Appendice 46 - Torre di Francesco Gargiulo


PREMESSA
Una precedente raccolta di Appunti, completata nel febbraio del 2003, dal titolo Appunti per Appendici 46, 47, 48, conteneva quanto era stato possibile raccogliere sulla Torre di Francesco Gargiulo, conservando per essa il nome con la quale la si era trovata indicata in [24].
Non essendo riusciti a trovare tracce recentemente datate, che si riferissero con certezza a questo manufatto, era stato logico considerare esplicitamente la possibilità che esso fosse in stato di rudere o addirittura scomparso, e che la sua presenza in [24] fosse frutto di conoscenze indirette, di origine cartacea.
Nelle recenti ricerche presso l’ASNA Sezione militare (marzo-aprile 2004), in [269], in un prospetto datato 1814, mirante ad illustrare la possibilità di alloggiare nell’Isola d’Ischia 2000 uomini dell’esercito, in caserme, edifici pubblici,  o abitazioni private, in Casamicciola si trova indicata una Torre Gargiuli.
Quanto si riesce a leggere in questo documento, in notevole parte indecifrabile, si illustrerà in seguito mostrandone una riscrittura conservativa, con qualche commento, nell’Allegato 1, in quanto le riproduzioni fotografiche sono anch’esse poco chiare (V. fig. 4).

La Torre di Francesco GARGIULO

Nei citati “Appunti per Appendici 46, 47, 48” [*] si è riprodotto il brano del Cervera che ha rappresentato il punto di partenza per l’acquisizione nominativa del manufatto in questione: un passo che contiene diverse indicazioni sulla sua possibile ubicazione.
[24] p..l02:…Ma in Curia era aperto, fin dal 1733, un processo, intentato contro Gaspare dalla signorina Giuditta Santamaria, di Casamicciola, ultima delle nove figlie, oltre i maschi, di Agostino Santamaria.
L'abitazione dei Santamaria si trovava sulla collina dei Cittadini, presso quella di Gennaro Corbera e vicino alla Torre di Francesco Gargiulo, abitata ora dalla vedova. Costanza Canetti, e da sua figlia Teresa di 22 anni.
La massaria dei Corbera, frequentata dalla sorella di Gennaro, Vincenza, donna di quarantasette anni, confinava con la proprietà della Torre….

Le figure 2, 3 di quegli Appunti mostrano che la zona dove è indicato il toponimo Torre nella prima, è segnalata come Gargiulo nella seconda; nella carta del ROT utilizzata da Johnston-Lavis per le elaborazioni relative al sisma del 1881, indicano al n° 24 (V. [131] p. 36 e 37, e qui fig. 5 a)) la Masseria della Torre corrispondente alla Torre precedentemente indicata, che è un edificio con pianta ad L indicato nella fig. 6 del Plate I con dimensioni segnate nella fig. 16 dell’Appendice Q, che danno una superficie lorda in pianta di 162,75 m2, con una netta stimata di circa 96 m2; data l’altezza di 12,20 m l’edificio dovrebbe avere, tenuto conto dell’altezza dei locali tipici delle costruzioni del passato e degli spessori dei pavimenti, due piani, con superfici interne compresi i muri divisori e le vie di comunicazione, di circa 193 m2 che si stimano sufficienti ad ospitare sistemazioni molto spartane per 60 persone.
Questa figura è qui riprodotta in quella n° 2.
Si consideri inoltre che questa Masseria era ben collegata alla Calata d’approdo da agevoli vie di comunicazione.
Il confronto delle carte consente di notare che la Torre, coincidente con la Masseria della Torre, si trova poco ad occidente della zona di San Pasquale e Cittadini, con una distanza in linea d’aria fra 625 m e 500 m circa, che ben si accorda al vicino del brano precedentemente citato.
E’ da notare che l’orientamento di questa costruzione, come mostrato in [131] Plate I  fig. 6 è opposto a quello dell’edificio come appare nella fig. 1, sempre che sia corretta la lettura di quest’ultima.
Una traccia nel 1814
Della Torre di Francesco Gargiulo si perde ogni traccia nei primi decenni del 1700, non risultando certo che gli erediGargiulocontinuassero a possedere il manufatto così chiamato.
Nelle ricerche compiute all’ASNA Sezione militare, nei documenti raccolti nel Fondo Segreteria di Guerra, Segreteria Antica, nel fascio 831, fsc. 9, fol. 43  e 44, è presentato un prospetto riassuntivo relativo alla possibilità di alloggiare in forma stabile 2000 uomini dell’esercito nell’Isola d’Ischia: questo documento è presentato nell’Allegato 1.
A parte l’interesse intrinseco di questo documento, in gran parte illeggibile e deteriorato, un edificio di Casamicciola, si presenta con caratteristiche tali da permettere di aprire una nuova finestra sulla Torre di Francesco Gargiulo.
Il documento citato è diviso in due fogli, numerati 43 e 44, separati e piegati in due, per un totale di 4 facciate scritte e 4 bianche: v. Allegato 1.
Gli elementi rilevanti sono, nel fol. 43:
- il nome: Torre Gargiuli; (1)
- il nome dei proprietari: Eredi Gargiulo;
- il numero di persone che vi si potrebbero alloggiare: 60;
- ci si trova nel territorio di Casamicciola;
nel fol. 44, corrispondentemente si legge:
- Nel tempo passato è stato occupato dalla Truppa. Ora è vuota.
Si tratta, nel complesso, di una indicazione certa, che consente di affermare che il manufatto era, nel 1814, da tempo destinato ad alloggio di truppa, capace di almeno 60 persone, comunque bisognoso di interventi di manutenzione e/o riparazione.
Questi elementi indicano una costruzione di notevoli dimensioni che inducono a ritenere il manufatto della tipologia casa-torre, o casa con torre.
Tenuto conto delle valutazioni anche numeriche del paragrafo precedente, si può ragionevolmente porre l’uguaglianza:
Torre di Francesco Gargiulo = Torre in località Gargiulo= Masseria della Torre.
Dall’insieme dei documenti citati risulta inoltre che essa era relativamente agibile nel 1814, danneggiata, ma non irrimediabilmente nel terremoto del 1881 [131]; sempre in [131], per quello del 1883, non si rinvengono immediate indicazioni specifiche, essendo la zona più prossima citata quella della Sentinella (n° 10 nel Plate IV).
Nell’esame delle Schede eseguito all’ASNA [261] niente si è rinvenuto di collegabile a questo edificio, per cui si possono fare due supposizioni:
- a seguito dei danni subiti dal sisma del 1881, l’edificio ha subìto danni che lo hanno portato ad una situazione di rudere successiva a quella rilevata da Johnston-Lavis;
- lo stato di danneggiamento dell’edificio nel 1883 era tale da non consentire di ricavare altre indicazioni utili al rilievo compiuto da questo sismologo che, dalle fratture delle costruzioni, traeva elementi per dedurne l’orientazione locale della direzione del fenomeno sismico.
La lettura di [131] consente comunque di ricavare elementi indiretti tali da indicare nel terremoto del 28 luglio 1883 le causali della scomparsa dell’edificio, leggendosi:
[131] p. 76:… The second isoseismal much resembles the first in form and relative position. It is intended to include the area in which most of the buildings were almost completely destroyed, or suffered very marked damage. It includes Villa Barbieri, Torre, passes near the Annunciata, cuts the upper part of Lacco, including Casamonte, and Calasisto, and passes just E. of S. Maria delle Grazie. Its  S. limit is somewhat problematical,  as  the  steep  slopes  of Epomeo are uninhabited…..
lo almost completely destroyed, or suffered very marked damage.. col manufatto esplicitamente citato, sostengono l’interpretazione causale della sua scomparsa in quell’evento, o successivamente a questo per i gravi danni riportati.

La zona nelle carte (1917-1997)
In attesa di acquisire la tavoletta al 25 000 dell’IGM  del 1936 (2), che consentirebbe una lettura del territorio anteriormente al 1958 e prima del conflitto mondiale, in un intervallo di tempo che va da quella del ROT alla più recente dell’IGM [42], si esaminino 6 particolari tratti dalle carte disponibili in un arco di tempo che copre ben 180 anni, e che consentono qualche riflessione sulla zona dove era la Masseria della Torre.
Nella figura 5 sono mostrati dettagli della zona, ricavati da queste carte: si rilevi che la collinetta di quota 43 m si presenta come protagonista del presente esame, pur osservando che quando un edificio con pianta ad L sembra esservi presente, esso ha orientamento opposto a quello indicato da Johnston-Lavis; nelle ultime due carte i due edifici che fin dal 1817 sono a quella quota, presentano ora accessi stradali indipendenti: i manufatti sono ora entrambi a pianta rettangolare.
Con riserva di approfondire la conoscenza dell’intera zona, nella speranza di trovare qualche altro documento chiarificatore, la cosa è appuntata per eventuali sviluppi.

Conclusioni
La lettura congiunta dei documenti [24], [131], [261] ha permesso di raggiungere i seguenti risultati:

In [57], p. 150, si legge anche il brano seguente che ripropone i Gargiulo fra i cittadini che si trasferirono dalla Città nella zona che prese il loro nome. (N.B.: il grassetto è stato aggiunto per evidenziare alcuni nomi già incontrati e segnalati in questo Viaggio).
[57] p. 150:… Erano, i Cittadini quei Patrizi Ischitani discendenti da quei 400 Catalani che Alfonso 1 d'Aragona portò a occupare l'Isola e ricolmò di titoli. Essi occuparono Ie cariche più elevate che seppero mantenere con integrità. Di essi si ricordano alcuni cognomi: Cervera, Lanfreschi, Mancusi, Manzo, Pesce, Taliercio, Scotti, Turris, Zabatta, Mormile, Menga, Mellusi, Calosirto, Cossa, Amalfitano, Albano, Arcamone, Carafa, Capece, Gargiulo, ecc.

Nonostante l’acquisizione di notevoli indicazioni sulle dimensioni del complesso, non è possibile formulare che ipotesi circa la presenza in esso di una primitiva torre a pianta quadrata di dimensioni di circa 7,7x7,5 m, si veda la fig. 3, nella quale si è supposto un percorso del genere di  quello riscontrato per la Torre di Casa Cumana (v. Appendice 44 di questa Nota 16).
Della zona si dispone di altre rappresentazioni cartografiche datate 1830, 1847, 1884, che non consentono però di ottenere ulteriori elementi conoscitivi.

NAPOLI, 26 aprile 2004.

1. La formattazione utilizzata per le citazioni è quella solita, che prevede il corsivo e corpo 10; il grassetto è utilizzato per evidenziare elementi di particolare interesse, generalmente nomi propri e toponimi.
2. Non mi è stato possibile rintracciare l’esemplare che il Padre possedeva.

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