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Appendice 37 - Torre Vecchia a Tagliavite


           
Premessa
Pensavo che sarebbe stato difficile aggiungere qualche ulteriore edificio a quelli già indicati sinora nell’intero territorio dell’Isola come parte del Dispositivo, quando la lettura di [514 – Morgera, Le Torri di Forio, 1943] ha gettato nuova linfa nelle ricerche, proponendo una nuova direttrice, altre denominazioni per quelle già  note, e conferme di tracce sinora senza positivi riscontri.
Ad una nuova torre ed una nuova zona è dedicata dunque la presente Appendice.
1. Un riferimento ed una zona sconosciuti.
Come detto in premessa si legge in [514, cit.] che a Forio, fra le altre, vi sarebbe stata anche: - …la torre “Vecchia” a Tagliavite….

Si ricorderà che una Torre Vecchia, nella zona di Fiorentino  a Panza, si è inserita nelle tracce di edifici del Dispositivo, a seguito della lettura della celebre carta del Visconti  [223 – Carta Topografica e idrografica…)], attribuendole l’Appendice 28.
Non avendo elementi per individuare la zona di Tagliavite non si aveva la possibilità di escludere una diversa denominazione di una stessa porzione di territorio; il prof. Agostino di Lustro mi ha però detto che Tagliavite è un territorio collinoso che si trova a levante della SS 270, ed a meridione di quella di Piellero: sembra però che il territorio sotto questo nome sia molto più vasto estendendosi anche a nord della via di questo nome e dell’omonima zona.

Ricerche
Data la preziosa indicazione sulla zona di Tagliavite si è cercato di trovarne conferma, esplorando varie carte [223, cit.], [42], [43],individuando una zona grosso modo corrispondente a quella indicata da AdL nel catastale F 21 di Forio.
Nella fig. 1 è ben individuabile la Strada vicinale Campo o Tagliavite.
Si tratta di una via che attraversa una zona piuttosto tormentata orograficamente che, partendo da quella che oggi è indicata come Via Piellero, piegando verso meridione, con andamento grosso modo NO – SE,  porta a con giungersi con la via  Cava del Campo  che per meridiano proviene dalla chiesa di S. Lucia a MONTERONE, correndo per buona parte parallela a Via Casa D’Ascia, dove si trova la Torre omonima, cui è stata dedicata l’Appendice 106.
Ho qualche riserva sulla corrispondenza con le moderne denominazioni delle vie con quelle di [43].
La quota alla quale la Via Cava del Campo e Via Vicinale Campo o Tagliavite si  intersecano è di circa 78 m.
Nell’altra iconografia consultata nessuna indicazione utile è rintracciabile.

Alla ricerca di Tagliavite
Chiarito in qualche modo il quadro, il mattino del 18 luglio 2009, ho deciso di cercare di localizzare la zona di Tagliavite, percorrendo la Via Cava del Campo, provenendo da S. Lucia  a Monterone.
In circa un’ora sono rientrato a casa per Via Morgera, dopo aver attraversato la SS. 270, dopo aver raggiunto S. Lucia,percorso Via Cava del Campo, proseguendo poi per Piellero, dopo una capatina a S. Antuono.
Per dichiarazione di un agricoltore della zona, che dirigeva per Forio insieme alla moglie a bordo della sua motoretta, la zona di Tagliavite sarebbe quella che si stende negli immediati dintorni della convergenza delle due vie Via Cava del Campo e Via Vicinale Campo o Tagliavite, ma di torri nessuno dei consultati, sa qualcosa.
In fig. 4 qualche testimonianza visiva dell’esplorazione.

La Torre!
Il giorno  seguente, 10 luglio 2009, ho deciso si dirigere per la zona localizzata, iniziando questa volta la salita da Via Casa D’Ascia, che in passato ho percorso non oltre l’edicola di S. Anna, a poca distanza dalla Torre della zona, anche se con molte riserve su un risultato positivo, ma nella speranza di avere almeno una migliore visione, dall’alto, del territorio.
Purtroppo, Via Casa D’Ascia, percorse poche decine di metri, oltre la traversa ov’è l’edicola di S. Anna, termina in un piccolo spiazzo ove si aprono  alcuni cancelli.
Ho pertanto invertito la marcia, dirigendo per ripercorrere, ma in salita, la strada di Piellero, per poi piegare per la Morola (v. Fig. 5).
Dalla stradina che si inerpica sulla Mortola, dopo un primo tratto incassato fra mura e case, la vista sui apre su Forio, spaziando dal Caruso all’Imperatore.
Le torri chiaramente visibili di lassù sono, da meridione a settentrione: Torone, Milone, Torrione, Cierco (v. fig. 6).
Continuavo a salire, senza speranze di migliorare la vista della zona di mio interesse, quando ho intravisto un agricoltore che stava caricando del fogliame sulla sua motoretta, accanto a molto pane secco per i suoi animali: l’ho interpellato, mettendolo al corrente del mio obbiettivo e dell’esperienza del giorno prima.
Secondo quanto mi ha detto il signor Colella, - questo il  cognome del signor  Giacinto, l’agricoltore- Tagliavite è territorio ben più esteso di quanto credessi, e pur non avendo mai sentito parlare di Torri nella zona, si è offerto di accompagnarmi dalla figlia di una donna della zona, che a suo dire poteva aver sentito qualcosa dalla madre, morta da tempo quasi centenaria.
Ho preso posto sulla sua motoretta, e poco dopo siamo giunti in una zona che è in Tagliavite,e si trova alle spalle del termine dell’erta di Via Casa D’Ascia, in via Cava del Campo: in sostanza dall’altra parte dello spiazzo nel quale mi ero arrestato poco tempo prima.
In pratica, nonostante fossero da poco passate le 9 di mattina, abbiamo quasi tirato giù dal letto la signora  Maria, la figlia della defunta quasi centenaria.
La signora Maria non ha avuto esitazioni: la torre c’era, anzi c’era stata, essendo crollata da tempo, secondo quanto le aveva raccontato la Madre, e di essa sopravviveva solo la cisterna, scavata nel masso di base dell’antico edificio.
Dal terrazzo della sua casa, ho potuto fotografare la casetta che oggi sorge sull’area dell’edificio scomparso (v. fig. 7).
Solo dopo aver ringraziato sentitamente la signora Maria ed il signor Colella, ho lasciato l’ospitale casa, uscendo in Via Casa D’Ascia n° 15: difatti la signora Maria mi aveva spiegato che pur provenendo noi da Via Cava del Campo, eravamo entrati nel suo terreno dal retro, poiché l’ingresso di casa sua si trova sull’erta Via Casa D’Ascia.
Quanto detto testimonia che la porzione di territorio che prende il nome di Tagliavite si estende a partire da Via Casa D’Ascia,comprendendo sicuramente i terreni fra questa e Via Cava del Campo.

Personaggi di questa storia
Questa storia ha un discreto numero di personaggi che mi hanno guidato alla localizzazione dei ruderi, o per meglio dire di ciò che resta, della Torre Vecchia a Tagliavite: li cito nell’ordine di comparsa, ringraziandoli ancora per il loro contributo:

 - il prof. Raffaele Castagna, direttore de La Rassegna d’Ischia, che nel sito di questo periodico ha inserito il brano sub [514, cit.];

- l’avvocato Luigi Morgera, autore di questo brano. Il Morgera abitava nella cosiddetta Piazza, di fronte alla Chiesa di S. Maria di Loreto, nella torre.
Di questo signore, scomparso più o meno quando mio Padre lasciò questa terra, scrive il Castagna:

[337 – Isola d’Ischia, tremila voci….] p. 189 Morgera. Luigi (Forio 1881 - 1962. Avvocato, fu deputato provinciale prima dell’avvento del fascismo e, dopo il  1922, visse in disparte, esercitando la sua professione forense. Caldeggiò tutte le iniziative volte a mettere in evidenza il suo paese dal punto di vista storico, culturale, folcloristico e religioso. Fu chiamato a dirigere il Comune d’Ischia unificato, dopo che vi erano stati il dott. Razzano e il cav. Longobardi dì Casamicciola. Il figlio Vittorio raggiunse i più alti vertici dell’amministrazione dello Stato e la figlia Ida divenne preside della locale Scuola Media.

- il prof. Agostino di Lustro
 che, dopo avermi pazientemente ascoltato, mi ha indirizzato alle prime ricerche di Tagliavite;

- il signor Giacinto Coleella, abitante a Forio  in contrada  Baiola, già portalettere, e che conosceva mio Padre: negli ultimi tempi, come disse lui, avanzandolo di un grado, parlandone come del generale Belli, e che mi condusse dalla signora Maria;

- la signora Maria Russo, abitante in Forio alla via Casa D’Ascia 15, confinante con la casa che sorge sulle rovine della Torre Vecchia a Tagliavite.

Riflessioni
Quanto distano fra loro le due torri di Casa D’Ascia e la Torre Vecchia a Tagliavite, visto che le due vie Casa D’Ascia e Cava del Campo, corrono poco distanti fra loro?
Ritrovare sulle carte la casetta da me fotografata e riportata in fig. 7, non è stata cosa agevole, come la stessa figura evidenzia, ma se la mia lettura è corretta, fra i centri di questi due edifici ci sono circa 62 m.
Mentre l’edificio trattato in Appendice 106 è su Via Casa D’Ascia, questo si affaccia praticamente sulla via Cava del Campo, il  che si presta ad altre ipotesi interpretative.
Data la vicinanza fra queste due torri, mi era  venuto il dubbio che la seconda potesse essere la stessa indicata dalla Buchner e da me trovata sulla via Casa D’Ascia, ma si ricorda che nell’Appendice n° 106 (La Torre di Via Casa D’Ascia. (29/10/04)), si è riportato il seguente brano:

[285 – Migliaccio, Mattera: Le Torri di Forio…] pp. 6-7:…11) ”Torre di Monterone” (?) – Via Casa d’Ascia, 14 – non risulta né schedata né catalogata e non è mai menzionata nei testi da noi consultati; la prof.ssa D. Buchner Niola ipotizza che questo edificio sia un’antica torre, e noi condividiamo tale ipotesi – quadrata – abitazione – propr. Alessio Sferratore (già appartenente alla famiglia Castaldi). Spigolo del basamento e portone in pietra lavica, con data incisa in chiave “1787”.
Apertura ad arco sul lato sinistro. Tracce di antica volta a padiglione al piano terra (oggi vi sono solai laterocementizi). Scala esterna sul lato destro. Cantina adiacente. Il primo piano termina con un toro di pietra, recentemente intonacato in cemento. Muratura in pietrame di tufo verde. Pesanti manomissioni.

che si riferisce in modo univoco all’edificio il cui ingresso si apre direttamente sulla via Casa D’Ascia).

Alla sicura domanda di che cosa ci facesse una torre lassù, di dove non si vede nemmeno il paese, ha risposto indirettamente la signora Maria, dicendo che quando lei era bambina non esisteva quasi nessuno degli edifici che oggi affollano la zona, e che la vista era sgombra fino al mare.
Per quanto i confini del territorio di Tagliavite non mi siano ben noti, mettendo insieme quanto raccolto dalla bocca di coloro che abitano nella zona, e la lettura delle carte, mi sembra che esso si estenda fra le due vie più volte citate, perimetrato a levante da via Cava del Campo, ed a ponente, con ogni probabilità, dalla strada che nel foglio catastale 21 di Forio è indicata come Via Vicinale Campo o Tagliavite (v. fig. 3).
Fra le due vie Casa D’Ascia e Cava del Campo, il terreno si eleva progressivamente, attingendo rapidamente quote di 16 - 28 m superiori a quella della piazza di S. Lucia (31,48 m), e le due Torri si trovano a quote di 46,8 m per quella su via Casa D’Ascia, e di circa 60 m per quella su Via Cava del Campo.
Le torri si trovavano su due vie di penetrazione nell’abitato di Monterone, ma mentre la non lontana Torre di Baiola, con la sua compagna - sempre che ne abbia realmente avuta una – si trova su una direttrice di penetrazione ben evidente, altrettanto non può dirsi per queste due, poste su direttrici secondarie, essendo la principale per meridiano la via per Panza, che corre molto più agevolmente a quote inferiori.
Inoltre su questa arteria non vi è alcun edificio difensivo: le prossime di Via Casa Lombardi e di Nacera si trovano su percorsi di penetrazione nella contrada del Cierco la prima, e verso quella di mare, intendendo come tale il Borgo  marinaro, la seconda.
Più che ad una funzione collettiva allargata, questi due edifici sembrano rispondere ad una logica locale e limitata a piccoli nuclei familiari.

Conclusioni
Si era maturata l’ipotesi, dato l’aggettivo Vecchia contenuto nel nome dell’edificio, che si trattasse di una torre cilindrica a direttrice circolare, quelle che correntemente vengono chiamate rotonde, ma che, visto come se ne parla in [514, cit.], non fosse più visibile già nel 1943: date le dichiarazioni raccolte essa doveva essere invece a pianta quadrilatera, come testimoniano le tracce del pietrone scavato per realizzarvi la cisterna, le cui tracce emergono ancora dal terreno.
Del resto, la contrada di Monterone-Baiola-Casa D’Ascia si è popolata molto dopo quelle della zona della Rocca e del Cierco, le sole che, con eccezione del ben posteriore Torrione, contengano torri rotonde.
Le carte, quelle geografiche, e la verifica in loco, presentano una evidenza che apre la via ad ulteriori riflessioni: molto vicini fra loro, e nella zona di Baiola, Via Casa D’Ascia, Tagliavite, vi sarebbero stati ben tre/quattro edifici attrezzati a difesa: procedendo da settentrione a meridione, la o  le due Torri di Baiola, la casa fortificata di via Via Casa D’Ascia, e la Torre Vecchia a Tagliavite.
Pur essendo il quadro ancora nebuloso, sembra ragionevolmente acquisito a quello generale del Dispositivo un altro edificio attrezzato a difesa nel territorio foriano, alle spalle della chiesa di S. Lucia, in quella sua porzione compresa fra le due vie Via Casa D’Ascia e Cava del Campo.

FORIO, 21 luglio 2009.

ADDENDA: Un ulteriore contributo
Recentemente (settembre 2009) si è potuto acquisire su supporto informatico la carta dell’I.G.M. stesa su rilievi del 1890 [103], essa per la grande scala, 1:10 000, consente una lettura del territorio di maggior dettaglio: si è pertanto deciso di verificare su di essa cosa vi fosse, a quei tempi, nella zona della torre di cui si tratta.
Si premette che in questa carta, nonostante la scala, le indicazioni di Torri sono praticamente nulle, limitandosi nell’intera isola alla Torre di S. Anna ed all’erroneo Torrione per Torone, in posizione che da quella data si è conservata, purtroppo,  sino ad oggi.
Il risultato di questo esame è presentato nella figura 8: si nota qui che la zona è chiamata Tagliavita e non Tagliavite, ma con la conferma di quanto ha detto la signora Maria, sulla scarsezza di edifici nella zona.

Napoli,  25 settembre 2009.

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