Note

1) Cervera G. G. - Cronache del '700 ischitano, Melito (NA), Tipolito AMPA, luglio 1982.
2) Di lassù ho potuto constatare che, se non si sa dov’è, la Torricella è praticamente divenuta invisibile, letteralmente soffocata dalla vegetazione: se non avessi avuto il binocolo, ad occhio nudo non sarei riuscito ad intravederla fra la prorompente sterpaglia! .
3) Si è detto che, almeno per lo Iasolino Fornello  è sorgente ad Ischia.

 

 

 

Riferimenti iconografici

Fig. 1 a – La parte meridionale del foglio 8 della mappa catastale di Lacco Ameno : nella particella 92 è posta la scritta Torroncello.

 

Fig. 1 b - Ingrandimento della particella 92, nella quale spicca un elemento a forma di V, che rappresenta un utile elemento per l'individuazione anche nelle figure successive.
In alcune carte turistiche moderne il tratto terminale di Via Oneso  è chiamato  Via Torroncello, ed anche Via Pendio o Pennino.

Fig. 2 – Al rilievo aerofotogrammetrico, è stata sovrapposta in trasparenza  la particella 92. [24], [43], +[A]. In alto, sono riconoscibili l'Ospedale Rizzoli, la scuola media Ibsen, la chiesa dell'Annunziata che circondano la zona della collinetta sulla quale sono i ruderi della Torricella


Appendice 48 - La Torre del Toronciello

           
Premessa
In una precedente raccolta di appunti, sotto il titolo di Appunti per Appendici 46, 47, 48, si erano ordinati brani e considerazioni su tre edifici difensivi del territorio di Casamicciola: la Torre di Francesco Gargiulo, la Torre del Caccciutto il Toronciello.
Come si legge nella copertina di quella raccolta, si era al febbraio del 2003, ed un approfondimento del territorio di Casamicciola era ben lontano da un livello soddisfacente.

Ora, a più di due anni di distanza le cose sono state leggermente affinate, e si vuole approfittare di questo migliore livello conoscitivo per rivedere quella parte di appunti che erano stati raccolti sul manufatto difensivo che sorgeva nella zona da cui ha preso il nome col quale lo si indica in questi: Toronciello.
Si ricordi che la ricerca su questo toponimo e sul manufatto che lo avrebbe originato, è stata motivata dalla lettura del brano seguente:

[24] (1) nota12, p. 213:
Fu un Corbera, Petrillo, a lasciare avanti il 1512, agli Agostiniani il territorio di S. Barbara, a Casamicciola. La chiesa di S. Pasquale era di loro proprietà, come pure la cappella rurale di S. Antonio di Padova. Questa famiglia aveva eretto sull'altare maggiore della cattedrale un beneficio, detto di S. Stefano (nonché di S. Giuliano, S. Urbano e S. Maddalena).  Al beneficio suddetto era legato un cospicuo censo sopra il territorio del Mortito, in Casamicciola. Molto vasto, esso comprendeva in sé due parti principali, la Massaria e il Piano. La prima partiva dal bosco della Via della Corte, per arrivare agli Spalatrielli dei Signori Gargiulo. Il Piano, invece, meglio conosciuto come il Giardiniello, comprendeva tutta la zona, che dalla via vicinale sotto la montagna andava a terminare nel cavone al di là dal Toronciello. Proprio nel Toronciello v'erano i ruderi di una vecchia Torre e due strade, di cui una era riservata al servizio della creta in quella parte, detta Forniello. Tutto questo territorio comprò, antecedentemente al 1663, Francesco Antonio Garriga da Giuseppe e successivamente da Giacomo Linfreschi per 1595 ducati, 495 dei quali andarono all'abate Alfonso Corbera, beneficiato di S. Stefano, per censi decorsi. Il magnifico Antonio Corbera nel 1679 assegnò il territorio Marchetiello, comprato l'anno prima da Tommaso Barbiero, al figlio Giovanbattista che lo lasciò al fratello Stefano, a preferenza degli altri fratelli, tra cui l'abate Alfonso.

Una nuova lettura del territorio
Se dalla Circonvallazione di Lacco Ameno si prende Via Rosario,  giunti a S. Rocco lasciandolo alla sinistra, e proseguendo per via Oneso, si sale per via Toronciello, come ben mostra il particolare di figura 1, preso da una carta turistica.
Giunti alla prima biforcazione si prende per Calata S. Antonio e si dovrebbe essere in zona: credo che sia difficile vedere qualcosa, ma andrò comunque a vedere.
Alle mie spalle, guardando verso il mare, si dovrebbe vedere la Torricella, e poco dopo avere, sempre sulla sinistra, la Sentinela.

Una ispezione in loco
Il giorno 25 agosto 2005, con Pia, ho deciso di cercare di localizzare il Toronciello, cominciando dall’indicazione della via omonima, così come indica la carta turistica, dalla quale si è tratto il particolare della seguente figura (la zona del Toronciello).

La cosa, sulla carta, come già detto, sembra delle più agevoli: giunti all’incrocio del Rosario, a Lacco, proseguire per S. Rocco e di lì, per via Oneso sboccare in via Toronciello.
Così abbiamo fatto, scoprendo che le cose non stanno proprio così, e che la via di quel nome è sconosciuta ai più, per non dire a tutti: alla fine, oltrepassato l’albergo Pace (2), dopo aver ricevuto in dono due limoni da un signore, abbiamo scambiato più di una parola con una gentile signora bloccata sul cancello di casa, che ci ha detto che quella via ha oggi cambiato nome in via Pennino, se non ricordo male, e che essendo sul confine fra i due comuni di Lacco e Casamicciola, anche i numeri civici sui due lati della strada non sono d’accordo fra loro.
Giunti comunque al termine della salita, siamo sboccati in una stretta viuzza, incassata fra muri, case, ed ombreggiata dalla vegetazione molto densa; una attenta e divertita signora ci ha detto che quello è il Toronciello.

Occorre dire che tutta la zona, così come tutta la parte inferiore delle pendici montane dell’isola, è divenuta così densa di abitazioni, pensioni, e tentativi di nuove costruzioni, da impedire una individuazione diretta del territorio; pur con le vie, strette, tortuose ed in forte pendenza, le auto giungono dappertutto: abbiamo assistito a dei veri virtuosismi di manovra da parte di incredibili signore per portar fuori dai minuscoli parcheggi delle loro abitazioni le rispettive quattro ruote!
Ho deciso di digerire questo deludente impatto, e di tornar sui nostri passi, e per via Ebdomade, dopo avere proseguito per una breve affacciata al belvedere della Bellavista, discendere a Casamicciola, e di lì, via bus, tornare a casa.

Conclusioni momentanee
Confesso che, dopo le letture di [24, cit.], e dopo avere vanamente cercato di migliorare la conoscenza cartolaria dei luoghi con l’aiuto della Guida dello stesso autore, pensavo che il Toronciello fosse alquanto più ad oriente di quanto non si è realizzato in questa breve escursione; di lassù non si riesce ad avere una visione della costa che giustifichi la necessità di una Torre, ma, tenuto conto che più o meno alla stessa quota, vi sono le due  Pietra, quella del Turco, nel territorio di Casamicciola, e quella di Lacco – da non confondersi con Fungo, la cosa merita di essere approfondita.

Forio, 26 agosto 2005

 

ADDENDA

Si sono già mostrate le difficoltà di individuare con la necessaria precisione la località della quale il Cervera parla, indicandola come il Toronciello.
Nell'esplorare nelle carte la zona collinare alle spalle degli abitati di Lacco Ameno e Casamicciola, oggi in massima parte sul mare, le varie descrizioni di questo autore, nella sua celebre Guida, non avevano risolto la questione, anche perché in questo lavoro egli non ne parla espressamente: si concludeva che la migliore indicazione era sempre quella iniziale, nel convulso viaggio compiuto da questo autore  in una Ischia  a cavallo dei secoli XVIII-XIX, e cioè:

[24, cit.] pag. 213, nota 12:… …Il Piano…meglio conosciuto come il Giardiniello, comprendeva tutta la zona, che dalla via vicinale sotto la montagna andava a terminare nel cavone aldilà dal Toronciello. Proprio nel Toronciello v'erano i ruderi di una vecchia Torre e due strade, di cui una era riservata al servizio della creta in quella parte detta Forniello.

Un problema è la ricerca delle le due strade, anche perché, mentre chi scrive conosce i luoghi, e vi legge i punti notevoli di riferimento, non così avviene per chi legge, ancora alla ricerca di punti saldi di un'analisi conoscitiva, in perdurante fase iniziale.
Nella seconda delle tre parti in cui si articola questa esplorazione, si sono mostrati due elementi addizionali: una via Torroncello, - in prosecuzione della via Oneso che parte dalla Fundera, appena superato l'ospedale, provenendo da Lacco marina -, e una zona, vagamente indicata con il sospirato nome, al confine fra i due comuni di Lacco Ameno e Casamicciola.
Oggi (2005), l'esplorazione a tavolino, nella fase preliminare dell'indagine, è divenuta più agevole, usufruendo del materiale di [17], [24], [42], [43] (vedi Riferimenti bibliografici).
Rimane sempre la quasi certezza che quel v'erano, riferito ai ruderi di una vecchia Torre, preluda ad un malinconico oggi non c'è più nulla: anche in questa ipotesi, resta la necessità di individuare con precisione i luoghi, per avere una migliore e più completa conoscenza dell'assetto complessivo del Dispositivo.

La località ritrovata
Se si osserva una carta nella quale siano precisati i confini dei territori dei principali agglomerati urbani, corrispondenti agli odierni sei comuni isolani, si vede che il territorio di Lacco, nella sua parte interna, si protende quasi per meridiano, incuneandosi fra il territorio di Forio e quello di Casamicciola: quasi all'apice di questo cuneo, si trovano, a perimetrarlo verso occidente la via Torroncello, e nella parte meridionale vi è una fascia che si estende per parallelo indicata con lo stesso nome.
Per la zona, anche le mappe catastali confermano il nome: dunque, anche se oggi il Toronciellodel Cervera è divenuto un Torroncello, zona/toponimosono individuati.
Ad illustrare ciò che si trova nelle carte si vedano le immagini di fig. 1a-1b, che, in vari documenti aerofotogrammetrici e catastali, esplorano la zona.


Riflessioni sulla nuova lettura

Dato per ora per scontato che non vi siano residue tracce della Torre si cerchi di individuarne induttivamente la posizione, partendo dalla sovrapposizione di fig. 2, per leggere meglio la zona, con un occhio alle altre.
Nella figura indicata, la particella 92 è stata sovrapposta al collage di fig. 1b, individuando così la striscia che conserva oggi il nome di Toronciello/Torroncello, compresa fra le isoipse di 60 e 50 m, che come si vede è molto estesa.  
Oggi, in questa porzione di territorio vi sono due edifici, con quello orientale a cavallo della biforcazione di quelle che si ritengono essere le due strade, di cui una era riservata al servizio della creta in quella parte detta Fornello (3): dei due manufatti, quello dalla caratteristica forma a V, - l'occidentale -, con l'apice a meridione, è un utile elemento visivo di ricerca.
Nell'immagine satellitare del 27/07/04 [24], questo edificio sembra essere composto di una casa nella parte occidentale, e di più cortili alle estremità, a meno che non si tratti di costruzioni di altezza inferiore.
Per migliorare l'acquisizione della zona, la biforcazione delle due vie ha coordinate approssimate:
x = 496876,1; y = 4511267,4; e quota di  60,82 m.
Si ritiene che delle due strade, quella che menava verso la creta sia la diramazione orientale, verso le zone di Casamicciola che della creta serbano il nome.


Conclusioni
Allo stato, non sembra di poter aggiungere altro: si è individuata una zona, corrispondente alla particella 92 del foglio 8 del mappale catastale del comune di Lacco Ameno, che è indicata col nome di Torroncello, al margine inferiore orientale della quale vi è un bivio: si propone il tutto come ciò di cui parla il Cervera; resta da individuare una traccia, sempre che sia possibile, per una Torre o suoi ruderi, o memoria di essi.
In questa fascia di territorio, disposta praticamente per parallelo, non sembra vi siano punti preferenziali, in base a quote o particolari orografici, che si presentino come elettivi per ubicarvi un edificio difensivo; non danno migliori indicazioni né la carta del ROT, che non mostra costruzioni in quella porzione, né altre disponibili, più antiche o moderne: si lascia quindi a future più precise indicazioni la possibilità di vedere qualcosa di più definito in questa finestra, come tant'altre, lasciata ancora aperta.

Napoli, 29 dicembre 2005

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