Appendice 42 - Batteria Stufe d'Arena

 

Premessa

Nelle Sezioni, Appendici, della Nota 16, dedicate a manufatti del tipo batterie e fortini, si è sottolineato come siano molto scarse le informazioni relative, che si possono sinteticamente indicare cercate nei seguenti filoni:
a) avvenimenti  - fatti d’arme - guide;
b) iconografia cartografica;
c) iconografia artistica/fotografica;
d) ruderi ancora esistenti.
Nello specifico, si può affermare che:

Da questo breve esame scaturisce che qualcosa nell’iconografia si può rinvenire, cosa che riesce possibile nel caso presente, che è, allo stato, l’unico positivo per l’intera Isola.

1. Fatti d’arme relativi alla batteria.
In varie parti di questa Nota 16, e nell’Appendice 34 rev. 2004, si è parlato e discusso degli avvenimenti che alla fine del giugno 1809 hanno coinvolto questa postazione, della quale, peraltro, niente di specifico riesce di trovare descritto su struttura, distribuzione dei servizi, armamento.
La sola cosa che sembra certa è che la comandasse un italiano, un tal Starace [5]* p. 223; dubbio è che fosse armata di quattro insignificanti cannoni [5]* p. 223, visto l’uso che generalmente si fa del numerale utilizzato.
Dove fosse di preciso questo manufatto si discuterà nel paragrafo seguente.

Una batteria  dal nome incerto MeMM
Mentre altre batterie isolane hanno avuto il battesimo nominativo, almeno con riferimento alla loro posizione geografica, legandolo a toponimo notevole, solo in [51] tale scelta è seguita anche per il presente manufatto, leggendosi infatti:
[51] p. 238:…  Dal primo rilevamento I.G.M. dell’isola abbiamo tratto il seguente elenco e stato delle postazioni….batteria di S. Restituta, diruta….
in altri casi l’indicazione è molto più generica, trovandosi:
[5]* p. 223: …La batteria alla marina di Lacco, piazzata sotto il promontorio di Vico…
[57] p. 204:…Per mareverso Forio…il luogo dove stavano un tempo i fortini militari…
che il luogo fosse sufficientemente indicato lo testimonia anche il fatto che Per mare il Cerveraz sta guidando, nel 1959, il turista da Lacco verso Forio, e subito dopo indica la spiaggetta di Varùlo: ma si tratta di una zona densa di indicazioni nominative, a significarne indirettamente l’importanza, e pare che l’A., sempre preciso, essendo un profondo conoscitore dell’Isola, voglia evitare di indicare un nome per il manufatto; sorprende anche il plurale fortini.
La batteria fra carte e dipinti
Come detto, la ricerca di un documento che rappresenti visivamente  manufatti del tipo considerato, è l’ultima spes, tentando di trovarne traccia in rappresentazioni paesaggistiche rivolte, in genere, ad altri elementi notevoli delle coste isolane; nello specifico questa indagine si basa su:

Come si vede si tratta di un complesso di 6-7 documenti che coprono un arco di tempo che va dal 1817-19 fino al 1968; si sono escluse dal novero delle carte le recenti dell’IGM  in quanto non vi  è alcuna traccia né di costruzioni né di toponimi che riguardino l’edificio.
Le didascalie che accompagnano le cinque figure di questa Appendice sono tutto ciò che, allo stato, è possibile annotare.
Ancora una volta, oltre ai pochi schizzi che si riesce a ricavare dalle rappresentazione cartografiche, si devono ricordare gli esempi tuttora esistenti nel vicino isolotto di Vivara, reperibili anche in rete, per guidare non solo la ricerca, ma anche l’accettazione di queste proposte deduttive.
La batteria, qui detta delle Stufe d’Arena, consisteva di una piazza cinta da un parapetto in muratura, o di terreno foderato esternamente di pietra, forse con cannoniere e non una semplice barbetta, anche se la lettura dei documenti iconografici non consente di risolvere con certezza la questione. La riservetta, e quello che veniva chiamato deposito di giuochi d’arme, potrebbero anche aver trovato posto in ricoveri scavati nel retrostante costone.
Per quanto concerne l’armamento, infine, non si ha che l’indicazione, che si può purtroppo interpretare anche come generica, di quattro bocche da fuoco di calibro non rilevante, e quindi ipotizzabile ben al disotto delle 24 libbre.

Conclusioni
Per la batteria  in oggetto, non si ha certezza nemmeno del nome, essendosi trovato come detto, indicazioni generiche o dedotte da altri manufatti notevoli della zona, e diversamente da quanto reperito nella documentazione consultata, si è preferito riferirsi alla più prossima delle strutture termali. Nei documenti citati si trova invece:
[5]* p. 223: …batteria alla marina di Lacco, piazzata sotto il promontorio di Vico(1867);
 [51] p. 238:…  Dal primo rilevamento I.G.M. dell’isola (1872)….batteria di S. Restituta, diruta….;
 [57] p. 204:…Per mareverso Forio…il luogo dove stavano un tempo i fortini militari…(1959).
Come proposta di approfondimento si sono indicati tre quadri, che mostrano la zona nella seconda metà del 1800, e per due di essi nell’ultimo quarto di quel secolo.
Purtroppo, già da una ventina d’anni, la batteria era indicata come diruta, ed anche se i documenti scritti non lo dicono esplicitamente, la cosa può ragionevolmente essere retrodatata al 1809 quando gl’inglesi…abbatterono le batterie [5]* p. 224; i quattro cannoni, sempre che tale sia stato il loro numero, insignificanti o meno, dovrebbero aver seguito la sorte di quelli delle altre postazioni del genere, quando sempre gli inglesi li smontarono…e rompendone le maniglie gli gettarono a mare..[5]* p. 224.
A voler testimoniare e proporre che i luoghi conservano memoria, diretta o meno, del passato, la figura 5 mostra della zona un particolare di un rilievo aerofotogrammetrico del 1968, alla lettura del quale guida la didascalia della stessa.
Napoli, 15 maggio 2004.


Carta del ROTFig. 1 – Nel particolare della carta del ROT, ricavato da [131], la zona della batteria appare densa di nomi, fatto che potrebbe motivare i diversi nomi con la quale la si è trovata indicata: batteria sotto il Monte di Vico [5]*, Batteria di S. Restituta [51] p. 238. Ad evitare ogni confusione, si è preferito riferirsi ad essa come alla Batteria delle Stufe d’Arena.

 

 

 

 

 

 

 

CorrodiFig. 2  – Due quadri di Salomon CORRODI, rispettivamente del 1874 e 1875 ([247] pp. 133 e 134). Il secondo, in [249] è datato 1874.
Nel primo, la zona è vista da occidente, ed il parapetto della Batteria è in primo piano nel blocco di costruzioni visibile sulla destra; l’angolo formato dalle due pareti è visibilmente ottuso. Notare la breccia sulla parete occidentale; le aperture dalle quali fuoriescono degli sterpi sulla parete settentrionale potrebbero essere state quelle di cannoniere, ma la cosa è dubbia.

CorrodiNel secondo, la vista è viceversa da oriente, e la Batteria è visibile in basso sulla verticale della Torre di Montevico, della quale si apprezza la scala di accesso, del tipo a rampa unica alleggerita; si nota anche che la merlatura del lato orientale appare essere non integra.

 

 

 

 

 

BinyonFig. 3 - La Batteria delle Stufe d’Arena in un quadro di Edward Binyon (1827-1876), vista ancora da occidente: notare oltre alla grande breccia nella parete in primo piano, il sentiero di accesso sulla destra, sul quale il pittore ha raffigurato un contadino con un cofano in testa, ed una donna sullo sfondo, con altro carico retto anche questo con la mano sinistra. Questo accesso avviene da mare dalla spiaggetta che precede, andando verso occidente, quella di Varùle, nella quale sono una ragazza ed un giovane col tipico cappello rosso notato da tanti visitatori.
L’area della batteria appare ingombra da terreno, verosimilmente franato dalla parete retrostante. La piccola apertura sulla parete occidentale appare troppo ben squadrata per essere occasionale, anche se è rivolta dal lato della spiaggetta.
L’angolo fra le due pareti del parapetto appare qui essere più retto che ottuso, come risultava nel primo dei due quadri di Salomon Corrodi mostrati in fig. 2.

 

Fig. 4 – Un disegno di Carl Rottmann, trovato in rete, mostra la zona della Torre di S. Restituta, consentendo di posizionarla rispetto agli edifici sullo sfondo, visibili nei quadri di Corrodi e Binyon. Nonostante l’attenzione sia qui rivolta alla Batteria, non visibile in questo disegno, non si può fare a meno di notare l’aspetto imponente della Torre, rammaricandosi degli i
nterventi post terremoto del 1883, che l’hanno ridotta al modesto aspetto attuale

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