Appendice A

La Piazza di Forio prima e dopo il terremoto


Premessa

Questa appendice tematica, collocata ai margini di quelle dedicate direttamente al Dispositivo, è destinata a raccogliere separatamente elementi di approfondimento conoscitivo sulla Forio del passato, sulla quale hanno profondamente inciso i terremoti di fine ‘800, e segnatamente quello del 28 luglio 1883.
Il materiale raccolto in questa prima parte, è l'unione di quello delle due Appendici A e D che  consideravano separatamente la zona, prima e dopo il terremoto del 28 luglio 1883, e qui raccolto in attesa di un auspicato completamento, che necessiterebbe di acquisire la documentazione sul piano regolatore che il comune foriano elaborò all’indomani del sisma del 1883, affidandone l’incarico all’ingegnere Falco, già incontrato approfondendo la sorte di alcune delle torri foriane.

Documenti
Il materiale documentario disponibile è modesto, ma rappresenta pur sempre una parte della vita foriana che vale la pena di esaminare separatamente per predisporlo all’accoglimento di contributi futuri.
Quanto segue proviene da tre separate fonti:
- La Storia  del d’Ascia, per una interessante descrizione dei luoghi, prima del sisma del 1883;
- la pianta dell’abitato foriano, come risulta dalla carta al 10 000 elaborata per Il Piano Regolatore generale dei comuni di Casamicciola, Lacco e Forio, per la realizzazione dei rioni baracche per i terremotati, e ricavabile da [119], oltre che dai fasci del Fondo Corpo Regio Genio Civile  dell’ASNA;
- [308]: documenti di un contenzioso, protrattosi per quasi mezzo secolo, fra due famiglie che possedevano proprietà contigue, che affacciavano sulla piazza di Forio.
Si legge:

- [5]* p. 369, 370:…Le strade interne di Forio vennero tutte basolate nel 1766, e nel 1864 munite di fanali — II paese ha una rete di vie e viuzze che lo intersecano per mezzo al  compatto fabbricato; però tali strade sono strette e a sghembo, e dimostrano essere state costruite senza regole architettoniche,  e in epoca molto antica — La principale strada è quella della piazza del paese, chiusa  ermeticamente  fra fabbricati e magazzini di venditori diversi, ed ingombrata da venditori di verdura e frutti, che occupano metà del suolo pubblico. Al fianco meridionale di questa piazza s'erge il più maestoso tempio del Comune, del quale terremo parola colle altre chiese; al lato opposto sta una torre, l'ultima che venne edificata  fra le 12 che ad uso dei particolari si costruirono ai tempi delle invasioni — La piazza è lunga circa 79 metri.
     Alle due estremità di questa piazza sono posti, a levante un trivio — a ponente un vicoletto a sghembo — II trivio si dirama nei tre punii cardinali di est, nord e sud.
     La strada a sud s'interna e gira il paese, congiungendosi e diramandosi con altre strade, e traverse di vicoli accorciatoi — L'altra a nord mette in  comunicazione la  piazza  colla marina; ed il paese colla strada di Monticchio che abbiamo già descritta — La terza ad est, di fronte alla piazza, mena fuori il  centro dell' abitato,  verso  la  borgata,  e  le  abitazioni  sparse, e comunica in un punto colla strada di Baiola che si congiunge con quella del Fango.
     Il   vicoletto a  sghembo,  posto  nell'angolo  a  sud dell'altra estremità della piazza, esce su di una piazzetta un po' stretta e succida su cui sbocca il piccolo vicolo, sudicio sempre, che porta anche alla marina per la strada cosi detta del Torrione— Più avanti formasi altro larghetto detto il Pontone, vi sbocca altra via interna detta di S. Antonio Abbate,  che  scende dal lato di mezzogiorno, e traversa la parte d'occidente del centro principale del Comune
    La piazza di Forio è di figura rettangolare, male esposta,perché umida d' inverno;  dominata dal sole d'està nelle ore in cui è più frequentata.

[119]: la carta al 10 000, della quale si mostrerà il dettaglio della piazza, si trova  fuori testo fra p. 70 e 71 del bel libro che raccoglie testimonianze  e dati sul sisma del 28 luglio 1883; la sua lettura, con quella di [37]  e [131], consente di farsi una buona idea di quanto avvenne.

[308]- La strada della Piazza era stata basolata da appena 16 anni (V. [5]* p. 369, ed i signori Pezzillo cominciavano a mettere per iscritto un primo istrumento per accordarsi con i Migliaccio proprietari della Torre, nota oggi come Quattrocchi ed un tempo come Torre Morgera, mentre in questo documento è sempre indicata come Torre di Migliaccio, per costruire su una loro loggia, portandosi sul confine sul lato occidentale della Torre.
Questo documento, datato 1838, consente di documentarsi su un tratto di circa 50 palmi (poco più di 13 m) del lato settentrionale della Piazza.

Napoli, 18 novembre 2007.

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