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Le case di pietra

Questo lembo di terra, frequentato da Micenei e Fenici, colonizzato da vasai e contadini euboici, poi dominato da Romani e Partenopei e infine da Svevi, Angioini, Aragonesi e Spagnoli, funestato spesso da scorrerie barbaresche, offre tutte le bellezze ed i vantaggi dei più rinomati centri costieri di villeggiatura e, in più, alcune sorprese. Tra queste, le "case di pietra", raro esempio di architettura rupestre e significativa testimonianza di sfruttamento "ecologico" della natura, cioè di adeguamento ad essa. Scavare un masso per ricavarne un'abitazione o un cellaio significava volontà di vivere in simbiosi con la natura, di valorizzarne e sfruttarne ogni possibilità, di accordarsi ai suoi ritmi e tempi.
   Case di pietra possono essere ammirate in tutto il territorio isolano, ma segnatamente nella zona che va da Serrara a Forio, tuttintorno al massiccio dell'Epomeo. Scavate nel tufo più o meno dolce, verde o di altro colore, sono principalmente adibite ad abitazioni rurali, talvolta addirittura permanenti, hanno forme e dimensioni diverse, e testimoniano l'abilità e l'inventiva dell'artefice. Questi massi, caduti dall'Epomeo e scavati con mano sapiente, rappresentano una testimonianza di perfetto connubio tra l'uomo e l'ambiente, segno perenne di intelligenza, di rispetto per le cose, di spirito di iniziativa. A chi voglia saperne di più suggeriamo l'esaustivo Le case di pietra di N. D'Arbitrio e L. Ziviello, SEN., Napoli, 1982 (Pasquale Balestriere).