Appendice 44 - Torre di Casa Cumana

 

PREMESSA

A mo’ di introduzione, per una zona di difficile lettura, più volte considerata insoddisfacentemente in passato, si considerino i risultati rilevanti di alcune delle letture effettuate, e quelli di una ispezione in loco.
Nell’Appendice B, dedicata alle ricerche effettuate presso le tre sezioni della S. (1), si è rilevato come Casamicciola sia un comune dell’Isola completamente ignorato, almeno sinora, nel censimento e protezione di edifici di interesse storico.
Anche nei siti che in rete sono dedicati ad Ischia, la zona del Perrone, pur illustrata in un percorso storico -artistico  (2), non lo è in modo esaustivo.
La Torre nella Guida  del Cervera
Ancora una volta, dopo il rinvenimento di alcune generiche indicazioni topografiche, come si rileva nell’immediato seguito, è il Cervera [57] a fornire una precisa indicazione della posizione di questo manufatto, poco o niente presente nelle pubblicazioni che si interessano di testimonianze del passato ischitano del genere.
Per la zona di Casa Cumana si riportano, ancora una volta, da [56], i brani seguenti:
 [56] pp. 464-465:…Altro nucleo medievale era il “Casale di Casa Cumana”; sorgeva nella zona bassa, a ridosso della montagna, quasi a riparo sulla spianata di Perrone, poco distante dal mare…Il Cartaro, dentro quel casale vi mette una torre difensiva (1586)…

[56] p. 462:…Vi era pure una torre merlata a “Casa Cumana” tuttora abbandonata ad un incredibile disfacimento…. (1980).
E’ l’ulteriore indicazione, anch’essa già riportata in passato, fornita dal Cervera, che ne dovrebbe consentire l’individuazione:
[57] p.148: ...Via Cumana di 450 m. Sulla sinistra il Rione Genala e sulla destra una torre quadrata (angolo di Via Perrone)...
Peccato che l’A. non indichi il verso di percorrenza della via, cosa che ad un texano, nella vastità degli spazi coperti dalle strade dello stato della stella solitaria (3), non sarebbe sfuggita: i punti cardinali sono, come per un navigante, le sue ancore di salvezza.
Colui che obbietti che individuato il rione Genala, e postolo alla propria sinistra, la cosa è fatta, è invitato a considerare che chi non conosce i luoghi non ha modo di effettuare, in genere, la individuazione certa di sue parti.
Sulla zona, e sulla sua gestione dopo il terremoto del 1883, si rimanda a [119], fonte dalla quale sono tratte anche alcune illustrazioni di questa APPENDICE.

La prima ispezione: sulle tracce di un dottore

Il 25/06/02, poco prima di rientrare a Napoli, appena tornati dal lungo soggiorno a Spring (TX)  (4), dopo aver salutato i Santoriello (5), ho, con Pia, effettuato un’ispezione nella zona del Perrone a Casamicciola.
Avevamo imboccato via Manzi perproseguire per Corso Vittorio Emanuele, quando, certi di non esser sulla buona strada, consultato un meccanico, ricevemmo le seguenti indicazioni: percorrere la via marina, verso Ischia Porto, fino all’albergo Stella Maris; lì, trovati due cassonetti per i rifiuti, prendere la via che mena all’interno, e trovato un altro meccanico, chiedere del dott. Scotti, che dovrebbe, se ho ben capito, abitare nella vecchia torre.
Seguimmo scrupolosamente le indicazioni di questo gentile signore, e salvo il numero dei cassonetti, ben più elevato, trovammo un vigoroso giovane intento a carteggiare parte della carrozzeria di uno scooter: non ebbe alcuna difficoltà ad indicare, di fronte a lui, sulla sinistra della via, un archetto di pietra che si apre su un cortile interno.
Lì dentro, sulla destra, la Torre si mostra in tutta la sua rilevanza: rettangolare, aveva detto il primo dei due meccanici, a fronte della mia indicazione che la individuava come quadrata, che si basava sulla lettura di [57], e tale mi è sembrata la geometria della sua pianta.
La topografia della zona è tutta da precisare, tenuto conto dei tempi.
Pare che metter targhe col nome delle strade sia una vergogna, da queste parti: solo in un successivo sopralluogo, dopo aver sbirciato dietro un camioncino, che lo celava alla vista, ho trovato il nome Perrone, su un cartello all’angolo delle due vie indicate dal Cervera.
Inoltre, io ho forse la particolare virtù di chiedere informazioni alle persone sbagliate, ma nessuno di quelli che ho interpellato sapeva che via fosse quella in cui mi trovavo, e/o dove si trovasse Via Perrone.
La torre appare, esternamente, in buono stato di conservazione, differentemente da quanto si trae dal brano riportato in apertura da [56], con il paramento completamente verticale, e con i soliti blocchi di pietra d’angolo, intonacati a finto bugnato; le mensole di pietra dura del coronamento, completamente assente, appaiono in discreto stato e completezza.
Un cancelletto a vista, consente la visione di un doppio rampante esterno che conduce al primo piano.
Essendo sprovvisto di macchina fotografica, il tutto restò affidato alla memoria: vi sarei però ritornato quanto prima, per effettuare la documentazione iconografica del manufatto.
Altre ispezioni al n° 7 di Via Perrone
L’elenco telefonico, prima che ne avessi diversa prova, dette conferma che il Dott. Michele Scotti ha studio al n° 7 di Via Perrone: mi ci recai nuovamente il 24/07/02, munito di macchina fotografica, che, meglio di ogni parola, può dare un’idea della costruzione.
A questa visita ne seguì un’altra, l’11/08/02, per precisare alcuni dettagli, e per verificare che la Torre è assai più visibile dalla provinciale di quanto si potrebbe pensare.
Anche dal mare, come ebbi modo di verificare in occasione di un Giro dell’Isola in motobarca, del 17/08/02, la antica costruzione è ben individuabile.

Documentazione iconografica
A conferma che appena un edificio è acquisito alla memoria lo si vede con gli occhi, che prima… non vedevano, le figure 1 e 2 mostrano la Torre rispettivamente dal mare ed in  una cartolina.
Specialmente la prima, consente di verificare che la Torre, pur essendo relativamente bassa sul livello del mare, aveva una ampia visuale su di esso; nella seconda, si apprezza come la zona, sicuramente sgombra di costruzioni abitative fino alla realizzazione del Rione Genala, dopo il sisma del 28 luglio 1883, sia stata completamente stravolta dalla cementificazione degli ultimi decenni.
Meno chiara, (V. fig. 9), è la lettura della visuale reciproca della Torre e de La Guardiola nord orientale, posta quasi sulla riva, poco sotto il cimitero.
Una volta scoperta, la Torre appare visibile d’ogni dove: sulla provinciale, all’altezza delle Ceramiche Mennella, essa fa capolino fra le case allineate lungo la via (V. fig. 3).
Proseguiamo ora nella visita alla Torre, dall’esterno si intende.
Dalla Via Perrone, dal portalino datato 1840 (V. fig. 4 a, b, c), attraverso uno stretto passaggio, poco più  largo dell’accesso, e ben visibile nella terza delle immagini precedenti, si perviene ad un cortiletto ad L: sulla destra, si vede la Torre, pur con evidenti rimaneggiamenti ed interventi, che ne hanno alterato il primitivo aspetto, e rendono difficile la sua fruizione prospettica.
Nella fig. 5, composizione di più immagini fotografiche, si apprezza quello che, a mio modo di vedere, è il nucleo originario dell’edificio. La Torre, secondo quanto sembra, era originariamente a pianta quadrata, limitata alla metà occidentale dell’edificio odierno: questo corpo è il solo completo di tori, su tutti i tre livelli.
Il corpo orientale, apparentemente delle stesse dimensioni di quello del lato occidentale, ne raddoppia in sostanza la pianta; esso presenta il solo toro al livello del coronamento,  che è completo delle mensole di pietra dura, con un muretto di altezza inferiore e con un motivo a merlatura assente nel corpo che stimo essere l’originario.
Sempre guardando dal cortiletto, una canna fumaria esterna, in tubo di lamiera zincata, è disposta lungo la linea di giunzione dei due corpi.
Un piccolo corpo di fabbrica maschera quasi l’ingresso a piano terra, provenendo dal cortile, mortificando l’intero prospetto.
Finestre e porta d’accesso del corpo occidentale interrompono i cordoli. La scala esterna a doppio  rampante (V. Fig. 5), appare essere aggiunta in data posteriore a quella della costruzione dell’edificio originario.
Da Via Cumana, su cui sbocca la via Perrone, proseguendo in salita e svoltando a sinistra, fatti pochi passi, della Torre si ha una visione di insieme più soddisfacente di quella che si riesce ad ottenere dal cortiletto di cui sopra, sia pur limitatamente alla parte superiore (V. fig. 6 a, b).
La fig. 7 a, b, c, completa la documentazione iconografica, utilizzando il meglio di ciò che la fida Minolta è riuscita a catturare.
Già in passato, nelle precedenti Note, si era cercato di raccogliere informazioni cartografiche sulla zona, mettendo a confronto ciò che si vede  in [15], [41], [42]: delle tre Torri della zona, che si vedono nella celebre rappresentazione del Cartaro, quasi allineate per meridiano, la settentrionale, quasi in riva al mare, potrebbe essere la Guardiola nordorientale dell’Isola; la centrale, la nostra; la meridionale della serie, forse una delle altre costruzioni del tipo, per ora ancora nascoste dietro alcuni dei nomi rinvenuti (6).
Dalla carta allegata al Piano Regolatore del 1884, riprodotta in [119], si è tratto il particolare della zona del PERRONE della fig. 9, con un dettaglio in cui sono numerati sia la Torre, sia un edificio di maggiori dimensioni che appare più vicino all’osservatore nelle fotografie delle figure 10 ed 11 che mostrano la zona ripresa dal lato orientale.
Una ricerca di immagini del passato in una zona, che poco danneggiata dal sisma del 28 luglio 1883, e praticamente sgombra di edifici ed abitazioni, si rendeva disponibile a realizzarvi uno dei rioni baracche, ha trovato in [119] due immagini databili a cavallo del passaggio dal secolo XIX al successivo, qui riprodotte nelle figure 10 e 11: la Torre risulta visibile, con differente grado di immediatezza, in entrambe; per un raffronto topografico si rimanda alla citata figura 9 ed al dettaglio in essa contenuto.
Poiché, in queste due ultime figure, la Torre appare della stessa geometria che si apprezza oggi, il suo raddoppio in pianta, sempre che sia corretta la mia interpretazione, data almeno al secolo XIX.
Un tentativo di Scheda
La redazione della Scheda, è per ora solo una proposta, ed è condotta sulla falsariga di quella dell’arch. Raffaela Maria Ciaciullo per la S.
I trattini e la dicitura s.n.n. (situazione non nota), tengono luogo del più  celebre hic sunt leones.

 La Scheda

Provincia e Comune: Napoli, Casamicciola Terme.
Luogo: Via Perrone n°7.
Oggetto: Torre di avvistamento e difesa.
Catasto: s.n.n.
Cronologia: anteriore al 1586 (Figura nel libro di Iasolino [41])
Autore: Ignoto.
Dest. Originaria: Torre di avvistamento e difesa.
Uso attuale: Abitazione e/o studio del dott. Michele Scotti.
Proprietà:  Privata.
Vincoli: Leggi di tutela P.R.G. e altri: Non risultano vincoli.

TIPOLOGIA EDILIZIA – CARATTERI COSTRUTTIVI
Pianta: Rettangolare.
Coperture: Lastrico solare, piano a terrazza.
Volte e solai: s.n.n.
Scale: Esterna a rampante doppio, sul lato occidentale; sicuramente aggiunta posteriore.
Tecniche murarie: Probabilmente muratura di tufo, intonacata almeno sin dalla fine dell’800.
Pavimenti:---
Decorazioni esterne: Tori di pietra, e mensole, comprese quelle d’angolo, al coronamento.
Decorazioni interne:---
Arredamenti:----
Strutture sotterranee:s.n.n.

DESCRIZIONE
Alla Torre  si perviene attraverso un portalino di pietra che si apre al n° 7 di Via Perrone, sulla cui chiave di volta si legge  1840, che lo data aggiunta posteriore. Dal piccolo cortile  interno si accede alla Torre. La descrizione, dello stato attuale è meglio effettuata sulla scorta della documentazione fotografica raccolta fuori testo.

Oggi, la Torre è circondata da ogni lato da fabbricati di recente costruzione, che ne impediscono quasi completamente la vista a chi proviene in salita da via Perrone; la situazione è migliore dalla via Cumana.
La realizzazione del Rione Genala, di baracche, a seguito del  sisma del 28 luglio 1883, ha completamente mutato la zona, in cui l’edificio era praticamente isolato sino a quella data. Da esso la vista sul mare, e sulla non lontana Guardiola, era completamente sgombra; ancor oggi, dai suoi piani superiori, la visuale diretta non è interclusa.

Altre notizie:
Disegni e rilievi: V. fig. 12.
Mappe: Da  [119], fig. 9.
Documenti vari: V. Bibliografia.
Relazioni tecniche: ---
Riferimenti altre schede: ----
Compilatore della Scheda: A. (2002).

Conclusioni e propositi della scheda
Come anticipato, la Scheda è solo una bozza in attesa di un auspicato completamento futuro; se la S.  estenderà il suo censimento anche a questa zona, - si pensi che anche il Pio Monte della Misericordia non vi vede alcuna scheda che testimoni la sua rilevanza storica – questa lacuna sarà certamente colmata.

Conclusioni
Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, sia per carenza informativa, sia per la difficile interpretazione sul campo di un territorio altrimenti oggetto solo di speculazioni cartacee,  e di tentativi in rete, si è acquisita una documentazione iconografica, che si deve comunque ritenere base di partenza per un miglior percorso conoscitivo.

FORIO, settembre 2002.


1. S. = Soprintendenza per i Beni Ambientali ed architettonici di Napoli.
2. Il bel sito de La Rassegna d’Ischia e quello di Procasamiciola.it, non riescono a dare una completa informazione sulla zona, ed altrettanto accade per gli altri dedicati.
3. Il Texas è notoriamente, a celebrare la sua storia e lotta per l’indipendenza, il Lone Star State.
4. In quella località,  immediatamente a nord di Houston, in Deauville Dr., Benedetta e David hanno la loro bella casa.
5. Si ricorderà che il sig. Santoriello mi fu compagno nella scorribanda a La Guardiola di Forio.
6. Si ricordino i nomi di T. del Cacciutto, T. di Francesco Gargiulo, Toronciello.

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