Appendice 18 - La Mezzatorre


Premessa
Allo stato, il rilievo del Mezzasalma e dei suoi collaboratori [74] rappresenta una solida base documentaria per qualsiasi approfondimento, presente o futuro.
Le 10 pagine di testo, di quell’Appendice, e le sue figure 11, 12, 13 a-b, costituiscono, di fatto, una concreta premessa a quel poco che qui si può aggiungere, sia a titolo riassuntivo, sia per una succinta rivisitazione, nello schema generale proposto per queste Appendici della Nota 16.
L’individuazione de La Mezzatorre fra le Torri regie, è ivi pure considerata e documentata.
Il d’Ascia [5] la chiama sempre Torre della Cornacchia, il che ci ha procurato, in passato, non pochi dubbi sulla sua ubicazione; un’ulteriore direttrice di indagine la mostrano [124], e un brano, riportato dalla rete [150], con entrambe le fonti che introducono nuovi elementi circa il personale dedicato alla sua gestione.
E’ cosa non irrilevante notare che nella notevole opera del Johnston-Lavis [131], La Mezzatorre sia l’unico manufatto, del genere, di cui si trovi esplicita menzione, per sottolineare come la sua struttura poco abbia sofferto dei terremoti dell’800; si legge infatti:

[131] p.55:…the Torre di Zole, or Castello della Duchessa Acquaviva, has only slightly suffered. It has enormously thick walls built buttress-wise and is only two stories high…

La Scheda che segue, poiché né la S., né conseguentemente [15], trattano questo notevole manufatto, è certamente lacunosa in alcune sue parti, ma premessa a futuri approfondimenti.
E’ l’intera zona a soffrire di documenti relativi, negli Archivi della S.: oltre alla Mezzatorre, né la Guardiola, né la Colombaia, vi figurano.

MezzatorreScheda
Provincia e Comune: Napoli, Forio.
Luogo: lato occidentale del seno di San Montano.
Oggetto: Torre.
Autore: Ignoto.
Dest. originaria: Torre di avvistamento e difesa.
Uso attuale: Albergo.
Proprietà: s.r.l.  Società Torre di S. Montano
Vincoli: Leggi di tutela P.R.G. e altri: non risultano vincoli.

Tipologia edilizia – Caratteri costruttivi
Pianta: Mista, con corpo centrale rettangolare, e parte della vecchia torre a pianta circolare emergente sul lato occidentale
Coperture: Piane a terrazzo.
Volte e solai: a cupola, in parte del pianterreno, piani altrove (v. in seguito: Descrizione).
Scale: v. Descrizione, da [74].
Tecniche murarie: probabilmente pietrame di tufo; intonaci e modifiche moderne nascondono il primitivo aspetto della Torre.
Pavimenti: basoli di piperno, a pianterreno.
Decorazioni esterne: Scarpa, merlatura; torrini di estremità agli spigoli del corpo inferiore, prospetto nord; il rinforzo di pietre di tufo sagomato a blocchi, presenta un rivestimento a finto bugnato.
Decorazioni interne: Camino monumentale.
Arredamenti: ---
Strutture sotterranee: ----

Descrizione, note costruttive e notizie storico-critiche
[74]:… la Mezzatorre, un composito edificio che consta di diversi corpi di fabbrica di epoche differenti.
Il   nucleo   originario   della   costruzione,   facilmente   riconoscibile,   è una torre circolare, che, allo stato, sporge per metà dal prospetto ovest della costruzione.
L'unico ambiente inalterato di questa torre è il livello di terra, coperto a cupola e pavimentato con basoli di piperno, mentre superiormente sono stati realizzati altri spazi separati da solai piani.
Pur senza il conforto di documenti certi, si può presumere che si sia in presenza di una torre di avvistamento di epoca aragonese.
Di epoca successiva è il corpo centrale dell'attuale costruzione, una torre tronco-piramidale a base quadrata, che si erge ad est della precedente.
L'altezza originaria di questa costruzione era di un sol piano, con uno scompenso dimensionale evidente. Essa contiene, stretto tra le poderose mura perimetrali inclinate a scarpata, un grande ambiente voltato a botte.
Davanti a questo, in asse con l'ingresso, alcuni gradini separano un livello inferiore di modeste dimensioni, caratterizzato da un camino monumentale e da un grande finestrone che si apre verso il mare.
Ai due lati della torre quadrata si presentano altri due corpi ad essa giustapposti.
Sulla destra entrando, un corpo basso ospita un unico ambiente, che si affaccia su di una terrazza, che è copertura di un criptoportico da cui, a mezzo di una stretta scala si accede all'interno della torre quadrata.
Sulla sinistra entrando, invece, un corpo di fabbrica salda la torre quadrata alla più antica.
Esso contiene, nell'ordine, le scale che conducono ai piani superiori, un disimpegno con ingresso di servizio, cinque camere - di cui una in corrispondenza della torre circolare - e la cucina, a doppia altezza e con un ingresso indipendente. Dalla cucina, a mezzo di una ripida scala, si scende in un livello sottoposto, che attraversa l'intero corpo che stiamo descrivendo, passando alle spalle della torre circolare.  In corrispondenza di questa, è possibile leggere l'estradosso  della sua muratura perimentrale  e l'estradosso della scarpata di base della torre quadrata, dal che si evince che le due costruzioni hanno coesistito, ravvicinate ma separate, per un periodo di tempo.

Rapporti Ambientali
Inizialmente isolato, questo edificio è ora parte di un vasto complesso alberghiero, collocato in una zona apparentemente non molto modificata, nella vista dal mare.
In [74], si indica in 74 ettari l’estensione del verde in cui si erge il complesso della Mezzatorre.

Altre notizie:
Disegni e rilievi: v. [74], per un completo rilievo, comprendente prospetti e sezioni.
Mappe: La Mezzatorre figura, sia pur con nomi diversi, in quasi tutte le carte.
Documenti vari: Oltre [74], v. Bibliografia.
Relazioni tecniche: ---
Riferimenti altre schede: ---
Compilatore della Scheda: A., sostanzialmente sullo schema di quelle dell’Arch. Raffaela Maria Cianciulli. (1979-88).

Alcune notizie interessanti, anche se intervallate da raccordi non proprio corretti, si trovano in [124], come si evince dal brano seguente:

[124] p.83:… Le torri dell'Isola non erano tutte pubbliche, vi erano anche torri di privati, di « particulari », come diceva il Rapporto del 1576 (relazione dello Stinga nda). A Forio erano pubbliche il Torrione e la Torre degli Invalidi e della Cornacchia, sulla punta omonima. Capo sergente ne era (1795) Ambrogio Arcamone. Questa torre, detta pure di Zaro, ospitava, insieme con quella di S. Angelo, soldati del battaglione degli Invalidi, proprio « invalidi di guarigione ». ......All'Università di Barano correva l'obbligo di contribuire, insieme con Forio e Fontana, alla Torre di S. Angelo. ..... Nella sommità di detto monte v'è una rinomata torre per la custodia di quella e delle marine adiacenti colla dotazione di un sergente e quattro soldati del battaglione d'Invalidi » .... Alcuni anni prima (1771) tra Forio e Fontana c'era stata lite col Regio Fisco a causa delle loro torri: non ne conosciamo il motivo, ma sappiamo che il Razionale della R. Camera don Carlo Olai fu pagato per i diritti spettantigli per questa causa, la quale verteva anche su pagamenti fatti dalla Sovrintendenza « per diritti di notamento e disgravio » circa l'esenzione dal pagamento del Soldato Invalido della Torre della Cornacchia e di S. Angelo .

Si osservi come, pur nell’apprezzabile contenuto di queste righe, vi siano elementi di inesattezza intrinseca, in una presentazione apparentemente ineccepibile: il non erano tutte pubbliche, cosa vera, fa intendere a chi non abbia altri elementi di giudizio, che le Torri dell’Isola erano quasi tutte pubbliche, con qualche eccezione; cosa che viene subito smentita dall’indicazione che Forio aveva due torri pubbliche, ma solo per chi sa che, a fronte di queste due, ve n’erano almeno 14 dei particulari.
E’ vero che bisogna intendersi su che cosa si intendesse per pubbliche; si coglie questa occasione, per confermare che nell’intera Isola, tre sole erano le Torri Regie: la Mezzatorre, appunto; la Torre di Montevico; la Torre di S. Angelo.
Le due Torri pubbliche di Forio, lo erano in modo diametralmente opposto: il Torrione era stato edificato col solo contributo dell’Università, la Mezzatorre, invece, era una Torre regia.
Si è già in passato sottolineato come la Torre, oggetto di questa Appendice, sia stata indicata con tanti nomi diversi, non sempre chiaramente distinguibili nella loro attribuzione, specialmente per i toponimi di riferimento; qui, al noto elenco, si aggiunge anche quello di Torre degli Invalidi e della Cornacchia, ma non si può che ringraziare l’A. della immediata aggiunta detta pure di Zaro.
Il vero contributo conoscitivo, per un neofita come me, è l’apprendere che esisteva un Battaglione degli Invalidi, invalidi di guarigione, il che suona conferma delle note difficoltà di provvedere le opere difensive del Dispositivo di personale dedicato.
Altro elemento di rilevante interesse è il notare come Barano, Forio e Fontana, contribuissero, insieme, per la Torre di S. Angelo: testimonianza dell’importanza che questo caposaldo aveva nell’intero complesso difensivo.
Quest’ultimo rilievo è conferma di come la difesa lontana, - basata principalmente sulla scoperta, ed inserita in una catena di collegamenti -, di Forio, nella fattispecie, si estendesse ben oltre i confini territoriali dell’Università.
Una qualche perplessità suscita la frase pagamento del Soldato Invalido della Torre della Cornacchia e di S. Angelo, per l’esiguità del numero, che mal si concilia con la dichiarata esistenza di un Battaglione degli Invalidi.
L’approfondimento di questo tema, cioè quello del personale addetto alla difesa, è lasciato al futuro: in tutto ciò che presentemente ed in passato si è esposto, l’uomo è stato volutamente trascurato rispetto alle sue costruzioni, ciò che era, ed è, nelle premesse basilari di queste Note: quanto a torrieri, bombardieri, soldati, vedette, frati, monaci, eremiti, orologieri, è stato, conseguentemente, appena cennato; solo l’indistinto mondo dei particulari, meno o più abbienti, con le loro ansie e paure, ha fatto da sostegno, pur decisamente nello sfondo, ai manufatti.

Conclusioni e propositi

Quando, forse, sarà più chiaro il quadro generale dei manufatti del Dispositivo, della loro articolazione sul territorio, di una cronologia più chiara e conseguenziale, gli uomini che con essi lo animavano avranno la loro giusta rilevanza.

Il forse è d’obbligo, specie in considerazione che i tempi e le energie necessari a questo completamento sono, molto probabilmente, già al di fuori delle mie reali possibilità, ed anche perché altri Archivi dovrebbero essere visitati.
Il reperimento di una copia del lavoro del Mezzasalma e dei suoi collaboratori [74], per la biblioteca di questo settore, sarebbe un passo importante in chiave anche di una più completa fruizione dei tanti disegni, ma, per ora, salvo l’aver appreso che l’arch. Nicola Mezzasalma è direttore dell’Associazione Miglio d’oro, non mi è riuscito altro.

 

Un contributo insperato

San MontanoUn quadro, relativo all’arrivo del corpo di Santa Restituta nella baia di S. Montano, il 17 maggio del 304, si trova nella Basilica di S. Restituta, a Lacco; mi ero ripromesso di andare a vederlo, per individuare l’anno in cui fu dipinto, e trarne lumi sul corrispondente aspetto della Mezzatorre, ivi rappresentata.

Ebbene in [157], questo quadro è raffigurato con la didascalia seguente:

- Lacco Ameno – Basilica di S. Restituta: Dipinto di Ferd. Mastriani (fine sec. XIX), che rappresenta la spiaggia di San Montano, ricoperta di bianchi gigli, dove accadde l’evento dell’arrivo di S. Restituta.

E così, in un colpo solo, le incognite relative a questo dipinto sono risolte.
Se la riproduzione è fedele, la fine del XIX secolo vedeva la Mezzatorre, con la merlatura su entrambi i livelli, un po’ enfatizzata dal pittore, con il torrino di uscita sul terrazzo di copertura, ma senza le torrette d’angolo al livello inferiore. (Peccato che non si veda il lato occidentale dell’edificio).
Poiché la trasformazione in castello della Mezzatorre è imputata (v. [104] pag. 42) alla Duchessa di Rancidello, questi due riferimenti temporali si pongono come elemento di riflessione sull’aspetto datato di questo notevole edificio foriano, che ormai è generalmente indicato, se non come albergo, come Villa sulle carte moderne.

Napoli, Luglio 2002.

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