Appendice 1 - La porta  e la caserma di Forio


PREMESSA   

Pochissimo si è rinvenuto su questa interessante costruzione della Forio del passato [5] [15], sull’esistenza della quale qualche autore ha espresso dubbi [130].

MatteiA parte le testimonianze del d’Ascia [5], un’evidenza visiva è fornita da un disegno del Mattej (v. [15] pag. 153), del 1847, anno in cui, a quanto pare, visitò a fondo Forio, lasciandoci tanti interessantissimi disegni ¹, prima del terremoto del 1883, ci induce a soffermarci un po’ su questa zona, rifacendoci alla Storia del d’Ascia [5].

Riportiamo ordinatamente i brani cui ci si riferisce, per poi effettuare i necessari riscontri.

[5]* pag.197 –198
gli armigeri nella loro stessa caserma, posta al lido del mare, verso la spiaggia di Monticchio, propriamente accosto la porta del paese.

..Era la caserma composta di unica stanzaccia a pianterreno, che serviva per corpo di guardia e per dormitorio.

Nota (253) a pag. 268:
Questa caserma apparteneva alla famiglia Castaldi Vito di Forio, e fin a pochi anni dietro vi rimanea un avanzo di una maceria della casa, fra li scogli del mare, alla punta della marina confinante al ponte di Monticchio.

Caterina fa piazzare le scale e monta sul tetto, da altri fa occupare il loggiato, che sporgeva sul mare sottoposto, verso ponente, per togliere l’uscita in quel lato, nel caso che volessero trovare uno scampo dalla parte del mare; lascia altra mano di armati a guardia della porta d’entrata per impedir la fuga o la resistenza.

Sul tetto della casa vi esisteva il coverchio del condotto del fumo che comunicava al focolare

Pag.367: ….fra gl’irrigatori terreni, e le fabbriche dei magazzini, ti appare di fronte la marina di Forio, coi suoi sovrapposti compatti caseggiati, le sommità dei suoi prossimi campanili, e i merli del suo torrione.

Questo basso tratto di strada, che affacciandosi sul mare sembra una terrazza posta alle falde dell’alto colle detto di Monticchio, e sul margine dello stesso lido, conserva purtuttavia 1’antico suo nome di Monticchio, perché prima del 1832 era ben alta in due tese formata, che in alto pianerottolo si congiungevano.

Questa intera strada da noi descritta, che da Forio conduce al Lacco, fu costruita dal 1790 al 1793 dall’appaltatore Filippo Pollio; architetto Orazio Salerno.

L’ università di Forio spese più di 15 mila ducati.

Un antico epitaffio si piazzò al principiar della strada, alla porta di Forio, poi abbattuta.

Nell’ abbassarsi questo tratto di strada Monticchio, l’epitaffio fu abbattuto nel 1832, e non più si ripose.

La lapide è gettata nell’atrio accosto alla strada e dice così:

D. O. M.
VIAM ANTEA VIX EQUITIBUS PER VIAM
AB INARIMENSIUM
AC TERTIENTIUM COMMUNI
LACCUM USQUE ROTABILEM REDDITAM
FORIENSIUM UNIVERSITAS
NE QUID CIVIUM
ADVENARUMVE COMMOD1TATI DEESSET
SUB AUSPICIIS FERDINANDI IV
AD EXTREMAM INSULAE ORAM
PER INACCESSA MONTIUM
PECUNIA SUA STERNI CURAVIT
A.D. MDCCXC.

STRADA MARINA

Questa strada comincia al punto testé descritto, e per mezzo di due traverse ti conduce alla marina del Comune, l’una esterna che si va costruendo, e l’altra che prende capo dalla chiesa S. Gaetano, pel ripido pendio basolato; questa strada medesima ti mena all’interno del paese….

hackertHo trovato, un'immagine di un quadro di Philip Hackert (1789), prima in una pessima fotocopia presso la S. (libri sull’operato di questo pittore, consultati presso la Feltrinelli, e ricerche in rete non hanno prodotto risultati); è accertato che il quadro, di grandi dimensioni (2,10x3,18 m) sarebbe alla Reggia di Caserta: ho cercato anche presso l’Archivio fotografico della S., e mentre pensavo di dover andare a Caserta, a vedere di persona, ne ho trovato una migliore riproduzione fotografica nel Catalogo della S., allegata praticamente ad ogni fascicolo di Torri di Forio.

L’erta di Monticchio nasconde questa zona, onde, il documento, per altro verso utilissimo, non consente di ottenere altre informazioni su questo ingresso del paese.

Il quadro, che mostra l’abitato di Forio, grosso modo da Cavallara o Marecoco, presenta numerosissime costruzioni verticali, ma, mentre si è detto per la Porta del paese, anche le costruzioni sulla spiaggia sono non immediatamente identificabili, onde, la speranza di trovare altre indicazioni circa l’esistenza della cosiddetta Torre della Spiaggia, non è soddisfatta.

E’ notevole un brano, rinvenuto in [130], che lascia intravedere come si possa dubitare dell’esistenza di una costruzione, per non essere riusciti ad ubicarla mentalmente in modo corretto.

Si legge infatti:
[130] pag. 68:…Intorno alla vecchia Forio non esiste traccia di mura di cinta…tuttavia il d’Ascia dà notizie di una porta, situata all’entrata del paese dalla strada proveniente da Lacco. Viene fatto di pensare che se c’era una porta dovesse esservi anche una cinta di mura, ma resta una congettura….

il trovare una porta senza un muro di cinta, lascia dei dubbi a questa autrice, che, non avendone sulla port, si interroga sull’esistenza di una cinta di mura.

Che Forio avesse delle mura può, forse, derivare dall’associazione fra torri e un manufatto di cui facessero parte; a tal proposito, in [132] (1822), si legge:

[132] pag154:…Le bourg (di Forio), cernè de murailles, qui sont garnies de douze tours

Il d’Ascia (1867) dà viceversa informazioni molto dettagliate e complete sulla topografia della zona, confortate visivamente, oltre che dal disegno del Mattej (1847) anche dal citato quadro dell’Hackert (1789). La zona aveva allora una configurazione generale molto diversa dall’attuale: non essendo stata costruita ancora la via costiera per Lacco, nel primo caso, la linea di costa restava ancor più ai piedi dell’erta di Monticchio; la stessa Caserma, che la fiancheggiava, era fra li scogli del mare.

matteiIl disegno del Mattej riportato in [15] chiarisce, anche se in tempi successivi, inequivocabilmente la situazione: la scoscesa erta di Monticchio dal lato interno, e il mare dall’altra, costituivano una naturale strettoia, ove era facile realizzare un posto di controllo per coloro che accedessero al paese da quel lato: porta quindi come passaggio obbligato per un controllo dell’accesso all’abitato.

Data la natura della costruzione, e le poche notizie disponibili complessivamente – tutte su riportate e commentate – si rende impossibile e non utile la composizione di una scheda del genere di quella predisposta dalla S., utilizzata per tutte le altre Appendici, ma con la segreta speranza di riuscire, prima o poi, a riempire i molti spazi lasciati vuoti.

DOCUMENTI e DATE

[110] ² 1789: quadro di Ph. Hackert, con l’erta di Monticchio.
[5] 1790- 93: si costruisce la strada litoranea Forio-Lacco, con risistemazione della zona di accesso e di Monticchio;
[5] 1832: la lapide celebrativa dell’inaugurazione della strada litoranea è tolta (che fine ha fatto?).
[15] 1847: disegno di Mattej P. nel quale ben evidente è il complesso Porta – Caserma.
[119] 1884: carta del Piano edilizio regionale che mostra la situazione viaria della zona Monticchio- Cava delle Pezze.

Un fatto importante

L’aggiunta di [119] alla mia piccola biblioteca specifica, consente anche di rileggere con più calma tanti brani, letti, ma non meditati.

Così, riconsiderando gli sforzi di leggere, in un confronto fra immagini del passato, in fig.1 e 4, e le tante più recenti disponibili, il brano seguente acquista una rilevanza particolare.

[119] pag. 91:…In generale i danni lungo la marina sono contenuti, o comunque sono sensibilmente inferiori a quelli che si osservano a Monterone e lungo i fianchi dell’Epomeo. Fa eccezione a questa regola la località Monticchio (IX-X grado) che si sviluppa tra la costa e Monterone, poco fuori dall'abitato di Forio lungo la strada che porta a Lacco. Qui i danni furono ingenti tanto che alcuni autori contemporanei ipotizzarono che in questa località fosse da collocarvi un secondo centro di irradiazione dell'energia sismica congiuntamente a quello di Casamicciola. De Rossi per giustificare l'entità dei danni in un sito così distante dalle zone di massimo danneggiamento rilevate prevalentemente a Casamicciola, ipotizza la presenza di una frattura radiale che attraversi il sito. La gravità dei danni rilevati a Monticchio è confermata dall'estensione della zona dichiarata pericolosa in Forio dal Regolamento edilizio emanato il 29 agosto 1884 dal Ministero dei lavori Pubblici

Se il brano riportato è sufficiente a spiegare le difficoltà interpretative, cui si è fatto cenno, la fragilità della zona è evidenziata anche dall’alto muraglione di contenimento, che fiancheggia l’erta stradina che, a lato mare, percorre l’altura. ³

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1. Anche se abbiamo già sottolineato la tendenza di questo artista ad allungare in senso verticale le costruzioni che disegna, le testimonianze sono comunque di inestimabile valore.
2. Questo riferimento bibliografico è dato a titolo indicativo, poiché una fotografia del quadro in oggetto è inserita in quasi tutti i fascicoli dedicati alle torri di Forio censite dalla S.
3. A solo titolo di una datazione di lavori, ricordo che mio Padre, ancor giovanetto, partecipò al loro controllo

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Fig. 1- Disegno di Pasquale Matej, ai piedi dell’erta di Monticchio: ben visibile la zona di ingresso al paese.
Fig.2 – Quadro di Philip Hackert (1789), che mostra l’abitato di Forio: in primo piano la zona dello Scentone fino ai piedi dell’erta di Cavallara; la chiesa ben visibile è quella di San Michele, detta del Purgatorio allo Scentone (1742, v. ([15] pag.158); sullo sfondo la serpentina della salita di Monticchio, oggi rettificata, nasconde la zona della Porta e della Caserma.
Fig. 3 - Particolare del disegno precedente, dal disegno di Mattej P. (1847), la Porta di Forio demolita nel 1866 ([5]* pag.367).
Se si confronta questo particolare, con la descrizione che della zona fa il d’Ascia [5]* (Nota 253 a pag. 268, e testo a pag. 197-98, si individua abbastanza agevolmente la Caserma, non il suo loggiato che, essendo dalla parte di ponente, non è visibile.

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