Appendice M - Classificazione delle Torri

Riferimento bibliografico
[208] Faglia V. - Tipologia delle Torri costiere, di avvistamento e segnalazione in Calabria Citra in Calabria Ultra dal XII secolo (vol. I: Ricognizione; vol. II: Schedatura), Roma, Istituto Italiano dei Castelli, 1984.

PREMESSA

Vi sono studiosi, come l'A. di [208], che dedicano la loro intera vita allo studio di un solo oggetto, o di un sistema, qualunque esso sia, ed altri che vanno saltando da un argomento all'altro, con pari impegno, e talora migliori risultati.
Vittorio Faglia appartiene sicuramente alla prima categoria: suoi lavori, tutti relativi alla fortificazione dei territori di gran parte d'Italia, vanno dal 1965 al 1990.
Nell'Indice ISBN sono elencati 22 lavori che lo vedono come autore, o comunque come protagonista: ciò che egli propone è frutto di passione, riflessione, desiderio di mettere ordine nel gran numero di manufatti che riesce ad individuare nel suo orizzonte.
A parte qualche rilievo, non si può non osservare che, anche solo dal punto di vista numerico, il materiale esaminato consente una visione panoramica globale, che gli permette di elaborare proposte di modelli di inquadramento di tutto rispetto.
Il territorio abbracciato dalla sua analisi va dalla Toscana meridionale, ovviamente sul Tirreno, alle March, sull'Adriatico, parte delle isole compresa, ma è la porzione peninsulare del Regno di Napoli quella che vede concentrarsi i suoi sforzi.
Per quanto concerne la Campania e le sue Isole, l'analisi di questo studioso riguarda principalmente il solo territorio peninsulare: le Isole, pur oggetto di attenzione, e di un'indagine preliminare, sono probabilmente nel suo futuro.
Non si può fargliene una colpa, data la rilevanza del materiale esaminato, ed il suo impegno, che è volto fino al restauro e alla conservazione dei manufatti.
Nel seguito, una breve lettura delle sue proposte, ed un tentativo della loro applicazione a ciò che ancora si ritrova nell'Isola d'Ischia.
1. L'analisi di uno studioso (Vittorio Faglia).
Nella Bibliografia Generale di queste Note sono compresi  Riferimenti a lavori di questo A. che coprono l'arco di ben 11 anni. La sua attenzione concerne  tutto il territorio che va dalla Toscana meridionale alle Marche, comprese le isole del Golfo di Napoli, per un totale di 527 manufatti, secondo un censimento aggiornato al 1982, dal quale sono desunti i dati della tabella n°1.

TAB. 1 - N° Torri (CENSIMENTO DELLE TORRI DEL REGNO DI NAPOLI (1982)).

REGNO

TeLa+ Capri*

CAPRI

PROCIDA

ISCHIA

527

57

4

2

8

100%

10,81%

0,76 %

0,38 %

1,52%

 

% Totale Isole

2,66

* TeLa = Terra di Lavoro.

TAB. 2 - Individuazione numerale e nominativa di manufatti (3) difensivi delle Isole del Golfo di Napoli.

CAPRI

PROCIDA

ISCHIA

n.

Nome

n.

Nome

n.

Nome

11

MIGLIERA

45

CORNACCHIA

37

MONTE di SAN VICO

12

DAMECUTA

46

CASTELLO di PROCIDA

38

CASTELLO D'ISCHIA

13

MATROMANIA

 

 

39

MICHELANGELO

14

MARZULLO

 

 

40

DI SOPRA

 

 

 

 

41

GUARDIOLA di CAPO GROSSO

 

 

 

 

42

SANT'ANGELO

 

 

 

 

43

TORRIONE

 

 

 

 

44

GUARDIOLA

Occorre dire che per un corretto collegamento fra il documento grafico che in [208] presenta il Censimento delle Torri, e l'elenco che per la Terra di Lavoro è presentato sotto la voce Indagine preparatoria, occorre considerare che la distribuzione territoriale dei manufatti tiene conto dei tempi e delle etichette corrispondenti: Ischia, Procida e Ventotene fanno parte dellaTerra di Lavoro, mentre Capri del Principato di Citra; le etichette distintive sono raggruppate per zona territoriale, e contengono oltre ad un numerale consecutivo generale, uno specifico, e l'indicazione dell'attuale provincia di appartenenza.
In una chiave odierna di lettura, anche se meno corretta come impostazione, se si vuol esaminare la distribuzione dei manufatti sul territorio delle tre provincie costiere campane, le cose sono ovviamente diverse, come mostra la tabella n° 3.

TAB. 3 - Torri nelle provincie costiere campane
 secondo il CENSIMENTO.


Provincia

N. Torri

%

CE

5

3,27

NA

46

30,06

SA

102

66,67

 

153

100,00

Il lavoro di classificazione compiuto dall'A. verrà esaminato nel seguito; nel paragrafo successivo, si cercherà di prospettare un'ipotesi circa le modalità, sia pur provvisorie, di acquisizione dei manufatti, per quanto concerne le Isole del golfo di Napoli.
2. Ciò che probabilmente l'A. ha visto nell'Isola d'Ischia.
Dati i tempi, e date le modalità presunte di acquisizione dei manufatti delle isole in epigrafe, si suppone che l'esame specifico sia avvenuto a tavolino, sulla base della allora più recente carta dell'I.G.M. [43].
Per una migliore comprensione della proposta di lettura seguente è bene riferirsi alla fig.2.
Si ritiene che l'esame sia partito dalla costa nordoccidentale dell'Isola, proseguendo dal punto di partenza in senso orario. Si assuma, seguendo l'ordine numerale, che si inizi il percorso da Montevico, anche perché in altri elenchi della stessa collana, in lavori diversi, la sola Torre isolana presente è quella di Vico: che un Santo sia passato da San Montaro (sic!) (4)alla Torre, è cosa di poco conto: il numero del Censimento assegnato alla Torre di partenza è il 37,  cioè il 37° manufatto della provincia di Napoli.
Proseguendo in senso orario, seguendo il profilo della costa, niente s'incontra fino al Castello, cui è assegnato il numero 38.
La Torre cui viene assegnato il n° 39, ed il nome improprio (di) Michelangelo, è la Torre di Bovino, Guevara, o di S. Anna che dir si voglia: essa non è segnata sulla carta, ma è talmente entrata nella memoria collettiva, sulla nota eco romantica, che viene introdotta dall'A, con ogni probabilità, indipendentemente dal mancato rinvenimento cartolario.
Proseguendo nel cammino, in senso orario, fra Campagnano e Pian de'Liguori, sono ben leggibili le località Torri e Torri di sopra: è quest'ultimo toponimo che viene assunto come proprio del manufatto n° 40, per errore indicato come 50 (5) nell'elenco a p. 30 di [208]; il solodi sopraviene utilizzato come distintiva.
Proseguendo il percorso verso S. Angelo, si incontra una Guardiola, che date le almeno 5 costruzioni del tipo, presenti un tempo nell'Isola, si è in passato indicata come nordoccidentale: poiché è molto probabile che la scelta dell'A. di partire da Montevico, gli abbia già consentito di memorizzare la vicinaGuardioladi Zale, per individuare meglio questo toponimo lo collega al vicino Capo Grosso, dimodoché la Guardiolasudorientale diviene laGuardioladi Capo Grosso, con il numerale distintivo consecutivo 41.
Poco oltre è S. Angelo, località anch'essa ben nota come sede di Torre, anche se ormai rudere dal primo decennio del 1800, e segnata sulla carta come Tre S. Angelo (dir.); il numero che le viene conseguentemente assegnato è il 42.
 La citata carta, indica il rilievo della Cima, e non la Guardioladi Panza, che si è precisata come la sudoccidentale: nulla può pertanto censire l'A.
Il cammino procede, senza altri incontri, sino al Torrione, nome certamente familiare, ma se il riferimento è la citata carta, questo nome indica in realtà il Torone, dato il costante corrispondente errore delle cartemoderne; il numerale distintivo e consecutivo è 43.
Il percorso si conclude, infine, col n° 44, assegnato allaGuardiola (di Zale).
Si è così presentata una possibile, probabile, acquisizione delle 8 Torri attribuite ad Ischia: resta la torre della Cornacchia, che si incontra subito dopo, proseguendo nel senso orario di percorrenza del perimetro dell'Isola: pure il numero assegnatole, il 45, concorda, anche se nel grafico riassuntivo, a p. 24-25 di [208], la si vede collocata nella vicina Procida, insieme al Castello di quell'isola.
Si deve considerare in proposito che la carta, che si suppone alla base delle precedenti considerazioni, presenta il solo toponimo Mezzatorre che in altre carte turistiche è associato spesso alla specificazione Villa di: forse sulla base di deduzioni conseguenti al nome, forse per altre letture, e per indicare il nome al quale essa può essere stata associata, la si trova indicata col nome di (Torre della) Cornacchia, con il n° 45, consecutivo a quello della vicina Guardiola, incontrata nel senso di percorrenza prescelto.
Con questo spostamento da Procida (6) a Ischia, sale a 9 il numero complessivo, fra Torri e Guardiole assegnato all'Isola d'Ischia in questa indagine preparatoria e provvisoria, datata 1984 (data di pubblicazione di [208]).
3. Un tentativo di applicazione del modello proposto.
Sottraendo ai 527 manufatti complessivi del Censimento i 14 attribuiti alle isole del golfo napoletano, si ha pur sempre un ragguardevole totale residuo di 513 unità, nelle quali uno studioso come il FAGLIA, ha giustamente potuto e saputo trovare delle tipologie costruttive comuni, e distribuzioni temporali distintive.
Per conseguire questo notevole obiettivo, le direttrici di marcia dell'A. sono state:

Prima di procedere ad un tentativo di applicazione del modello proposto ai manufatti dell'Isola d'ISCHIA, è bene esaminarlo in maggior dettaglio.

TIPOLOGIA COSTRUTTIVA
L'analisi effettuata in [208] considera al riguardo 3 aspetti principali (V. fig. 3):
1 - aspetto visivo del manufatto, in elevazione;
2 - geometria della pianta del manufatto;
3 - dettagli costruttivi, che sono raggruppati nelle caratteristiche del manufatto.

DATAZIONE DEL MANUFATTO
Gli elementi per il conseguimento di questo obbiettivo sono condensati nella tabella seguente, che già presentata in queste NOTE, figura alla p. 20 di [208].]
TAB. 4 - Individuazione del secolo di costruzione.

 

Periodo

 

Anno

 

Secolo

Caratteristiche

Cilindriche a direttrice quadrata

Cilindriche a direttrice circolare

Normanno

1027-1186

12°

X

X

Svevo

1186-1268

13°

X

X

Angioino

1268-1442

14°

 

X con scarpa

Aragonese

1442-1500

15°

X con scarpa

X con scarpa

Viceregnale

1500-1730

16° - 17°

 X con scarpa +
Troncopiramidali

X con scarpa +
Troncoconiche

Borbonico

1730-1860

18° - 19°

 

 

Il secolo di attribuzione è quello in cui, nonostante il periodo individuato, sono attribuite le costruzioni difensive in esame, a meno che altra specifica documentazione non consenta una più precisa datazione (cfr. [208] p.21).
Notevole è l'indicazione che il 15° secolo è quello cui è attribuita, ad iniziativa privata o di piccole comunità, la costruzione di Torri a direttrice quadrangolare.
Per ciò che concerne la forma della direttrice, o pianta, in [208] sono indicate le seguenti:

Sempre in attesa di rinvenire riscontri alle ottangolari ([5]* p. 267 nota 241), per l'Isola d'Ischia, questa forma verrà mantenuta, e si profitterà della documentazione di [208] per presentarne esempi, a mo' di completezza informativa; non si hanno viceversa indicazioni per la direttrice esagonale.
Sulla base di queste indicazioni, seguendo anche i modelli visivi forniti in fig.4, si potrebbe effettuare un tentativo di attribuzione temporale dei manufatti dell'Isola d'Ischia, come appresso indicato.
Facendo seguito a quanto riassunto nella Tab. 4, [208] p.20, si riporta dalla stessa fonte il brano seguente:
[208] p. 21:….Si conviene che, senza sufficiente documentazione, si attribuiranno al 13° secolo le torri cilindriche; al 14° le torri a pianta circolare, base troncoconica, con o senza cordolo, corpo cilindrico, molto slanciate nella base e nel corpo; al 15° secolo le torri a pianta circolare, base troncoconica, cordolo, corpo cilindrico, tozze nella base e nel corpo. Pure al 15° secolo verranno attribuite tutte le torri a pianta quadrangolare, in generale private o di piccole comunità, base troncopiramidale, con o senza cordolo, corpo parallelepipedo.
Al 16° secolo verranno attribuite tutte le torri con le caratteristiche del viceregno, pianta quadrangolare, corpo troncopiramidale, caditoie in controscarpa; pure al 16° secolo verranno attribuite le torri di caratteristiche simili a quelle delle torri di difesa costiera dello Stato della Chiesa, della Sicilia, delle masserie fortificate … e le troncoconiche con caditoie in controscarpa.
Queste indicazioni, di larga massima, sono state applicate alle torri dell'Isola, confrontandole con quelle delle Schede della Soprintendenza, in massima parte dovute all'arch. Raffaela Maria Cianciulli, negli anni '80 - '90 del secolo scorso.
Un rapporto dimensionale, che aiuterebbe a distinguere fra l'indicazione generica molto slanciate e quella tozze, è quello che abbiamo chiamato allungamento/schiacciamento - H/D o H/B - già definito in passato: la sua individuazione è, per le Torri isolane, e non solo, complicata dalla natura del luogo prescelto per la loro costruzione, irregolare e molto spesso una rupe, o un gran masso; inoltre, la scarsità di rilievi completi, con disegni quotati, ostacola la individuazione di sicuri riferimenti, ed una generalizzazione dei risultati.
In questa sede, salvo diverso avviso, nei casi in cui lo si ritiene necessario e possibile, per le torri cilindriche a direttrice circolare, si userà per l'allungamento/schiacciamento  il rapporto (H/D)c, nel quale il pedice c indica il corpo della torre, con altezza è limitata alla piazza e non al coronamento.
Le sole Torri per le quali ciò è possibile sono le n° 23, 26, 28, 86, della tabella n° 5 che raggruppa tutti i manufatti difensivi dell'Isola, finora comunque individuati.
La decisione di limitare il calcolo al solo corpo della Torre, è motivata dalla scelta, ovviamente privilegiata, di costruire questi manufatti in siti naturalmente elevati, e su massi rocciosi, il che condiziona la geometria del basamento e della scarpa, e rende difficile l'individuazione di un'altezza totale significativa del manufatto.
Il diagramma di figura 6, per le sole torri già indicate, mostra risultati apparentemente sorprendenti:

Per eliminare ogni ulteriore riserva, per tutti i 5 manufatti ora considerati - i soli del tipo, eccezion fatta per la Torricella, e per la Torre di Battaglino, per le quali non è ancora possibile fare una valutazione di ordine dimensionale - si danno anche i valori separati delle grandezze che compaiono nell'allungamento/schiacciamento.
Cilindrica della Mezzatorre  H = 11,8 m; D = 7,10 m;  (H/D) = 1,67
Cierco                             H = 10,3 m; D = 6,85 m;  (H/D) = 1,50
Costantino                       H = 7,75 m; D = 9,00 m;  (H/D) = 0,86
Torone                            H = 7,50 m; D = 9,00 m;  (H/D) = 0,83
Torrione                          H = 9,30 m; D = 15,30 m; (H/D) = 0,61

Sulla base anche di questi rilievi, e conseguenti rapporti dimensionali, si riterrà che si deve intendere:

Si veda anche la fig. 5 per una presentazione grafica di questa proposta di lettura, dopo aver riflettuto che, com'è chiaro da quanto precede, l'allugamento è essenzialmente una grandezza positiva, di valore maggiore dell'unità; al rapporto, con valori, ovviamente sempre positivi, inferiori all'unità, si deve dare una distintiva corrispondente chiara, schiacciamento.
Nella figura 6, invece è dato un diagramma per il rapporto (H/D)c per le 5 Torri foriane a direttrice circolare.
In Tabella 5 sono inoltre raccolti i dati possibili per 89 manufatti difensivi isolani, fra i quali quelli etichettati con NR (Non Reperiti) e NE (Non (più) Esistenti) sono ben 20 + 19, cioè quasi il 44% del totale.
Questa tabella, riassuntiva di un repertorio di Torri ed altri manufatti difensivi dell'isola d'Ischia, con alcuni toponimi, è per sua natura incompleta, e la sua completa illustrazione è rimandata ad un auspicato momento di chiarificazione globale: essa deve essere letta come uno strumento piuttosto che come un documento.

TAB. 5 >>>>

SIMBOLOGIA GRAFICA ADOTTATA PER I MANUFATTI DESTINATI ALLA DIFESA COSTIERA.
Nella figura 3, per un eventuale uso futuro, si è riportata la tabella di [208] p. 62, che mostra il lodevole sforzo di dare una immediata, più completa possibile, informazione, anche nella sinteticità necessaria, dei manufatti considerati.
All'elencazione presentata in questa proposta, si devono però fare alcune aggiunte, di cui una almeno è tipica dell'Isola d'Ischia: quella delle cosiddette case di pietra, con alcuni esemplari già considerati nella tabella 5.
TAB. 6 - Esempi nominativi di Manufatti per la difesa costiera.

Tipo

Note/Esempio/i per l'Isola d'ISCHIA.

Castello

C. d'Ischia.

Forte

Castiglione?

Fortino

 Erupta

Batteria

Del Soccorso o di P.ta S. Francesco.

Torre

Montevico

Guardiola e Torre-Guardiola

Guardiola di Zale,

Casa torre

Torre Milone.

Residenza castellata

Casa dei Balestrieri.

Palazzo fortificato

Palazzo Piromallo, Palazzo MONTI

Masseria fortificata

Torre di Casa Lombardi

Casa di Pietra

La Preta, La Pietra, Pietra del Turco

Edificio religioso fortificato

S. RESTITUTA, SPIRITO SANTO, S. SEBASTIANO, S. M. LA SACRA, S. M. della MERCEDE

Ricoveri

Bastia, La Frasca

Caselle/Garitte

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Interessante è la porta aperta in direzione degli edifici religiosi fortificati, privilegiando il complesso, senza scorporarne il manufatto difensivo vero e proprio, la Torre.
Tuttavia, non si sono trovati esempi di questo tipo di manufatto.

CONCLUSIONI
Gli elementi considerati in questa Appendice riguardano valutazioni sui manufatti difensivi dell'Isola d'Ischia, come conseguenza di una indagine preparatoria inuno dei censimenti generali più completi sinora incontrati [208], con una applicazione di modelli tipici agli stessi manufatti, sulla base di rapporti dimensionali e non di semplici differenze delle piante degli edifici: il risultato è un nuovo strumento interpretativo, in una chiave di lettura diversa, che viene proposta come riflessione; la scarsità di manufatti isolani, del tipo a direttrice circolare, costituisce una naturale riserva all'analisi quantitativa/qualitativa.
E' particolarmente notevole che, astrazion fatta dall'apparente aridità delle cifre, è l'edificio stesso che si propone così, con la sua morfologia, a dare elementi di sostegno ad analisi volte ad accertarne o proporne una datazione indipendente da documenti cartacei o iconografici, sempre così scarsi ed incompleti.
E' inoltre da sottolineare ancora una volta come, per le torri cilindriche a direttrice circolare, il modello proposto consente di meglio articolare la chiave interpretativa, evitando, come generalmente viene fatto, di considerare in un solo gruppo questi manufatti, attribuendoli acriticamente alle iniziative difensive angioine.
Niente di apparentemente conclusivo dunque, ma la concordanza con la proposta di distribuzione territoriale utilizzata come premessa e parte integrante dell'intera Nota 16, è risultato confortante e non irrilevante, da tenersi in evidenza nella visione generale dello specifico indagato.
Napoli, gennaio 2003.

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