Appendice 92

Torre cilindrica della Mezzatorre

Premessa

Come è noto nell’Isola d’Ischia, poche sono le Torri dette, impropriamente, cilindriche, intendendosi per tali quelle a direttrice circolare. Le superstiti, tranne la Torricella in Lacco e la Torre di Battaglino a Panza, sono tutte in Forio: Torone, Torre del Cierco, Torrione, Torre di Vico Costantino; con qualche residua traccia di quelle Castello a Roccia, a S. Vito,edi  Cigliano al Cierco.
A chi si domandi perché, dopo questa precisazione, si mantenga un’indicazione erronea nel titolo di questa Appendice, non resta che rispondere che, ciononostante, essa si presta ad indirizzare il pensiero del lettore in una particolare direzione. Basti riflettere sull’impatto che si sarebbe prodotto se si fosse voluto utilizzare un’etichetta più precisa, come Torre tronconica a direttrice circolare della Mezzatorre.
Per chi, conoscendo la struttura comunemente chiamata Mezzatorre, ha in mente qualcosa assimilabile, almeno in parte, ad un tronco di piramide, il distinguo è comunque immediato, anche nella forma non corretta del titolo.
Accettato quindi, con le riserve cennate, il titolo di questa Appendice, si deve ancora riflettere sul fatto che, oggi, quasi nessuno ha coscienza che nel complesso alberghiero della Mezzatorre vi sia, ben evidente, - anche se quasi completamente inglobata, più che nelle strutture della più recente Torre Regia, in quelle dell’intero complesso oggi visibile -,  una antica  torre a pianta circolare.
Senza il contributo, poco o nient’affatto conosciuto, dell’arch. Mezzasalma e dei suoi collaboratori [74], è difficile pensare e vedere un’altra Torre posta a guardia della baia di S. Montano,  - certamente inserita nel Dispositivo, grazie al collegamento, più o meno diretto, con la Guardiola di Zale -; anche il complesso alberghiero sfugge ad un inquadramento del genere, tanto la destinazione odierna ed i tanti interventi subiti hanno snaturato il massiccio edificio tronco piramidale a pianta quadrata, al quale è comunemente dato il nome di Mezzatorre.
Nessuna Scheda nel Catalogo della S., e quindi niente anche in [15]; pure in [51], il complesso della Mezzatorre non trova il minimo spazio.
Ne parla invece il Johnston-Lavis[131], nella sua minuziosa indagine sui danni dei terremoti del 1828, 1881 e 1883, limitandosi però alla sola torre regia.
Quasi tutto ciò che ne ho finora raccolto è contenuto nella Nota 11 dell’aprile 2001; in quella 13, ultimata nell’autunno successivo; negli appunti dell’Appendice 18 del maggio dell’anno 2002; ed infine, nell’Appendice P, dell’aprile 2003.
Se si prepara questo specifico appunto, è per dare ancora una volta la giusta evidenza a questo manufatto, certamente uno dei più antichi superstiti dell’Isola, e per effettuare una specifica riflessione su di esso; l’occasione consente anche di riunire in uno solo, buona parte delle parti essenziali di diversi documenti.

Scarse informazioni
La zona  ad occidente della baia di S. Montano, è tutto sommato scarsamente trattata nella bibliografia consultata, e, per la grande varietà dei nomi utilizzati per il massimo edificio difensivo della zona, per me fonte di grandi, passate,  incertezze, dovute a dubbi nella collocazione di toponimi di questo territorio.
Si ricordino, al riguardo, i nomi seguenti:

- Mezzatorre;
- Torre della Cornacchia;
- Torre di Zale;
- Torre di Zaro;
- Torre di Zole;
- Torre degli Invalidi;
- Torre di S. Montano;

tutti, e non i soli, nomi dello stesso edificio, ben inteso utilizzati per il complesso che oggi è noto essenzialmente col primo di essi.
Per porre un punto fermo, anche se è già stato chiarito da quanto precede, si parlerà di complesso della Mezzatorre quando ci si riferirà all’insieme della Torre regia a pianta rettangolare, e della più antica Torre a pianta circolare, inseriti nel nuovo contesto residenziale, prima, e turistico-alberghiero, dopo: qui si intende parlare solo della seconda torre, prima in ordine di tempo.

Il contributo fondamentale del Mezzasalma
Il contributo dell’architetto Mezzasalma e dei suoi collaboratori, essenziale per l’individuazione del manufatto, è sinteticamente ma ottimamente racchiuso nelle prime sei righe di [74]:

[74] p. 1 :.. Sulla punta di San Montano, a picco sul mare, isolata in sette ettari di verde incontaminato , si erge la Mezzatorre, un composito edificio che consta di diversi corpi di fabbrica di epoche differenti.
Il nucleo originario della costruzione, facilmente riconoscibile, è una torre circolare, che, allo stato, sporge per metà dal prospetto ovest della costruzione…

Si tratta apparentemente di un corpo cilindrico a direttrice circolare.
Il lavoro  esaminato non si limita a considerazioni di ordine generale, ma del complesso e dei suoi componenti, dà sezioni, viste e spaccati, in scala e quotati, già in gran parte mostrati in altre parti di questi appunti.
Mentre i dati numerici, evidenti in [74], e quelli ricavati direttamente, sono raccolti nel paragrafo loro dedicato, si può affermare che dell’antico edificio rimanga, sia pur rimaneggiata, la sola parte inferiore, come mostra anche il brusco variare dello spessore della muratura, da 1,2 m alla quota di impianto – primo piano sottoposto, alla metà circa al piano terra e superiori.
Dell’antica struttura sembrano pertanto sicuramente sopravvissuti i soli 5,90 m compresi fra queste due quote: probabilmente circa la metà dell’antico manufatto, poiché non è detto che la ricostruzione della parte superiore, sia stata di altezza pari alla originale, ma piuttosto adeguata ed accordata con quella della nuova Torre a pianta quadrata, e/o dell’intero complesso.
Attualmente la Torre  a pianta circolare è divisa, in elevazione, in 3 piani, di altezze interne di circa 5 - 2,5 - 2,5 m, procedendo dal basso verso l’alto.
Solo un’indagine ed un rilievo approfonditi potevano restituire a nuova vita l’antica struttura difensiva: essa infatti  non figura in alcuno dei documenti cartografici, a partire da quello celebratissimo del 1586, né mi è capitato di trovarla indicata come tale, al contrario di quanto avviene per un preesistente edificio in parte utilizzato per la costruzione della vicina Torre di Montevico.

Geometria della Torre
Nonostante della Torre in [74] siano dati, prospetti, piante e spaccati, è bene fornirne nuovamente le dimensioni, desunte da quelli per lettura sulla base delle scale indicate, che potranno esser lievemente differenti da quelle presentate in altre parti dei nostri appunti.
In particolare in  Appendice M, si diceva:

Appendice M - … niente da eccepire per la torre a pianta circolare inglobata nel complesso della Mezzatorre, salvo ad aggiungere che il rilievo del Mezzasalma e suoi collaboratori, [74], la mostra leggermente rastremata, onde sarebbe da inserire, a rigore, nelle tronconiche; qualche incertezza, anche in questo caso, sulla parte basale. In conclusione, salvo diverse indicazioni, si può ragionevolmente ritenere che questo manufatto sia il più antico dell'Isola pervenuto sino a noi, databile al 13° secolo.

Quanto sopra, logicamente, tenuto conto dei manufatti conosciuti.

Le dimensioni rilevate sono:
- 1° piano sottoposto a quota 15,75 s.l.m.;
- pianterreno a quota 21,65 m s.l.m.;
- piazza a quota 26,95 s.l.m.;
- coronamento a quota 28,25…27,55 m s.l.m.
- altezza max : 11,80 …11,20  m
- diametro esterno max, alla quota di 15,75 m s.l.m.: 7,10 m
- diametro interno, a quota 15,75 m s.l.m: 4,70 m
- spessore muratura, a quota 15,75 m s.l.m. = [(7,10-4,70)/2] = 1,20 m
- spessore muratura a quota 21,65 m s.l.m  » 0,60 m
- allungamento: (11,8…11,2)/7,10 = 1,67…1,57 il che la pone fra le torri molto slanciate (V. fig. 5 e 6 di Appendice M, qui ripresentate in fig. 7).
- pendenza del paramento esterno » 1,5°

Il solo documento iconografico, che conosco, in cui si veda il complesso della Mezzatorre del XIX secolo, è quello di Ferdinando Mastriani, dal quale è tratto il particolare che, in fig. 8, rappresenta la Mezzatorre con il corpo sovrapposto, merlato anch’esso. Purtroppo, dato l’angolo visuale di questa raffigurazione, niente può vedersi della preesistente torre a pianta circolare.
Si  tratta comunque della più vecchia testimonianza del genere.
Piuttosto lontano dalle vie di comunicazioni, - come mostra la fig. 4, fotografia scattata da un percorso stradale aperto solo nel XIX secolo -, e ben visibile soltanto dal lato mare, o direttamente dalla spiaggia di S. Montano cui non era molto agevole giungere, questo edificio non ebbe la dovuta attenzione dei tanti artisti, che si limitarono, a partire dal XVIII secolo, a fissare nelle loro opere le vicine costruzioni della Villa Arbusto, Palazzo S. Montano, Torre di Montevico, Chiesa e Torre di S. Restituta.

Sui recenti proprietari della Mezzatorre
Quanto segue è quasi integralmente ciò che è contenuto al riguardo nell’Appendice 1 della Nota 13, e rappresenta solo un piccolo segmento della storia del possesso e della gestione dei manufatti difensivi prossimi alla Cornix,- antico toponimo della Cornacchia, che si è trovato anche tradotto in…Cornice (!)-.
All'annotazione dei pochi, ma interessanti, nuovi elementi, allora emersi da [91], si premetteva un brano della Nota 11:
Sulla Mezzatorre, fino a poco fa, di poco approfondita conoscenza, con le migliorie dovute all'opera del Mezzasalma e collaboratori [74], vi sono questi contributi insperati su altri proprietari: la Duchessa di Rancidello e di Acquaviva precede (?) così il barone Fassino.
In che ordine, a datare dal 1827 (data a partire dalla quale probabilmente la Torre Regia passò a privati) si siano succeduti i proprietari non so; posso elencare in un, supposto o proposto, ipotetico ordine:

Un catalogo
La lettura del Catalogo distribuito in occasione di una celebrazione - ricordo di Luchino Visconti, tenutasi alla Colombaia il 22 settembre 2001, e portatomi da PIA, consente di ricavare alcune notizie interessanti, che riporto contestualmente, prima di ogni relativo commento.

[91] pag. 55:…Luigi Patalano (1869-1954)…insigne giureconsulto foriano…Di famiglia benestante, che vantava tra le altre proprietà anche quella de "la Mezzatorre"…- verso la fine dell'800 - commissionò la costruzione della Colombaia, le cui volte e merli intendevano riprodurre quelli di un castello medievale ammirato durante un viaggio in Francia. La consulenza dell'architetto Roberto Pane garantì il buon esito del progetto…
Nel 1938….Luigi Patalano…fu costretto a vendere la Colombaia e la Mezzatorre al barone Fassini…
Luchino Visconti…verso la fine degli anni '50…dopo mille insistenze persuase il barone Fassini a vendergliela (la Colombaia)…

Successivamente, la Colombaia cambia proprietà:

[91] pag. 59:.. con atto di compravendita del 25 settembre 1991- alla Società "Torre di San Montano" s.r.l., un gruppo privato che mirava a fare della Colombaia un albergo di lusso…

La vicenda de la Colombaia, che è servita per ottenere altri elementi sulla vicina Mezzatorre, si conclude a favore dell'Amministrazione comunale di Forio, come indicato sempre in:

[91], pag.59:.. (con) atto di compravendita e transazione definito con la Società "Torre di San Montano" l'11 febbraio 1998.

La lettura del Catalogo non contribuisce a lumeggiare completamente la lista dei proprietari de La Mezzatorre, nel periodo 1827 - fine '800, quando iniziò la costruzione de La Colombaia, ma individua nel 1938 l'acquisto di essa e della vicina Colombaia, da parte del barone FASSINI.
La Società "Torre di San Montano" subentra al Fassini, in epoca non sicura, ma certamente compresa fra il 1938 ed il 1991.
Tenuto presente ciò che si è letto a proposito delle ispirazioni tratte dal Patalano, nei suoi viaggi in Francia, e sulle somiglianze architettoniche fra la Colombaia e la Mezzatorre, non si sa se ipotizzare che elementi presenti nella seconda siano stati trasferiti alla prima - come potrebbe aver proposto, per una certa continuità architettonica, il Pane - oppure, se le trasformazioni dei due edifici siano contemporanee, e dovute al Patalano.
In particolare, voglio indicare la presenza dei finestroni archiacuti in ambo le costruzioni,
ricordando anche ciò che ne dice il Mezzasalma [74], introdotti anche nella ricostruzione della vecchia torre a pianta circolare.
In merito infine al succedersi dei proprietari della Mezzatorre, un nuovo percorso, corretto anche nel nome del Barone, potrebbe essere:

Un'ulteriore informazione circa l'uso che si faceva dei due edifici - la Colombaia e la Mezzatorre - si trova, sempre nello stesso catalogo:

[91] pag. 53:…La Colombaia, che era la seconda casa dei marchesi Fassini, allora proprietari anche dell'edificio che adesso è un albergo…

che i Fassini fossero marchesi o baroni, poco importa nello specifico, anche se vale la pena di indicare le due diverse indicazioni circa il grado di nobiltà di questi ricchi possidenti.
Un'altra annotazione, è quella che fra i proprietari della vicina Villa Arbusto, vi furono anche gli Acquaviva, ciò potrebbe condurre a ipotizzare che alla messa in vendita della Mezzatorre, essi ne abbiano acquistato la proprietà.
Si legge, infatti per Villa Arbusto:

[51] pag. 45:…il palazzo Acquaviva (oggi villa Arbusto)

[51] pag. 227:…nel 1789…il nuovo proprietario don Carlo Acquaviva duca d'Atri…Dopo un breve passaggio alla Contessa di Conversano (1805)…

[15] pag. 150: …Villa Arbusto, che risale al 1698…Nel 1805 vi abitava la contessa di Conversano erede del Duca di Acquaviva…

Quindi Don Carlo era duca; della duchessa di Rancidello però nessun'altra traccia, finora: il periodo della presenza in zona degli Acquaviva sembra però essere stato quello che va dal 1789 al 1805, quando la Mezzatorre era ancora Torre Regia, il che lascia la porta necessariamente aperta per successive indagini.
Tracce di una famiglia Acquaviva si trovano, (V. [22]), in S. Agata dei Goti E CASERTA VECCHIA.

In [9] pag. 144, si legge:… Nel '600…una masseria, citata nei documenti con la denominazione "L'Arbosto". Nel 1785 viene acquistata dal duca d'Atri, Carlo d'Acquaviva, un nobile abruzzese…

Una piccola differenza nelle date: 1785 in [9], e 1789 in [5], per la comparsa sulla scena di Don Carlo; l'origine abruzzese, ma nient'altro.
Non è dato ancora sapere quale di questi proprietari, ed in quale data, mise mano alla ricostruzione della vecchia Torre, che si deve pensare mancante della parte superiore, ciò che fa dire a Mezzasalma:
[74] p. 2:…forse la torre circolare in rovina ha dato luogo al toponimo mezzatorre?...
Si deve sottolineare, ancora una volta, che in [51], molto stranamente, la Mezzatorre non figura né come tale, né come albergo e nemmeno come Torre, mentre tanto vi si parla del vicino Baluardo.

La scheda

Tentativo di raccogliere quanto disponibile nella forma utilizzata un tempo dalla S., ricordando che per il complesso della Mezzatorre, allo stato, un documento del genere, manca.

Provincia e Comune: Napoli – Forio
Luogo: Lato occidentale della baia di  S. Montano..
Oggetto: Torre a pianta circolare nel complesso della Mezzatorre.
Catasto: s.n.n.
Cronologia: probabilmente, XIII secolo.
Autore: Ignoto
Dest. Originaria: probabile Torre di avvistamento.
Uso attuale: parte del complesso alberghiero della Mezzatorre
Proprietà: Società Torre di S. Montano
Vincoli: Leggi di tutela P.R:G. e altri: non risultano vincoli.

Tipologia edilizia – caratteri costruttivi
Pianta: circolare.
Coperture: attuale, piana a terrazza.
Volte e solai: volta a cupola a pianterreno; solai piani a secondo, terzo livello e copertura..
Scale: non esistenti: alla torre si accede oggi mediante scaleesterne ad essa, realizzate nello spessore della muratura della vicina torre quadrata, o mediante accessi diretti ai piani superiori.
Tecniche murarie: Muratura in pietrame di tufo e pietra lavica, per la parte basale; non nota quella delle parti superiori.
Pavimenti: Basoli di piperno a pianterreno; non nota, ma sicuramente di tipo moderno, quella dei livelli superiori.
Decorazioni esterne: due finestroni archiacuti, verso occidente, dei quali il superiore comprende il secondo e terzo livello; merlatura al coronamento.
Decorazioni interne: s.n.n.
Arredamenti: s.n.n.
Strutture sotterranee: s.n.n.

Descrizione
Attualmente la Torre è inglobata per circa il 60% nel complesso alberghiero della Mezzatorre che comprende anche la Torre Regia a pianta quadrata, fuoriuscendone dal lato occidentale.
[74] p. 1:…L’unico ambiente inalterato di questa torre è il livello di terra, coperto a cupola e pavimentato con basoli di piperno, mentre superiormente sono stati realizzati altri spazi separati da solai piani

Note costruttive. Notizie storico-critiche
Disegni e rilievi: Rilievi quotati in [74].
Mappe: --
Documenti vari: Fotografie: da [18] ≤ 1930;  rete; [A], 2001.
Relazioni tecniche: --
Riferimenti altre schede: ---

Vicende Costruttive – Notizie Storico-critiche
La torre fu probabilmente costruita nel 13° secolo, sulla cima del promontorio che fiancheggia dal lato occidentale la baia di S. Montano, nei pressi della Cornacchia, per avvistamento e collegamento.
Data la sua eccezionale posizione strategica, essa risulta in collegamento visivo con la Guardiola di Zale, e poteva forse offrire un temporaneo ricovero a coloro che presidiavano il facile approdo della vicina baia.
Non si hanno notizie di azioni militari svolte dalla torre, o che l’abbiano coinvolta direttamente.

Sistema urbano: isolato.

Rapporti ambientali
Inizialmente isolata, alla torre inglobata nel complesso alberghiero della Mezzatorre si giunge alla fine di un viale privato che si apre su un tornante del vecchio tracciato della SS 270. (V. fig.4), cui si accede attraverso un ingresso che per forma e decorazioni si rifà all’edificio principale.
Un tempo, dallo stesso accesso, era possibile prendere dei sentieri che conducevano alla Guardiola di Zale.
In [74] (1982) si indica in 7 ettari l’estensione del verde in cui si erge il complesso della Mezzatorre.
Compilatore della Scheda: Vincenzo Belli (maggio 2003).

Conclusioni
A chiusura di queste scarne note, occorre solo confermare le due annotazioni principali di questa Appendice:
- molti manufatti appartenenti in passato, a vario titolo e funzione, al Dispositivo, sono sicuramente ancora presenti, ma talmente snaturati o nascosti, che salvo fortunate e fortuite eccezioni, rimarranno ancora chissà per quanto tempo sconosciuti ai più: è questo il caso della Torre oggetto di questo Appendice, senza i rilievi del Mezzasalma e dei suoi collaboratori, non sarebbe certo venuto in mente ad alcuno di collegare la tondeggiante struttura, emergente dal lato occidentale del complesso alberghiero della Mezzatorre, ad una antica torre,sicuramente una delle più antiche superstiti del territorio isolano;
- mancano documenti iconografici che illustrino la zona, e pertanto l’edificio, che ne testimonino l’aspetto prima degli interventi moderni: forse negli archivi familiari dei Patalano esiste qualcosa, forse presso qualche collezione privata, forse un collezionista di cartoline….speriamo!
Napoli, 5 maggio 2003.

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