Appendice 13 - Casa sospetta al Torrione


Casa-TorrePremessa

Si tratta, più che altro, di un appunto per un approccio futuro, migliore e maggiormente documentato, sul vicoletto del Torrione.
Nella parte introduttiva generale, sia di questa zona, sia dell’intero paese, si è messo in evidenza come questo percorso costituisse la naturale via di comunicazione della zona della Rocca col mare.
Immediatamente alle spalle della spiaggia, il territorio si articola fra quote che vanno dai 18,80 del Soccorso ai 10..11 m, man mano che si procede verso oriente.
Questa zona, compresa fra Via Soprascaro, ad occidente, l’attuale Corso Umberto a meridione, via di Lustro ad oriente, è quella che grosso modo comprende il Borgo marinaro.
Nella sua posizione quasi centrale, la strettoia, su cui si snoda il vico del Torrione, si pone in naturale prosecuzione con la Via S. Antonio Abate.
Logico quindi che, a difesa della spiaggia, per contrastare gli sbarchi, e per impedire la prosecuzione verso l’interno, e quindi verso la Rocca, e successivamente verso il Cierco, i foriani vi costruissero, a loro spese, il più celebre monumento del paese. Chi vi giunge, dal Corso, dopo aver sollevato lo sguardo verso i merli molto malandati, nonostante i restauri ¹, e, avendo alle spalle l’ex casa d’Ascia, ancor peggio in arnese, volge lo sguardo indietro, a meditare sulla strettoia appena superata, non può non vedere che, alla sinistra, vi è una costruzione che chiude la quinta ininterrotta di costruzioni che, come avviene anche dal lato opposto, senza soluzione di continuità, costituisce la corrispondente parete di quel budello appena percorso.
Io credo che, un tempo, questa via di accesso, fosse fiancheggiata dalle alte parracine caratteristiche ancor oggi della delimitazione di tanti percorsi cittadini e non.
Non costruzioni, quindi, ma solo la via di accesso, fiancheggiata dai muri a secco, e chiusa, al suo estremo settentrionale, dalla costruzione del Torrione, superata la quale, la discesa di Scaro si apre sul mare.
A sinistra di chi vi si avvia, il Torrione, e, oggi almeno, a destra, si vede una costruzione, tondeggiante sul lato a fronte strada, con una lieve scarpa.
Da questa, a scavalcare il vicolo, e congiungersi con le costruzioni del lato opposto, oggi vi è un archetto, caratteristico, che corona superiormente l’accesso al largo fra l’ex casa d’Ascia, a destra, e il complesso della torre a sinistra ²
Tranne la posizione, e la lieve scarpa, null’altro induce a pensare che questa costruzione possa essere stata una torre: riflettendo su quale notevole sbarramento avrebbe costituito, con la vicina torre, accettata l’idea, la forma localmente tondeggiante, potrebbe indicarne una geometria coeva con quella della celebre vicina.

La Scheda

Provincia e Comune: Napoli, Forio.
Luogo: via del Torrione.
Oggetto: sospetta Torre o casa fortificata.
Catasto: F.16.
Cronologia: Incerta.
Autore: Ignoto.
Dest. Originaria: Probabile casa fortificata – torre di difesa e rifugio.
Uso attuale: Abitazione.
Proprietà: Privata.
Vincoli: Leggi di tutela P.R.G. e altri: Non risultano vincoli.

TIPOLOGIA EDILIZIA – CARATTERI COSTRUTTIVI
Edificio con lieve scarpa, con l’estremità settentrionale di forma tondeggiante a fronte strada. Attualmente su due piani.
Pianta: Non nota: forse inizialmente rotonda.
Coperture: Piana a terrazzo.
Volte e solai: Situazione non nota (s.n.n.)
Scale: (s.n.n.), probabilmente interna.
Tecniche murarie: (s.n.n.), probabilmente muratura di pietrame di tufo.
Pavimenti: (s.n.n.)
Decorazioni esterne: assente.
 Decorazioni interne: (s.n.n.)
Arredamenti: (s.n.n.)
Strutture sotterranee: (s.n.n.)

DESCRIZIONE:  Niente da aggiungere.

Altre notizie: ---
Disegni e rilievi: Foto aera del 1979; V. fig.1 della sezione  2.3 di questa NOTA.
Mappe: Planimetria (v. fig.2 di 2.3.)
Documenti vari: ---
Relazioni tecniche: ----
Riferimenti altre schede: ----
Compilatore della Scheda: compilata, sulla falsariga di quelle dell’Arch. Raffaela Maria Cianciulli (1979) per la S., da V. Belli (23/04/02).

Conclusioni e propositi
La conclusione, l’unica possibile per ora, è che, a meno di un qualche conforto bibliografico, o testimonianza attendibile di un foriano di buona volontà, questa Appendice costituirà solo un invito, e un proposito personale, a meglio indagare sulle tante costruzioni, di non immediata interpretazione,  che sopravvivono nel convulso modificarsi del tessuto urbano foriano.
D’altra parte, mai come in questo caso, vale il detto al quale sono particolarmente affezionato: l’occhio non vede ciò che il cervello non sa.

1. Non si può non ricordare che Nonno Vincenzo, vi si industriasse già nei primissimi decenni del secolo scorso, quando, vivo ancora il Maltese, provvedeva a interventi di consolidamento murario (V., di Andrea Belli, in   [6] o [7], U Turrione.)
2. È soggetto di molti fotografi, per le tante guide turistiche e cartoline dell’isola e di Forio, e di molti artisti: anche il Padre ne ha fatto il protagonista di suoi dipinti.

SU