2001: foto 3, 4 e schizzo di fig. 7;
nessun contributo nella 13a e nella sua Appendice di immagini;
la Nota 14a e la 15a, dedicate alla Guardiola di Zale, ovviamente non hanno portato a nessun nuovo contributo, in questa direzione.
Le fotografie precedenti, quelle della Nota 12, sono qui riprodotte nelle fig. 8, 9, mentre viene anche presentato uno nuovo schizzo, in fig. 10, che partendo da un ipotizzato aspetto originario della Torre, mostra i passi intermedi del 1954-82, 1988, 2001.

La Scheda.7
Provincia e Comune: Napoli, Forio, frazione Panza.
Luogo: sul tracciato della SS 270, quasi di fronte la chiesa di S. Leonardo.
Oggetto: Torre.
Catasto: Foglio 42 part. 142.
Cronologia: Metà secolo XVI [127].
Autore: Ignoto.
Dest. Originaria: Torre di difesa e rifugio.
Uso attuale: A pian terreno, un Bar-tabacchi (1988); esercizi commerciali (2001-2003); 1° e 2° piano, abitazioni, almeno sin dal 1982, ma più probabilmente almeno sin dal 1954.
Proprietà: Privata.
Vincoli: Leggi di tutela P.R.G. e altri: n. 1089 dell’1/6/1939.

TIPOLOGIA EDILIZIA – CARATTERI COSTRUTTIVI
Pianta: Rettangolare
Coperture: Piana.
Volte e solai:Volta a padiglione.
Scale: situazione non nota (s.n.n. nel seguito).
Tecniche murarie: Muratura di pietrame di tufo e lavica; pietre laviche di rinforzo agli spigoli (non visibili, nemmeno nei documenti iconografici del secolo scorso).
Pavimenti: Battuto di lapillo
Decorazioni esterne: Mensole collegate da voltine (V. figure).
Decorazioni interne: s.n.n.
Arredamenti: s.n.n.
Strutture sotterranee: s.n.n.

DESCRIZIONE 8
La torre si presenta ora su pianta quadrata (i rilievi aereofotogrammetrici del 1968 mostrano uno sviluppo su pianta quadrilatera irregolare, allungata secondo il fronte strada), il piano terra è costituito da una spessa muratura scarpata alla base. Manca la cordonatura sostituita da mensole collegate da archetti a sostegno della balconata aggettante dal primo piano. La parte superiore risulta notevolmente rimaneggiata e rifatto il secondo piano.
Rev. 1988 – Risulta completato il rifacimento del I e II piano già in atto dal 1982.
La torre è attualmente inserita in un fabbricato che si è sviluppato prevalentemente sul suo lato settentrionale, con la sovrapposizione di corpi di fabbrica diversi; una balconata, oggi continua, a livello della sommità sella scarpa, è quella sostenuta da mensoloni, con due archetti sul lato maggiore, ed uno solo dal lato della piazza).

NOTE COSTRUTTIVE e NOTIZIE STORICO-CRITICHE

Benché sorta all’interno a causa della morfologia accidentata della regione e per la mancanza di approdi sulle coste alte e rocciose, più volte Panza fu assalita dai corsari, da cui si difendeva con torri di avvistamento e da rifugio che si ergevano nelle campagne attorno al villaggio. Nel nucleo abitato furono costruite tre torri; la torre in questione, realizzata alla metà del cinquecento, è posta rispetto alla chiesa di S. Leonardo (1737) con la specifica funzione di rifugio. La spesa della sua costruzione venne fatta ricadere sui gruppi familiari.

La Torre comunicava certo visivamente con la Guardiola, e forse direttamente con la Torre di S. Angelo. Sicuramente in vista degli insediamenti de La Preta, dalla quale si ha vista diretta su FORIO, le sue funzioni dovevano essere certamente di difesa, contribuendo allo sbarramento dell’ingresso settentrionale del paese, ma principalmente di rifugio.

SCHEMA URBANO: Centro urbano.

RAPPORTI AMBIENTALI
Proprio all’inizio della curva che immette alla piazzetta centro del paese, sulla destra, di fronte alla chiesa di S. Leonardo (1737) è localizzata la torre cinquecentesca, attualmente difficilmente individuabile per le trasformazioni subite.

Altre notizie
Disegni e rilievi: Rilievo aerofotogrammetrico del 1968, scala 1:5000 e 1:2000.
Mappe: Catastale foglio 42
Documenti vari: ---
Relazioni tecniche: ---
Riferimenti altre schede: ---
Compilatore della Scheda: Arch. Raffaela Maria Cianciulli. (25/07/1982; rev. Nov. 1988).

Si deve rilevare che, nonostante la Scheda dell’arch. Cianciulli sia disponibile presso il Catalogo della Soprintendenza, come pure quelle relative alla Confraternita ed alla Chiesetta di S. Gennaro, la Sardella non ha ritenuto dover presentare in [15], alcun edificio di Panza.

Un’indagine conoscitiva sulla base delle fonti disponibili.
Solo nel tentativo di fissare le idee, questa che, forse un po’ troppo enfaticamente, si è definita indagine conoscitiva, viene condotta sulla semplice base della documentazione già disponibile.
Come base del nostro tentativo porremo la già più volte proposta accoppiata Torre- Chiesa, come nucleo difensivo integrato, e collateralmente un controllo della datazione della Chiesa, che mi pare un po’ troppo recente: il 1737, è ripetuto due volte nella Scheda dell’arch. Cianciulli.
Si legge al riguardo:
[51] p. 158 - ASN (Collaterale, Provisioni , vol 254, ff. 189-93 (1684):… Item a rispetto dello restante prezzo di detta gabella si debia fare lo solito assignamento, equalmente si debiano assegnare docati trecento di carità alla ven. Parrochiale chiesa di santo Leonardo del nostro casale di Panza per rifattione ed ornamento di questa…

La chiesa, dunque, si riattava e abbelliva nel 1684, onde doveva essere ben più vecchia; del resto, nel brano seguente si dà conto della data del 1737 come quella di un diverso rifacimento.
[5]* p. 365:… Diciamo solo che la fondazione di questa chiesa è antica. Fu rifatta a spese dell'Università di Forio nel 1737 ed i lavori proseguirono fino al 1744 — Fu fornita di campane nel 1752 — Fu acquistato il suo organo nel 1753 — Ogni altro dettaglio invece di appagare la curiosità de' più, accrescerebbe la noia.

Salvo che per la frase finale, che sa tanto di hic sunt leones, ecco un bel numero di date, che chiariscono la data del 1737; se poi lo stanziamento dei 300 ducati del 1684, sia stato utilizzato solo nel 1737, cioè ben 42 anni dopo, o meno, non è cosa qui rilevante.
In [56] p. 662-663, si viene a sapere che… Il nome della cappella di S. Leonardo compare nel 1566…
e nel 1598… Nel Casale di Panza vi è la cappella di Santo Leonardo: è governata da mastri laici…la “cappella” fu elevata a parrocchia…certamente tra il 1601 ed il 1604….
Ponendo dunque almeno alla metà del ‘500 la costruzione di S. Leonardo,come cappella, il ritenere cinquecentesca la Torre, come la si considera in [127], appare accettabile.
Si deve supporre anche che la costruzione sia stata fatta ad opera dei particulari, all’altro lato della strettoia che immette nel nucleo centrale dell’abitato del Casale: Chiesa da un lato e Torre dall’altro.
In [151], si indica la data del 1689, con tela dell’Annunziata datata 1684, come quella della costruzione dell’Arciconfraternita, all’altra estremità della piazza: quindi nella seconda metà del 1600, la piazza di PANZA doveva avere, grosso modo, l’impianto attuale, altri edifici a parte.
Sui danni del sisma del 1883, si legge:
[119] p. 92:… in località Panza (VIII-IX grado), molte case crollarono e perirono alcune persone, i danni furono minori nelle contrade di Pansese (VIII grado) e Casapolita (VIII grado), poco a sud di Panza. La Chiesa Parrocchiale di Panza presentava grosse e diffuse lesioni. Tutte le volte sono attraversate da grandi spaccature. Secondo il Mercalli (1884 a) la Chiesa era considerata pericolante e quindi da abbandonare. Anche la Chiesa della Congrega presentava un simile danneggiamento.
Secondo gli osservatori contemporanei il livello di danneggiamento sarebbe stato condizionato dal cattivo stato delle costruzioni investite dal sisma («... furono le pareti più vecchie e più marce a crollare» Johnston-Lavis, 1885).

Se i danni alla Parrocchia ed alla Confraternita furono così gravi, è presumibile che anche la vicina Torre abbia subito danni, almeno nella parte alta: nelle foto del 1982, essa appare completamente rifatta, anche se vi si intuisce una giunzione verticale fra il vecchio edificio, ed il corpo aggiuntovi lateralmente, verso settentrione.
Si è profittato della citazione per evidenziare che, almeno fino al 1883-85 il toponimo Panzese, individuato nella carta del ROT [223], era ben noto ed indicava una contrada, in una zona in cui l’intensità toccò, come a Casapolito, l’8° grado della scala MS.
Oggi nella memoria collettiva il nome di questa località sembra essersi perso.

Conclusioni
Veramente molto poco su questo notevole edificio difensivo, per il quale, nella parte iconografica si è tentato di tracciare un percorso edilizio, fra la metà, forse, del 1500, ed i giorni nostri(V. fig. 10), con documenti certi che coprono solo gli ultimi 50 anni circa.A meno, come già detto, di rinvenimento di documenti iconografici di privati, non si ritiene che altro possa essere aggiunto.

Napoli, 18 aprile 2003.

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