Appendice 18 (addenda)

Torre di Santo Montano


Premessa



Come avevo temuto, le ricerche presso l’ASNA, sia nella sede principale, sia nella Sezione Militare, sono difficili, sia per condizioni locali ed organizzative, sia per la distribuzione temporale del materiale, sia per la loro catalogazione, organizzata per Fondi e non per argomenti.
Consultando il Catalogo del fondo Ministero Guerra,  volume 17, p. 131, mi ha colpito la notazione sull’alienazione della Torre di S. Montano, con il fascio 2357 che contiene al riguardo un carteggio che, pur prolungandosi per ben 6 anni, ma lasciando intravedere un iter forse molto maggiore,  si articola su sole 8 lettere, che saranno parzialmente riprodotte nel seguito.
Pur trattandosi di argomento marginale nel presente Viaggio, questi documenti si prestano ad alcune considerazioni di carattere generale.

Fra le carte dell’Archivio di Stato

I Fondi esaminati sinora all’ASNA per Torri  e Batterie anche se spesso solo attraverso il dettaglio dei Cataloghi, sono stati essenzialmente:

- il Fondo “Torri e Castelli”, presso la sede centrale dell’ASNA;
- il Fondo “Prefettura Danneggiati Isola d’Ischia (Schede dichiarazione danni)”, presso la sede centrale dell’ASNA;
- il Fondo “Ministero Guerra”, presso la Sezione Militare dello stesso Archivio.

Nel primo Fondo, oltre all’onnipresente Castello, l’unica Torre di Ischia in elenco è la Torre di Montevico, la sola presente in [200] al n° 29, secondo il documento che ivi è citato nella nota 43 di p. 102:

[200] p. 102, nota 43:…Un elenco completo di torri e castelli esistenti a Napoli ed in Terra di Lavoro è custodito nel fascio 10779 del Min.ro delle Finanze dell’a. 1842 A.S.N. sezione Amminin.va.

Ciò che si deve sottolineare è che siamo nell’anno 1842.

Andando a ritroso nel tempo, si trova segnalato un intervento dell’autorità centrale, che si badi bene è rivolto alla catena di fortificazioni costiere.

[254] pp. 225…228:… Nell’estate del 1776, forse incentivato proprio dai successi ricorrenti degli Invalidi, il governo, valutata la crescente gravità per la inarrestabile debilitazione della catena di fortificazioni costiere, promulgò un urgente dispaccio ai Presidi provinciali, affinché accertassero minuziosamente lo stato di conservazione di ogni torre di loro giurisdizione, come di qualsiasi altra opera equivalente. Tramite l’assistenza degli ingegneri andava compiuta la stima dei lavori di restauro …. Il pacchetto dei dati pervenne alle superiori e competenti autorità che, in base a quelle risultanze, compilarono un dettagliato prospetto dell’intero sistema delle torri, con una ampia esposizione non solo delle rispettive guarnigioni, ma anche delle contribuzioni delle Università competenti, del numero e degli oneri dei relativi cavallari, degli armamenti e dei preventivi di restauro.

Ma, come si è ricordato in Appendice 34 (Batteria di Citra), (v. [212] p. 224…229), le motivazioni concrete di questa nuova attenzione per la citata catena data a partire dal 1742, riguardavano oltre alle Torri, anche le batterie costiere: siamo cioè tornati indietro di 1 secolo rispetto alla data dell’elenco citato ([200] p. 102, nota 43).

Tornando alle Torri, nel documento di fine ‘700, citato integralmente in [254], quelle di Ischia sono, come più volte riportato in altre parti di questa Nota 16:

[254] p. 228:…. Torre di Cornacchia - Torre di S. Angelo. Le sud.te due Torri vengono custodite dagl’Invalidi. - Torre di Monte Vico. La sud.ta torre viene custodita dal Torr.re Prop.o. La sua Università non corrisponde cos’alcuna per la munizione.

Ora, come si sa, nel primo decennio del secolo successivo la Torre di S. Angelo subisce la nota esplusione [5], e la Torre di Monte Vico è nelle mani del suo proprietario: ciò premesso, viene fatto di chiedersi cosa sia successo nell’arco degli anni che vanno dalla fine del ‘700 al 1842 alla Torre dai tanti nomi, che si affaccia ancor oggi sulla baia di S. Montano.

È fuor di luogo che nel 1806, il generale Partenneau provvedendo a costruire o ripristinar batterie lungo le coste dell’isola, operò anche per questa Torre.
Raccogliendo le indicazioni annotate, ed ordinandole, si  ha:

- 1774  (v. Appendice P, p. 6, da [228] p. 142…146), il presidio era composto da:
  sergente Alessandro Pellegrino
sergente  Francesco Morelli
sergente Pietro La Furia
sergente Girolamo Caprafica.
- 1776 : la  Torre viene riattata [124] p. 83;
- 1795 : è Torriero Ambrogio Arcamone [124] p. 83.

Da questa breve premessa riassuntiva, si evince che il periodo 1806…1842 risulta mancante di indicazioni specifiche.

A parziale soddisfazione di questo interrogativo si devono considerare le lettere di cui in premessa, che coprono i sei anni che vanno dal 1841 al 1847, spingendosi indietro fino ad un 1828 in modo ancora non del tutto chiaro.
Anche se fuori, e prima,  del periodo ora considerato, per completezza, si cita il brano:

[177] n° 2 (mar. 1984) p. 12:…Torre della Cornacchia: “morto all. torre dell. cornacchia” (1647), probabilmente la Mezzatorre…

Le Torri di Ischia nei documenti dell’ASNA

Come si è visto, la speranza di trovare immediate indicazioni sulle Torri di Ischia nei cataloghi dei Fondi dell’ASNA è andata finora delusa: fanno eccezione un documento che ha consentito di accertare l’esistenza nel 1814 della Torre di Francesco Gargiulo, in Casamicciola [269], e nel Fondo Ministero Guerra il fascio 2357 nel quale la pratica 3609, riguarda l’alienazione di una Torre di S. Montano  o Torre di Santo Montano [268].
Quanti nomi per uno stesso manufatto! Si erano trovate sinora le seguenti denominazioni:

ed ora, come si vedrà fra breve, anche:

complessivamente ben 10, con 4 varianti su Zale 2 su Cornacchiaq  e S. Montano, ed 1 presenza per Invalidi e Mezzatorre.
Per quanto riguarda le due varianti sul nome dell’insenatura sulla quale si affaccia la Torre, Santo Montano e S. Montano, si osserva che si è trovato, e già citato in passato, il brano seguente:
[177] p.12-13:…  San Montano: "uno caporale tedesco annegato nella marina di S. Montano" (1734) "nato a S.to Montano" (1742);
che testimonia l’uso, praticamente contemporaneo, indifferente delle due forme.
Si noti pure che questo caporale tedesco, potrebbe essere uno del presidio locale, tenendo anche presente che proprio nel 1734 Carlo di Borbone divenne  sovrano del Regno di Napoli, dopo aver battuto gli austriaci.

Le lettere della pratica 3609 del Fascio 2357

Le lettere in questione sono quelle sotto elencate:
Lettera 1: 22 maggio      1841 n°   780; mittente il  Rip.; destinatario 2° Rip;
Lettera 2: 27 maggio      1841 n° 1678; mittente il  2° Rip.; destinatario Corpi Fac.;
Lettera 3: 29 dicembre   1841 n° 2092; mittente il  4° Rip.; destinatario Min. G. M;
Lettera 4:   5 gennaio    1842  n°  5 (?); mittente il  2° Rip.; destinatario Corpi Fac.;
Lettera 5: 18 settembre 1847 n° 1565; mittente il  4° Rip.; destinatario Min. G. M;
Lettera 6: 25 settembre 1847 n° 3103; mittente il  2° Rip.; destinatario Corpi Fac.;
Lettera 7: 10 novembre 1847 n° 3609; mittente il  2° Rip.; destinatario Min. Fin.;
Lettera 8: 17 novembre 1847 n° 3797; mittente il 4° Rip.; destinatario Min. G. M;

N.B. : le abbreviazioni indicano: Rip.  per Ripartimento; Corpi Fac. per Corpi facoltativi; Min. G. M.            per Ministero Guerra e Marina; Min. Fin. per Ministero  delle Finanze.

Per quanto è stato possibile leggervi, le lettere citate sono riprodotte di seguito, con i puntini sospensivi che indicano parole e nomi non decifrati.

Lettera 1
Napoli, 22 maggio 1841
Ministero e Real Segreteria di Stato delle Finanze
4° Ripartimento
N° 780
Signor Direttore,
Il Direttore generale del Dem.o Publ. riferisce che citasi un tale Giuseppe Migliaccio davanti al Tribunale Civile per sentirsi condannare a rilasciare la Torre detta Santo Montano esistente lungo il littorale tra il Comune di Forio e quello di Lacco pria di spingersi oltre il giudizio si credette necessario sentirsi il Sottintendente del Distretto di Pozzuoli alfine di conoscersi se il Migliaccio in effetti occupava la torre….. e che per risposta del funzionario essendosi verificato che la Torre in parola da epoca remotissima apparteneva ed è posseduta dal Genio militare trovandosi di più abbandonata alle ingiurie del tempo, né mai il Migliaccio l’avea occupata, così il cennato Direttore Gen. provoca gli uffici di codesto ministero persuadersi  se la ripetuta Torre sia oppure no servibile al ramo del Genio, onde nel caso negativo possa il demanio prenderne possesso, e farne quel che di meglio potrà riuscirgli.
E questo ministero onorandosi di manifestar quanto di sopra, la prega S. Direttore di fargli in proposito tenere i Suoi pregiati riscontri..
Pel Ministro
Segr. Di Stato delle Finanze
Firma illeggibile
Si apprende così che nel 1841 la Torre da epoca remotissima apparteneva… è posseduta dal Genio  militare e che, se non servisse al Genio, la si passerebbe al Demanio, ma risulta anche che, visto che c’è chi ha cercato di introdursi nel suo possesso, essa fosse per lo meno incustodita da tempo.

Lettera 2
Napoli, 2 maggio 1841
Al Dir. Gen.le di Corpi facoltativi
2 rip.
2 Carico
N° 1678         
Perché riferisca nella richiesta di restituzione di una Torre lungo il litorale tra il Comune di Forio e quello di Lacco.
Fortificazioni            
G. Ministro
D’Ayala
Ischia                

Lettera 3
Napoli, dicembre 1841
Ministero e Real Segreteria di Stato
        Delle Finanze
4° Ripartimento
n° 2092
Signore
Si insiste per parte del Direttore G.e del demanio pubblico per ottenere un riscontro definitivo in ordine al possesso da prendersi dal demanio della Torre da S. Montano posta fra i comuni di Forio e Lacco, quante volte sia inservibile albergo del genio.
Ora poiché in fin dal 22 Mag.o di questo cade anno mi trovo di aver diretto a lei la mia preghiera sull’assunto, così colla presente mi permetto di ricordarle questo affare, onde si compiaccia farmi tenere i suoi graditi riscontri.
Il Ministro
Segretario di Stato delle finanze
….
Signor
Generale Brocchetti  Direttore del Ministero della Guerra e Marina

Come si vede, l’anno 1841 è passato senza che il Genio si sia espresso, e senza che il Demanio abbia acquisito la Torre.
Sembrerebbe inoltre che più Ripartimenti si interessassero della cosa, il 2° ed il 4°, e che entrambi scrivessero nel maggio 1841, il primo il 2 di questo mese, mentre la lettera del 22, del secondo non  è stata da me trovata.

Lettera 4
Napoli, 5 gennaio 1842
2° Rip.
2° Carico N° 5                                                                                                                        
Al Direttore G.le dei Corpi Facoltativi
Fortificazioni Ischia          
Arrivata 3 gennaio
M. Guarino

Si sollecita il suo riscontro, intorno alla torre di S. Montano, sita fra i comuni di Forio e Lacco, della quale il Demanio vorrebbe prendere possesso, qualora fosse inservibile al ramo di Guerra
G. Ministro D’Ayala

Inizia un nuovo anno, ma situazione e contendenti restano inalterati.
Strana la data di ricezione della lettera, annotata a margine, che, redatta il 5 gennaio, sarebbe stata ricevuta il 3, verosimilmente dello stesso mese.

Lettera 5
Napoli, 18 settembre 1847
 Ministero e Real Segreteria di Stato  delle Finanze
4° Ripartimento
n° 15693
2° Ripartimento
21 Settembre
                      
Signore
Amerei conoscere, se la Torre denominata Santo Montano, posta fra li comuni di Forio e Lacco d’Ischia possa o pur no in qualche modo servire al Real Corpo del Genio.
La prego, Signor Maresciallo Direttore, di favorirmi sul proposito un riscontro
Il Ministro
Segretario di Stato delle Finanze
Jozzi (?)
Signor Maresciallo di campo
Direttore del Ministero
E Real Seg. di Stato della
   Guerra e Marina

Sono passati ben 6 anni dalla prima lettera, ma la situazione sembra essere rimasta allo statu quo.

Lettera 6
Napoli, 25 settembre 1847
2° Rip.
2° Carico
n° 3103
Si senta il Dir. Generale

Al Direttore Gen.le di Corpi facoltativi.
Dica se la Torre S. Montano, nell’Isola d’Ischia possa servire, o pur no, al Ramo della Guerra
G. Ministro D’Ayala
Fortificazioni Ischia

A parte il tono ingiuntivo, la situazione non pare essere mutata.

Lettera 7
Napoli, 10 novembre 1847
N° 3609
2° Ripartimento
2° Carico
Fortificazioni Ischia
Al Ministro delle Rie Finanze
Che non conviene alienarsi  la Torra denominata di S. Montano sita fra i Comuni di Forio, e Lacco nell’isola d’Ischia.
G. M            inistro
D’Ayala
Sul verso, si legge:
Eccellenza,
Mi onoro partecipare a V. E. per l’uso che convenga in  relazione al suo foglio del 18 settembre 1828  4° Ripartimento n° 1565 espresso avviso del Consiglio generale delle Fortificazioni a cui è uniformata questa …..Segreteria, che non debba cedersi la Torre denominata S. Montano posta fra i comuni di Forio, e Lacco nell’Isola d’Ischia, potendo la stessa in molti casi essere utile al Ramo di Guerra
………..
Al Ministro delle Reali Finanze

Questa annotazione sul verso della lettera suscita qualche problema, riferendosi ad un 18 settembre, indicando il foglio cui ci si riferisce come n° 1565 e 4° Ripartimento, tutti elementi della 4a lettera qui riportata, ma dell’anno 1847 e non 1828. Interessante è anche l’indicazione di un Consiglio generale delle Fortificazioni, forse direttrice utile per ulteriori ricerche.

Lettera 8
Napoli, 17 novembre 1847
3797
Ministero e Segreteria di Stato delle Finanze
4 Ripartimento
N° 1881
Signor Direttore,
Rilevo dal pregevole di lei foglio del 10……..opporre suo avviso, e del Consiglio generale delle Fortificazioni, di non doversi alienare la Torre Santo Montano tra i Comuni di Forio e Lacco d’Ischia, potendo la stessa in molti casi esser utile al ramo di Guerra, e di riscontro mi do la premura di farle noto, che vado in conseguenza a partecipare ciò al Diret.G..del demanio. Che l’alienazione della d. Torre proponeva.
Il Ministro Segr. di Stato delle Finanze
……..
Signor
Direttore del Ministero
della Guerra e Marina

Con l’ultima lettera la vertenza pare concludersi: dopo almeno 6 anni, con buona pace del Migliaccio, il Demanioche l’alienazione della d.a Torre proponeva, si sente rispondere che la stessa può in molti casi essere utile al ramo di Guerra; quello che mi fa sorridere, a sei anni dalla prima lettera, è quel mi do la premura di farle noto, ma non si può avere tutto dalla vita…, specie se si osserva che compare un riferimento dubbio ad un foglio del 18 settembre 1828  4° Ripartimento n° 1565, che sposterebbe le cose a ben 13 anni prima della prima lettera, con un iter complessivo di ben 13 + 6 = 19 anni.
Come si è visto, ed anticipato in apertura della presentazione delle otto lettere, i mittenti sono il 2° e 4° Ripartimento, mentre i destinatari oltre il 2° Ripartimento stesso, sono: il  Direttore Generale dei Corpi facoltativi (lettere 2, 4, 7); il Ministero della Guerra e Marina (lettere 3, 5, 8); il Ministero delle Finanze (lettera 7).

Accertato dunque che alla fine del 1847 la Torre è ancora utile, o potrebbe esserlo, al ramo Guerra, resta da chiedersi come mai essa non compaia in elenchi precedenti questa data, contemporanei, o almeno immediatamente consecutivi, di opere militari in esercizio.
Sono anni molto densi di avvenimenti, e la gestione di queste opere passa da un re ad un altro, ed inoltre si apprezza che la difesa dell’intera Isola nei riguardi di uno sbarco  risulta troppo onerosa, in mancanza di una fortificazione generale delle coste; al riguardo si legge infatti:

[266], p. 4:   Ischia
    L’isola è troppo grande, e troppo accessibile per impedire uno sbarco. Conviene ridursi a ben difendere il Castello, tenendo de’ posti di osservazione delle coste….
ed ancora:

([254] pp. 293…299) T. S. Restituta ….essa, con poche batterie, comprese quelle del Castello, è la sola Torre dell’Isola che compare fra le opere che cessano dall’essere considerate come opere di fortificazione a seguito del Decreto del 30 dicembre 1866, le altre evidentemente sono già state alienate.
Lo strano è che questa Torre di Lacco non sembra essere mai stata alle dipendenze dirette dell’autorità centrale.

Note sulla Segreteria di Guerra e Marina

Non ho certo la pretesa di approfondire la conoscenza sull’organizzazione delle forze armate borboniche, come sembrerebbe da quanto in epigrafe di questo paragrafo, ma solo chiarire alcune delle etichette che compaiono nelle otto lettere oggetto di questa Addenda
A questo proposito si riportano da [233] alcuni brani:

[233] pp. 40…42:…Il Ministro, o Segretario, della Guerra, ovviamente di nomina regia, era di solito  scelto tra gli ufficiali provenienti dalle più cospicue famiglie del regno o tra quelli dotati di notevole capacità amministrative ed organizzative o, più raramente tra i nobili che avevano già dato buona prova di sé nelle alte cariche dello Stato.
Durante il periodo esaminato furono diversi i personaggi che si avvicendarono a reggere il dicastero della Guerra, cui era unito, quasi sempre, quello della Marina.
      Dapprima i due dicasteri furono retti dall'Acton, che era stato nominato Segretario di Stato per la Marina il 14 aprile 1779 e Segretario di Stato per la Guerra il 4 Giugno 1780. Nella primavera del 1795, con la qualifica di Consigliere di Stato l'Acton era in pratica Primo Ministro e lasciava l'incarico dei due ministeri rispettivamente al principe di Castelcicala ed al brigadiere Giovan Battista Arriola quali direttori, come erano detti coloro che erano chiamati a dirigere un ministero senza ricevere la nomina a ministro. La promozione a ministro li raggiungeva il 10 gennaio 1798 ma nel dicembre l'Arriola era destituito.
      Dopo la riconquista di Napoli, con decreto del 24 luglio 1799, era ripristinata la Segreteria di Guerra e Marina con a capo il maresciallo Ferdinando de Logerot  assistito da due direttori, Giovan Battista Colajanni per il regno di Sicilia e Giovan Antonio di Torrebruna per quello di Napoli. Nell'ottobre dell'anno successivo il Colajanni sostituiva, come segretario, il de Logerot ed il de Torrebruna lo sostituiva, a sua volta, in Sicilia. Seguiva una breve permanenza, come segretario, del principe di Trabia e poi era incaricato della Segreteria di Guerra e Marina il generale Bartolomeo Forteguerri che, nel 1805, aveva sotto di sé, come direttore, il Colajanni.
     Nel periodo siciliano si susseguivano, e qui l'elenco, purtroppo, potrebbe presentare delle lacune, l'Arriola, il marchese Artale, il marchese Gargallo di Castellentini, il principe d'Aci ed il generale Naselli.
     I compiti della Real Segreteria di Stato, Guerra e Marina vennero definitivamente fissati nel 1802, con un R.. Ordine che stabiliva le incombenze dei vari ministeri ed i criteri di collaborazione

Fra i compiti vi era anche quello della vigilanza per la manutenzione delle Torri nei litorali dei Reali Domini: Tutte le fortezze. Quartieri, Siti, e fabbriche militari….
……
     Non sappiamo, purtroppo, con quali criteri tutta questa mole di lavoro fosse suddivisa fra i quattro ripartimenti in cui si articolava la Segreteria di Guerra e Marina….

Alcune cose sono così chiarite:

Se ne deduce che documenti dal 24 luglio 1799 al 1841, quando comincia la vicenda oggetto delle otto lettere considerate, ed anche un’eventuale del 1828, dovrebbero essere custoditi nello stesso Fondo “Ministero Guerra, Carte del Genio”, di cui, all’ASNA Sez. Mil., catalogano documenti i volumi della Pandetta 1, nel 17° dei quali alla pagina 131, si è trovata la pratica che contiene le 8 lettere qui esaminate.
Non risulta chiaro se fosse il   o il 4° Ripartimento quello che si interessava degli edifici militari, Torri comprese, in quanto le lettere ni 2, 4-7 indicano il , e quelle ni 1,3,8, il .

Conclusioni
Lo stato di abbandono di alcuni edifici destinati alla difesa delle coste del Regno negli anni che vanno dal 1809 al 1847 appare evidente, se il foriano, sempre molto attento alla possibilità di impadronirsi di ciò che non è suo, e che vede incustodito dal legittimo proprietario, cerca, nella persona del Migliaccio, di entrare nel possesso della Torra di Santo Montano.
Si nota inoltre che il Demanio e la Segreteria della Guerra e Marina, nel tentativo  di risolvere una questione che in sostanza verteva, più che sullo stato di conservazione e di efficienza di un manufatto, piuttosto sulla sua gestione burocratica, ci impiegarono al minimo 6 anni.
Si spera infine che si trovino altri documenti che permettano di chiarire il quadro globale delle fortificazioni costiere isolane nell’arco degli anni considerati.

NAPOLI, 14 maggio 2004.

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